Animali da compagnia in Italia: quanti sono e quanto ci costano?

In Italia ci sono circa 60 milioni di bocche da sfamare. “Che novità”, direte, sappiamo che gli abitanti della Penisola sono circa 60 milioni. Vero, ma le bocca da sfamare a cui ci riferiamo in questo articolo non sono bocche…umane.

In Italia ci sono infatti circa 60 milioni di bocche, fauci, becchi, e chi più ne ha più ne metta, che vivono nelle nostre case e in molti casi sono parte integrante delle nostre famiglie.

Vi siete mai chiesti quanti sono gli animali da compagnia in Italia? Ecco la risposta, un numero sostanzialmente pari a quello degli abitanti umani.
Il grande popolo dei pets è così composto: 30 milioni di pesci, 13 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, che superano di mezzo milione i cani, attestati sui 7 milioni.

Abbiamo già parlato in questi articoli (L’alimentazione dei nostri animali domestici e Animali domestici: quando il convivere diventa buon vivere)del ruolo e dell’importanza che i nostri animali domestici, e i pets in particolare, hanno nelle vite di molti di noi.

Oggi vogliamo snocciolarvi un po’ di numeri, perché si sa’, i numeri sono un po’ freddi, e considerati da soli possono rimandare immagini distorte, ma contribuiscono a farci comprendere la realtà. Ad esempio, quanto denaro muove la soddisfazione dei bisogni degli animali da compagnia in Italia?

animali da compagnia in Italia

China Daily

Animali da compagnia in Italia: un’importante motore di business

Secondo l’autorevole fonte de Il Sole 24 Ore, che a sua volta riporta i dati forniti dal Rapporto Assalco-Zoomark 2018, che è una sorta di compendio annuale sul mondo dei pets diffuso dall’Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia e da Zoomark International (salone annuale dei prodotti e delle attrezzature per pets a Bologna), la pet economy in Italia vale circa 2 miliardi e 51 milioni di euro.

Gli incrementi più importanti si registrano nel settore del cibo industriale per cani e gatti, in tutti i suoi segmenti specifici :secco, umido e snack. Questi ultimi ad esempio raggiungono il notevole incremento del 7%. Segno forse del fatto che i proprietari viziano di più i propri animali domestici, o si impegnano regolarmente in attività di gioco ed educazione insieme a loro?

Andando più nel dettaglio, potremmo chiederci a quanto ammonta la spesa annua pro capite per gli animali da compagnia in Italia. I dati al riguardo sono un po’ nebulosi, e riguardano maggiormente la spesa affrontata per il mantenimento di cani e gatti.

Tuttavia per avere un’idea al riguardo possiamo citare il Rapporto Italia 2018 condotto da Eurispes, se non altro in quanto dati piuttosto recenti. Dal rapporto in questione emergerebbe che il 57,7% di chi possiede un animali da compagnia in Italia spende meno di 50 euro al mese per prendersene cura. Tuttavia è aumentato in modo sensibile il numero di chi spende da 51 a 100 euro mensili: il 31,4% . Nel 2017 questi ultimi erano solo il 15,4% .

pet economy

Pet’s Planet Blog

Per economy sotto l’Albero

Così come per gli acquisti “umani”, è assolutamente verosimile aspettarsi un aumento delle vendite di articoli per animali sotto il periodo natalizio.
Gli animali da compagnia vengono ritenuti dal 50% dei proprietari membri della famiglia in tutto e per tutto. Come tali, è piuttosto naturale coinvolgerli in un certo modo nei festeggiamenti natalizi. Su blog e testate di costume prolificano già le idee su cosa acquistare per far felici i nostri amici animali.

Avere un animale da compagnia è un impegno di nobile natura e una fonte di gioia (senza trascurare qualche arrabbiatura ogni tanto). Garantirgli tutto il necessario in termini di cure, protezione ed affetto è un dovere. Senza dubbio la corsa ai consumi determina talvolta comportamenti un tantino poco lucidi da parte di proprietari forse un po’ troppo zelanti.

D’altro canto, nonostante le attenzioni perfino eccessive che molti proprietari dedicano ai propri animali da compagnia, nel nostro Paese permangono sacche di ignoranza e maltrattamento radicate e ben documentate. Come sempre c’è chi ha troppo e chi ha troppo poco.

Continuare a diffondere una corretta informazione sulle reali necessità psico fisiche dei nostri amati compagni animali può senza dubbio contribuire ad un più uniforme e reale miglioramento delle loro condizioni di vita.