Sharing mobility, una soluzione in più e un problema in meno

Se Karl Benz potesse fare capolino dalla propria tomba e dare uno sguardo al mondo attuale, sicuramente rimarrebbe incredulo. Non capirebbe perché cosi tante persone hanno deciso di abbandonare l’automobile e passare allo sharing mobility.

La risposta è semplicissima, per noi comuni mortali del 21 secolo. Karl è l’ingegnere tedesco al quale viene attribuita l’etichetta di “inventore della prima automobile”. In realtà il suo è il frutto di una serie di studi portati avanti nel tempo, ma ad ogni modo lui è stato il primo ad avere la brillante idea di abbinare un motore ad un veicolo dotato di ruote.

Stiamo parlando del 1883 e di tempo ne è passato. Perciò bisognerebbe spiegare a Karl che l’automobile è tuttora un mezzo di spostamento e di comunicazione importantissimo ma che purtroppo consegue una serie di problematiche alle quali non tutti sono più disposti a sottostare.

I mezzi della Sharing Mobility

Così grazie al grande sviluppo tecnologico degli ultimi anni è stato possibile dar vita a numerose Start-Up finalizzate all’utilizzo di mezzi alternativi. La bicicletta è il mezzo più gettonato e numerosi sono i fattori scatenanti di questa scelta. Grazie al velocipede vi è difatti la possibilità di fare attività fisica, non trovarsi in mezzo al traffico, non dover cercare parcheggio e soprattutto non inquinare un mondo che abbiamo già sporcato abbastanza.

sharedmobilityprinciples.org

Insomma, i lati positivi di questi servizi non sono pochi e non sono per nulla di poco conto. Ad incrementare la positività di tale fortuna è un prezzo modico, accessibile a tutti e obiettivamente conveniente. Certo il nostro amico Henry può continuare a dormire sonni tranquilli, immaginare un mondo senza automobile è di gran lunga impossibile.

Ma non è questo certo l’obiettivo dell’utilizzo del mezzo alternativo. Molte persone sono costrette ogni giorno a dover percorrere distanze incredibili per andare a lavorare ed è giusto che utilizzino il mezzo più comodo e conveniente per loro. Ma perché prendere la macchina una bella domenica pomeriggio per andare a fare una passeggiata? Perché non sfruttare l’occasione di non inquinare ed allenarsi allo stesso tempo? Queste domande se le sono poste in molti e i numeri rispondono egregiamente a tali quesiti: in poco più di un anno il servizio sul territorio nazionale è cresciuto del 147% e le circa 40 mila bici a disposizione sullo stivale rendono l’Italia il paese europeo con la maggior diffusione in termini di numero di servizi attivi.

Il tutto si inserisce all’interno di quel piano di sviluppo della “città intelligente” che mira ad esprimere ed individuare un nuovo modello di città, più attenta ad assicurare ai cittadini un’elevata qualità di vita.

I risultati e gli obiettivi della Sharing Mobility

Questi sono gli ottimi risultati che si evincono dall’ultima edizione del Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility. Difatti non solo le biciclette sono rientrate nei cuori degli italiani, ma sgomitando si sono fatti spazio anche altri servizi, ancora più tecnologici, ma sempre volti a non inquinare. Forse per i più pigri o semplicemente per gli amanti delle due ruote motorizzate, stiamo parlando del Moto Sharing Elettrico, altro fenomeno che sta impazzendo sulla nostra penisola. L’iter da seguire è sempre lo stesso: scaricando l’App ed iscrivendosi alla piattaforma, si inseriscono i dati della carta credito. Grazie al GPS possiamo cercare la bici o il motorino elettrico più vicino a noi e con un semplice click sbloccarlo e partire verso la nostra meta. Insomma, l’obiettivo comune (almeno per ora) non deve essere quello di eliminare l’utilizzo delle automobile ma pian piano diminuire l’abuso di questi mezzi inquinanti.

Source: Planetizen

Il fenomeno della Sharing Mobility è in espansione, il 55% delle persone intervistate per l’indagine del Rapporto Nazionale testimonia di conoscere questa tipologia di servizio. A rincarare la dose di tale testimonianza è la crescita in generale di veicoli a emissioni zero: è elettrico il 27% degli scooter e delle auto condivise che circolano nelle nostre città.

Insomma, questa tipologia di servizi offre un ottimo spunto di riflessione su come la tecnologia possa contribuire in maniera importante contro l’inquinamento urbano.

Siamo partiti dai carri trainati dagli animali, il motore a scoppio ha rivoluzionato il concetto di spostamento e offerto a tutti noi nuovi scenari. Oggi la tecnologia ci offre gli stessi mezzi ad impatto zero e costi ridotti.

Quale sarà il prossimo step?

Mio caro Karl, forse potrai dormire tranquillamente ancora per poco.

Leonardo Innocenzi

 

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