Termosifoni freddi sotto o in alto: perché succede e cosa fare

Termosifone bianco a piastra sotto una finestra in una stanza con tende scure

Riaccendere l’impianto dopo l’estate rivela quasi sempre qualche sorpresa: un radiatore che scotta in basso e resta gelido in alto, un altro che non parte affatto, una casa intera che rimane tiepida. I termosifoni freddi raramente sono un guasto grave, ma ogni sintomo indica una causa precisa e capirla subito evita settimane di freddo e chiamate inutili.

I termosifoni freddi dipendono quasi sempre da tre fattori: aria intrappolata nel radiatore, depositi di fanghi sul fondo o un problema di circolazione dell’acqua (valvole chiuse, pressione bassa, impianto sbilanciato). Il punto in cui il termosifone resta freddo è l’indizio più utile: freddo in alto significa di norma aria, freddo sotto fa pensare ai fanghi, tutti tiepidi rimandano alla caldaia o alla pressione dell’impianto. Le prime due verifiche si fanno da soli in pochi minuti; tutto ciò che riguarda la caldaia spetta a un tecnico abilitato.

Perché i termosifoni sono freddi: la diagnosi per sintomo

Prima di prendere in mano la chiave di sfiato, tocca con attenzione ogni radiatore a impianto acceso da almeno mezz’ora e annota cosa senti. Questa tabella collega i sintomi più comuni alle cause probabili.

Sintomo Causa probabile Cosa fare Serve il tecnico?
Freddo in alto, caldo in basso, a volte gorgoglii Aria nel radiatore Sfiatare, poi controllare la pressione No, se dopo lo sfiato torna a scaldare
Freddo sotto, caldo in alto Fanghi e depositi sul fondo, circolazione scarsa Verificare che valvola e detentore siano aperti; valutare il lavaggio Sì, per il lavaggio dell’impianto
Un solo termosifone freddo, gli altri caldi Valvola o detentore chiusi, spillo bloccato, aria Aprire la valvola, controllare lo spillo, sfiatare Sì, se la valvola non si sblocca o perde
Tutti i termosifoni tiepidi con la caldaia accesa Pressione bassa, temperatura di mandata o termoregolazione impostate troppo basse Leggere la pressione, controllare termostato e impostazioni Sì, se la pressione cala di continuo o le impostazioni sono corrette
Freddo all’ultimo piano o nell’appartamento più lontano Aria nelle colonne, impianto non bilanciato Sfiatare e avvisare l’amministratore Sì, il bilanciamento è un lavoro da tecnico

Termosifone freddo in alto: c’è aria, ecco come sfiatarla

L’aria è più leggera dell’acqua e si raccoglie nella parte alta del radiatore, dove forma una sacca che l’acqua calda non riesce a raggiungere. Vaillant, nella sua guida alla manutenzione e pulizia dei termosifoni, spiega che le bolle d’aria ostacolano la circolazione dell’acqua calda e cita gorgoglii e rumori metallici tra i segnali che l’impianto ha bisogno di attenzione. È il problema più tipico della prima accensione.

La procedura, riassunta dalle indicazioni dei produttori:

  1. Spegni l’impianto e lascia raffreddare i termosifoni. Vaillant indica di sfiatare con il sistema spento e freddo.
  2. Procurati la chiavetta di sfiato e un contenitore. La valvolina si trova in alto, sul lato opposto all’ingresso dell’acqua; tieni a portata di mano anche uno straccio.
  3. Parti dai radiatori più bassi. In una casa su più piani si comincia dal basso e si sale: lo raccomandano sia Vaillant sia il manuale della caldaia Buderus Logamax plus GB022, che indica di aprire e chiudere le valvole di sfiato dal basso verso l’alto.
  4. Apri girando in senso antiorario. Sentirai uscire l’aria con un sibile.
  5. Chiudi quando esce solo acqua. Il segnale è un getto d’acqua costante, senza più aria.
  6. Controlla la pressione della caldaia. Lo sfiato fa scendere la pressione dell’impianto: se è sotto il valore indicato nel libretto, va ripristinata (vedi più avanti).

