“Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali” l’ultimo libro di Luca Mercalli

“Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali” è l’ultimo libro di Luca Mercalli – Recensione

Al rientro delle vacanze mi ero promesso di riprendere alcune letture lasciate in sospeso e che mi avevano incuriosito. Una di queste riguarda l’uscita dell’ultimo libro di Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana, noto divulgatore scientifico a livello nazionale ed internazionale sui temi legati alla ecosostenibilità ambientale.

Già dal titolo è tutto un programma: “Non c’è più tempo. Come reagire agli allarmi ambientali”, 2018, Passaggi Einaudi, pp. 272, ISBN 9788806232597. In poco più di 250 pagine Mercalli propone in modo efficace ed efficiente tutta una serie di temi legati all’ecosostenibilità e come il comportamento umano stia in qualche modo mettendo al rischio il futuro delle giovani generazioni. Per farlo riporta esempi concreti nei sei paragrafi che danno un ritmo incessante al saggio e che da subito mette in lettore in una postura in movimento, in emergenza, appunto. Molto interessante è il “format narrativo” che l’autore propone con delle pillole di una, o due pagine massimo, cercando di condensare messaggi chiari e semplici per arrivare alla testa e al cuore del lettore.

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Mercalli non propone nel suo libro un approccio neo romantico nei confronti del pianeta terra anzi, all’opposto, prova a dare una visione deterministica di quelli che sono i comportamenti non proprio virtuosi del genere umano. Il lettore viene quindi coinvolto in prima persona nel processo di scoperta dei fenomeni più o meno catastrofici che si stanno mettendo in atto grazie ad un consumo non consapevole. Ho trovato davvero interessante la parte terza del libro in cui Luca Mercalli snocciola in tutta velocità una serie di comportamenti legati agli stili di vita quotidiana che, apparentemente innocui, mettono a rischio la nostra umanità. Parte dal motto “ripiantiamo viali alberati” passando dalla cattiva gestione delle capsule del caffè (ogni anno in Italia un miliardo di cialde vanno in discarica o in inceneritore) fino ad arrivare all’emergenza della gestione “dell’oro blu”, dell’acqua, come punto cardine per la sopravvivenza, o meglio ancora resilienza, della specie umana. Tra questi risulta molto interessante l’analisi che Mercalli fa sul packaging di alcune tavolette di cioccolato di una nota industria dolciaria piemontese. Come riportato nel paragrafo “il vuoto che danneggia” si calcola, a partire dalle dimensioni dell’imballo sottraendo l’ingombro della tavoletta di cioccolato, che circa il 40% della confezione è praticamente vuota. Un esempio concreto di come il consumatore dovrebbe essere più attento a quello che sono i suoi acquisti. In questo specifico esempio viene spontaneo chiedersi se siamo davvero disposti a pagare in più per un packaging non funzionale al trasporto del prodotto stesso ma solo pensato in termini di comunicazione e marketing.

Possiamo ripensare, o rifondare, delle pratiche che abbiano un impatto minore sul nostro pianeta? Mercali, con il suo libro, lancia un messaggio possibilista. Quello che propone l’autore non è evitare la catastrofe ma cercare di arginarne gli effetti. Come ben espresso in “la ragione è pessimista, la volontà, nonostante tutto, ancora ottimista”, egli non si sofferma ad una diagnosi catastrofica ma propone pratiche concrete, fattibili, anche quotidiane, per cercare almeno di mitigare gli effetti di una impostazione sbagliata. Al di là dell’indifferenza da parte della grande informazione di massa e della politica, Luca Mercalli, in questo libro, ci da la dimensione che un futuro diverso è possibile ma il cambiamento passa prima di tutto da noi stessi.

Gianni Bientinesi

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