Invecchiare tra amici: il co-housing, vivere insieme e sentirsi indipendenti

Invecchiare non significa smettere di divertirsi e di avere amici con i quali condividere le giornate. Sempre più persone infatti scelgono di invecchiare tra amici, sperimentando il co-housing.

Il “co-housing” o “co-abitazioni” è un modello abitativo che propone uno stile di vita che recupera il concetto di comunità e di collaborazione reciproca tra persone che vivono nelle vicinanze. Per chi vive in piccoli centri abitati spesso questo stile di vita non ha mai smesso di essere attuale, l’abitudine ad essere solidali e a condividere spazi o momenti della giornata è normalità.

Ci si conosce tutti e le occasioni per far intrecciare le proprie vite non mancano. Ma per chi vive in grandi città, chi non ha una famiglia vicino, rischia di sentirsi isolato, soprattutto invecchiando.

Il co-housing

Gli spazi co-housing offrono la possibilità ad ogni nucleo familiare di avere una propria abitazione individuale, ma con spazi comuni condivisi. Questo tipo di co-abitazioni è diventato di tendenza sia in Europa che negli Stati Uniti e prende piede anche in Italia. In genere è rivolto a giovani o famiglie, ma negli anni vede sempre più interesse da parte di chi decide di invecchiare tra amici.

Oltre ad essere una scelta che fa bene allo spirito, questa nuova organizzazione residenziale permette di ottenere notevoli risparmi dal punto di vista sia economico che ambientale. Gli spazi condivisi sono in genere lavanderia, palestra, cucine e sale svago, e tra gli abitanti si creano gruppi d’acquisto solidale, il car-sharing o la localizzazione di diversi servizi, che consentono un buon risparmio energetico e diminuiscono l’impatto ambientale.

invecchiare tra amici e co-housing

Perchè si sceglie di invecchiare tra amici

Chi sceglie di adottare questo stile di vita lo fa per motivi differenti: non voler essere un peso per i figli, avere la libertà di scegliere come trascorrere le proprie giornate o anche soltanto per dividere le spese e socializzare. Spesso si è costretti a trascorrere gli anni della vecchiaia in solitudine o in strutture dedicate all’ospitalità degli anziani.

Il co-housing invece permette di continuare ad essere indipendenti perché non si basa sul concetto di assistenza, ma sui buoni rapporti tra vicini. In questi luoghi di comunità si crea una rete sociale in cui l’invecchiamento è attivo, dove è possibile divertirsi insieme e attivare progetti comuni, trascorrendo il proprio tempo in compagnia con la possibilità di invecchiare tra amici.

Origini del co-housing

Il co-housing è nato in Danimarca alla fine degli anni ’60, quando Jan Gødmand-Høyer, architetto danese, raccolse otto amici insoddisfatti delle condizioni di vita nella città – molti con famiglia – per dare origine a quella che sembrava un’idea utopistica: vivere insieme, ciascuno con la propria privacy, in un condominio basato su regole di socialità, collaborazione, solidarietà.

Se nelle comuni tutto era condiviso, il co-housing permetteva di avere un’abitazione ad uso privato ed una propria economia domestica, ma anche di poter condividere attività come i lavori di casa, l’educazione dei bambini e molto altro. Si estese rapidamente sia in questi paesi che in molti altri come la Svezia, la Germania, gli Stati Uniti e il Canada.

Negli anni ’80 iniziarono a crearsi le comunità dedicate ai senior, probabilmente ad opera degli stessi pionieri, che invecchiando si resero conto di avere esigenze differenti dai più giovani e decisero di creare delle comunità nelle quali invecchiare tra amici.

Caratteristiche dei co-housing

La caratteristica di questi spazi condivisi sta nel loro disegno sociale, assomigliano a piccoli quartieri o a comunità di vicini attivi. Questo spirito solidale si crea proprio perché nascono con l’intenzione di vita collaborativa e di aiuto reciproco. La creazione di queste comunità è partecipativa e si rifà all’intelligenza collettiva e ne deriva un forte senso di appartenenza.

I progetti sono auto-promossi e co-progettati, con iniziative che hanno l’obiettivo di favorire le relazioni tra vicini. Le zone comuni sono significative e sono un’estensione dell’abitazione. L’intero spazio è autogestito, con un’organizzazione che comprende la collaborazione per le attività comuni e non esiste gerarchia, i ruoli vengono suddivisi in modo naturale. L’economia è privata e le case sono dotate di tutti gli elementi che garantiscono l’indipendenza di chi le vive. Tutto questo le rende degli spazi perfetti per invecchiare tra amici!