Trovi la procedura illustrata, con gli errori da evitare, nella nostra guida su come togliere l’aria dai termosifoni. Se l’aria si riforma dopo pochi giorni, il problema è altrove: piccole perdite, rabbocchi frequenti o componenti dell’impianto da verificare. In quel caso serve un tecnico.

Termosifoni freddi sotto: fanghi e depositi

Quando il radiatore scalda bene in alto e resta freddo nella parte bassa, il sospetto principale sono i fanghi. Nella stessa guida Vaillant indica tra i sintomi tipici le zone fredde al tatto, soprattutto nella parte inferiore del radiatore, e i radiatori che non si scaldano in modo uniforme. I depositi interni sono composti da fanghi, calcare e residui ferrosi che si accumulano sul fondo e restringono il passaggio dell’acqua.

Da dove vengono? Caleffi, nel suo documento tecnico su disaerazione e defangazione, li attribuisce alla corrosione di tubazioni e corpi scaldanti, tipica degli impianti degli anni Settanta e Ottanta con tubi in ferro e radiatori in acciaio o ghisa, aggravata dall’acqua non trattata. Le stesse particelle possono raggiungere la caldaia e il circolatore, riducendo il rendimento di tutto l’impianto.

Prima di pensare ai fanghi, esegui un controllo banale: verifica che la valvola di ingresso e il detentore (il rubinetto sull’altro lato del radiatore, spesso sotto un cappuccio) siano aperti. Un detentore quasi chiuso riduce la portata e lascia freddo il fondo del termosifone.

Se il problema è davvero di depositi, le strade sono due:

  • Pulizia del singolo radiatore. Si svuota, si stacca e si risciacqua finché l’acqua non esce limpida. Vaillant avverte che richiede una buona manualità, e in condominio comporta di intercettare il circuito: meglio farla fare a un idraulico.
  • Lavaggio dell’impianto. Un tecnico fa circolare con una pompa prodotti disincrostanti e pulenti, poi risciacqua e riempie l’impianto con acqua e un inibitore di corrosione. Vaillant suggerisce questo intervento ogni 5-10 anni. Per contenere il problema in futuro, l’installatore può proporre un defangatore magnetico sul ritorno della caldaia, il dispositivo descritto da Caleffi che trattiene le particelle ferrose.
Tubi metallici corrosi e sezioni di vecchi radiatori con incrostazioni interne
Corrosione e depositi riducono il passaggio dell’acqua nei vecchi impianti. Foto di Eric Prouzet su Unsplash

Un solo termosifone non si scalda

Se tutti i radiatori funzionano tranne uno, la causa è quasi sempre locale. In ordine di probabilità:

  1. Valvola chiusa o regolata troppo bassa. Porta la manopola al massimo e attendi qualche minuto.
  2. Spillo della valvola termostatica bloccato. Succede spesso dopo un’estate trascorsa con la testa chiusa. Svitando la testa si vede un perno metallico che, premuto, deve rientrare e risalire da solo; se resta giù, si può provare a muoverlo con delicatezza. Se non cede o perde acqua, serve l’idraulico. Come leggere e regolare la manopola lo spieghiamo nella guida alle valvole termostatiche.
  3. Aria. Anche un radiatore isolato può avere una sacca d’aria: sfiatalo.
  4. Detentore chiuso. Capita dopo lavori di imbiancatura o la sostituzione del radiatore. Va riaperto con una chiave a brugola o un cacciavite, ma attenzione: la sua posizione serve anche a bilanciare l’impianto, quindi se non sai com’era regolato lascia fare a un tecnico.
Primo piano degli elementi di un termosifone in ghisa bianco
Nei radiatori in ghisa i depositi si accumulano sul fondo degli elementi e lasciano fredda la parte bassa. Foto di Julian Hochgesang su Unsplash

Termosifoni tiepidi con la caldaia accesa: controlla la pressione

Se tutta la casa resta tiepida, o trovi i termosifoni freddi con la caldaia accesa e la fiamma che parte regolarmente, il primo numero da guardare è la pressione dell’impianto, sul manometro o sul display della caldaia. Il valore corretto dipende dal modello, ed è indicato nel libretto d’uso. Ecco cosa riportano alcuni produttori:

