Come chiudere uno spazio con il cartongesso?

Chiudere senza troppa fatica un’apertura nel muro è estremamente semplice con il cartongesso. Questa è infatti, un’operazione che non comporta particolari sconvolgimenti.

Come chiudere uno spazio con il cartongesso? Questa soluzione oltre ad essere pratica è anche molto conveniente. L’utilizzo del cartongesso dona alla stanza un aspetto delicato ed elegante. Perdipiù, è ideale non solo per chiudere uno spazio, ma anche per dividere gli ambienti e nascondere le imperfezioni dell’appartamento.

Cos’è il cartongesso?

Il cartongesso è un materiale molto usato nel campo dell’edilizia. È formato da una lastra di gesso accuratamente trattato, inserito tra due fogli di cartone. Tuttavia, oltre alla versione più semplice ne esistono diverse tipologie, come il cartongesso idrofugo perfetto per il bagno perché idrorepellente, quindi ideale nel caso in cui ci siano problemi di muffa.

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Come chiudere uno spazio con il cartongesso – Pexels di architecture

Chiudere uno spazio con il cartongesso

Preferire il cartongesso alla muratura tradizionale permette di fare meno fatica e sporcare di meno. Inoltre, come detto, è più conveniente. Ecco l’occorrente per realizzare questo progetto:

  • Materiale ligneo.
  • Pannelli in cartongesso.
  • Materiale termoacustico.
  • Stucco.
  • Utensili vari.

Chiudere uno spazio con il cartongesso in realtà non è un’operazione del tutto pulita. Infatti, per poter raccordare le lastre con la muratura esistente bisogna scrostare una buona porzione di intonaco. Successivamente eseguita la parziale demolizione dell’intonaco bisogna costruire un telaio di supporto per le lastre.

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L’operazione per chiudere uno spazio con il cartongesso

Nel dettaglio, si fissano tre listelli, uno orizzontale e due verticali, dello spessore di 25 mm e larghi 60 mm, centrandoli sullo spessore della muratura, l’importante è che siano meno spessi dello spazio che si vuole chiudere, in modo che rientrino di 20 mm per parte rispetto al filo dell’intonaco.

Successivamente si divide l’altezza in quattro con coppie di listelli, da avvitare ai montanti con viti alla traditora. In questo caso è bene riempire lo spazio tra i listelli con materiale termoacustico, come i pannelli rigidi di lana minerale tagliati a strisce larghe di circa 30 mm, evitando così che sporga dal telaio.

Il primo strato di cartongesso da 10 mm che si avvita al telaio, dovrebbe rimanere incassato di altrettanto rispetto all’intonaco, in modo che la seconda lastra rimanga a filo alla parete. Inoltre, tra le due lastre si inserisce, fissandola alla prima lastra e alla muratura, una rete metallica del tipo di quelle da pollaio, per favorire l’aggrappaggio della stuccatura finale.

La stuccatura in mezzo alle lastre

Per stuccare in mezzo alle lastre di cartongesso si può usare la scagliola. Questa va mescolata con l’acqua, in proporzioni precise seguendo le istruzioni riportate sulla confezione in modo da ottenere una pasta cremosa e non troppo liquida. Tuttavia, essendo questo un prodotto che si asciuga molto rapidamente, bisogna applicarlo molto velocemente e probabilmente preparare più volte l’impasto.

La stuccatura delle zone di collegamento tra le lastre

Dopo aver riempito le lastre di cartongesso la stuccatura delle zone di collegamento tra le lastre è meno difficoltosa. Ciò anche grazie all’uso di retine adesive che aiutano a livellare la superficie. Infatti, tra le giunture si applica una speciale garza che va poi ricoperta con il resto dell’intonaco, avendo cura di eseguire un lavoro omogeneo.

Infine si attende l’asciugatura dello stucco, per poi procedere nell’ordine con una fase di carteggio e con la tinteggiatura finale della parete dove c’era lo spazio da riempire.

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Come chiudere uno spazio con il cartongesso – Unsplash di lakeisha bennett

Vantaggi e svantaggi

L’utilizzo del cartongesso per dividere gli ambienti è un’opzione rilevante, che offre innumerevoli vantaggi quali:

  • facilità di montaggio e smontaggio,
  • resistenza nel tempo,
  • costi bassi.

Le pareti in cartongesso sono facili e veloci da montare. Non richiedono tempi di lavorazione lunghi e non necessitano dell’utilizzo di diverse tipologie di materiali come il cemento. Pertanto, consente di sporcare meno, o addirittura non sporcare del tutto.

Tra gli svariati vantaggi di questo materiale ci sono anche la resistenza e la durevolezza. Tuttavia, è bene considerare che il cartongesso allo stesso tempo è caratterizzato da difficoltà nel sopportare carichi troppo pesanti e delicatezza. Pertanto, è meglio evitare di aggiungere mensole troppo pesanti a una parete in cartongesso. Meglio preferire quadri e accessori leggeri facendo attenzione a non dare martellate troppo forti quando si fissa il chiodo.

I costi del cartongesso

Un altro dei vantaggi dell’utilizzo del cartongesso è quello del costo notevolmente inferiore al costo di mattoni e piastrelle. Infatti, le lastre di cartongesso, che sono disponibili di svariate dimensioni e spessori, si trovano a buon mercato. Nel dettaglio i costi delle pareti divisorie in cartongesso, variano in base alla dimensione. In media il prezzo varia tra i 25 ai 45 euro al mq.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Negli Stati Uniti, nella seconda metà del 1800 Augustine Sackett e Fred Kane ebbero l’idea di creare un pannello di gesso, paglia, catrame e carta e progettarono una macchina per fabbricarlo nel 1880.  Il 22 maggio 1894, Augustine Sackett ottenne il brevetto U.S. No. 520123, intitolato “Inside Wall Covering”.
  • La comparsa del cartongesso in Europa avvenne nel corso della prima guerra mondiale. Successivamente, ed in tempi più recenti, le lastre in gesso rivestito si diffusero nel resto d’Europa, per approdare agli albori degli anni ’60 anche in Italia e poi nei Paesi dell’area mediterranea.
  • Siniat è leader di mercato nel contenuto di riciclato delle lastre in cartongesso. Infatti, tutte le lastre a base gesso di Siniat sono riciclabili al 100% e permettono una gestione differenziata a fine vita. Tali successi sono certificati dall’Organismo ICMQ, che ha rilasciato un Certificato di Prodotto secondo UNI EN ISO 14021, in piena ottemperanza del Decreto Ministeriale CAM così come dei requisiti di protocolli di sostenibilità edilizia.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.