Habitante a tavola: bere l’acqua del rubinetto è una scelta sostenibile?

La plastica prodotta e immessa sul mercato, come ormai è noto, è davvero tanta. Stime recenti ci dicono che il mondo produce più di 300 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno. Ma quanta di questa plastica proviene dal mercato dell’acqua? Ogni anno solo in Italia vengono immesse sul mercato ben 11 miliardi di bottiglie in plastica per le acque minerali e le bevande confezionate. Visti i dati una domanda sorge spontanea: bere l’acqua del rubinetto quanto potrebbe influire sul volume di plastica immesso dalla commercializzazione dell’acqua imbottigliata?

Bere l’acqua del rubinetto è una scelta sostenibile?

Per rispondere a questa domanda è sufficiente fare un semplice calcolo. Ognuno di noi beve, o almeno dovrebbe bere, da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno, quindi in media una bottiglia di acqua al giorno. Stando a tale dato in una famiglia composta da quattro persone ogni giorno vengono consumate 4 bottiglie di acqua. In una settimana se ne consumeranno 28 e in un mese ben 120 bottiglie. Se moltiplichiamo tutto questo per un lasso di tempo pari a un anno e per la popolazione italiana i numeri aumentano in maniera esponenziale. Il numero di bottiglie usate e poi gettate potrebbe essere praticamente azzerato se tutti iniziassero a bere questa acqua. Perciò per rispondere alla domanda posta in partenza la risposta è sì, bere l’acqua del rubinetto è una scelta sostenibile.

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Il 78% degli italiani beve l’acqua del rubinetto

Stando agli ultimi dati circa il 78% degli italiani dichiara di bere acqua del rubinetto, alcuni utilizzano caraffe e filtri specifici altri la bevono anche non trattata. Il 25% di queste persone lo fa per comodità, il 24,8% dichiara di farlo per l’ambiente unitamente al fatto di evitare di trasportare e smaltire le bottiglie di plastica. Tra gli altri motivi vi è la consapevolezza che l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto a quelli effettuati dai produttori di acqua minerale, ma anche per la bontà e il minor costo rispetto al quella imbottigliata. La percentuale di italiani che oggi adotta metodi alternativi alle bottiglie di plastica è in costante aumento rispetto agli anni precedenti.

Inoltre è bene ricordare che comunque le acque che sgorgano dai rubinetti di casa devono possedere specifiche caratteristiche. Esiste infatti una specifica normativa a riguardo. Si tratta del Decreto Legislativo n. 31 del 2001 che disciplina la qualità dell’acqua destinata al consumo umano.  Questo si applica a tutte le acque destinate all’uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, sia in ambito domestico che nelle imprese alimentari, a prescindere dalla loro origine e dal tipo di fornitura.

C’è però una parte di italiani ancora restia all’impiego dell’acqua del rubinetto, alcuni di essi si dichiarano estremamente preoccupati circa la possibile presenza di sostanze contaminanti,  altri si reputano abbastanza preoccupati. Ciò che è bene sapere è che l’acqua proveniente dal rubinetto di casa, per legge viene sottoposta a periodici controlli, è quindi potabile e può essere bevuta tranquillamente. In tutti i casi per una maggiore sicurezza personale si può ricorrere a sistemi di filtrazione che possono fugare ogni dubbio in merito all’acqua che sgorga dal rubinetto di casa.

acqua del rubinetto

Habitante a tavola: bere l’acqua del rubinetto è una scelta sostenibile? – SHUTTERSTOCK di SedovaY

Vantaggi del bere l’acqua del rubinetto

Bere l’acqua potabile del rubinetto comporta una serie di vantaggi:

  • non comporta lo smaltimento di imballaggi di plastica o di vetro, quindi riduce la quantità di rifiuti prodotti in ambito domestico;
  • non deve essere trasportata con i camion da una città all’altra per arrivare in negozio e poi a casa tua, quindi riduce il traffico e l’inquinamento;
  • ha un costo minore rispetto all’acqua imbottigliata;
  • è sempre disponibile al consumo ed evita faticosi approvvigionamenti al supermercato che implicano il trasporto di pesanti casse d’acqua.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’Italia rientra tra uno dei primi tre Paesi al mondo per consumo di acque minerali e confezionate in bottiglia. Secondo gli ultimi dati, forniti da Greenpeace risalenti al 2019, il consumo pro capite italiano è pari a 222 litri, per un totale di 13,5 miliardi di litri. Tali dati sono in crescente aumento, difatti negli anni Ottanta il consumo di acque minerali e confezionate in bottiglie era quasi un quarto di quello odierno, ovvero pari a circa 50 litri.

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Scritto da

Biologa