Fonte Valore indicato Note
Vaillant, guida alla manutenzione dei termosifoni tra 1 e 1,5 bar a impianto freddo Indicazione generale; dopo lo sfiato la pressione può scendere
Vaillant, istruzioni per l’uso ecoTEC pure VMW 246/7-2 da 0,8 a 2,0 bar Sotto 0,8 bar va rabboccato; oltre 3 bar la pressione è eccessiva
Buderus, istruzioni Logamax plus GB022 1,5 bar ottimale; 1,0-1,5 bar per la versione combinata Sotto 1,0 bar dopo lo sfiato va rabboccato

Il rabbocco si fa dal rubinetto di riempimento sotto la caldaia, aprendolo lentamente e richiudendolo quando l’indicatore raggiunge il valore previsto. Il libretto d’uso della Vaillant ecoTEC pure precisa che il primo riempimento spetta al tecnico qualificato e che va usata solo acqua adatta all’impianto. Il manuale Buderus aggiunge un’avvertenza che vale per tutti: se bisogna rabboccare spesso, probabilmente c’è una perdita, da far riparare presto.

Se la pressione è corretta e i termosifoni restano tiepidi, controlla il termostato ambiente e la temperatura di mandata impostata sulla caldaia: sulle caldaie a condensazione con sonda esterna, una curva climatica troppo bassa produce proprio questo effetto. La modifica della curva però va concordata con il manutentore, che conosce l’impianto.

Ultimo piano freddo in condominio: colonne e bilanciamento

Nei palazzi con riscaldamento centralizzato è frequente che gli appartamenti agli ultimi piani, o quelli più lontani dalla centrale termica, scaldino meno degli altri. Le cause tipiche sono due: aria che si accumula nella parte alta delle colonne montanti e un impianto non bilanciato, in cui l’acqua calda segue il percorso più facile e arriva con poca portata ai radiatori più lontani.

Puoi sfiatare i tuoi radiatori, ma lo sfiato delle colonne e la regolazione dei detentori su tutto l’edificio sono compiti del manutentore incaricato dal condominio. La strada giusta è segnalare il problema per iscritto all’amministratore, possibilmente insieme ai vicini che hanno lo stesso disagio. Su orari, ripartizione delle spese e diritti dei condomini trovi tutto nella guida al riscaldamento centralizzato in condominio e relativa normativa.

Cosa non fare e quando chiamare il tecnico

  • Non aprire la caldaia. Il manuale Vaillant è esplicito: l’utente non deve eseguire da sé lavori di manutenzione o riparazione sul prodotto, e i guasti vanno eliminati da un tecnico qualificato. Lo stesso vale per qualsiasi intervento su gas e fumi.
  • Non ignorare la manutenzione obbligatoria. Il D.P.R. 74/2013 regola l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici; nei suoi consigli per la stagione dei riscaldamenti ENEA ricorda che chi non la esegue rischia una multa a partire da 500 euro. Chi deve occuparsene tra proprietario e inquilino lo spieghiamo nella guida sulla manutenzione della caldaia in affitto.
  • Non svitare detentori e raccordi a impianto in pressione sperando di “sbloccare” il radiatore: rischi una perdita difficile da fermare.
  • Non portare la pressione oltre il valore del libretto. Un rabbocco eccessivo può far intervenire la valvola di sicurezza.
  • Non coprire i termosifoni con tende o mobili per nasconderli: ENEA ricorda che ostacolano la diffusione del calore e la stanza sembrerà fredda anche con l’impianto a posto.

Chiama il tecnico se la pressione scende di continuo, se dopo lo sfiato il radiatore resta freddo, se compaiono codici di errore sulla caldaia, se senti odore di gas o di bruciato, oppure se più termosifoni hanno lo stesso problema insieme. In questi casi la causa è nell’impianto, non nel singolo radiatore.

Prima di telefonare, fai un giro di controllo e annota i risultati: quali radiatori sono freddi e in quale parte, che pressione segna la caldaia a freddo, se le valvole sono aperte, se hai già sfiatato. Con queste informazioni il tecnico arriva sapendo cosa cercare. Se la stagione è appena partita e i radiatori non si scaldano affatto, verifica anche che nella tua zona climatica l’accensione sia già consentita: le date sono nel nostro calendario per l’accensione del riscaldamento 2026.

Fonti

Related Posts