Il bagno accessibile a tutti, guida alla progettazione di spazi per disabili

Cos’è una barriera architettonica? Potrebbe essere un qualsiasi elemento avente la caratteristica di impedire, limitare o rendere complicato o faticoso un determinato movimento. Siamo stati abituati a costruire su misura d’uomo, non accorgendoci che le barriere architettoniche ben instaurate nella società non rendono vita facile ai disabili. Sarebbe un grave errore credere che le barriere architettoniche non interessino la nostra casa. Trovare una soluzione per accrescere lo spazio in un soggiorno è sicuramente più semplice rispetto che farlo in una stanza più piccola, come un bagno. É per questo che abbiamo pensato di delineare le linee guida da seguire per progettare un bagno accessibile a tutti.

Uno studio del CAAD (Centro adattamento dell’Ambiente Domestico) di Bologna ha constatato che ci sono degli accorgimenti fondamentali, durante la progettazione o la ristrutturazione, che se rispettati possono permettere a persone con disabilità, ad esempio una persona in carrozzina, spostamenti, rotazioni e movimenti non possibili nei bagni comuni. Ogni elemento del bagno, nessuno escluso, deve riuscire a soddisfare le possibili esigenze di una persona con disabilità, qualunque essa sia.

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La porta deve avere determinate caratteristiche dimensionali e funzionali che permettano l’accesso: una larghezza minima di 75 cm per nuovi impianti e 70 cm per quelli ristrutturati , con maniglie verticali ausiliari qualora necessarie, ed garantire una zona antistante di manovra. Principalmente si sceglie tra 4 modalità di apertura: un normale infisso ad anta incernierata con arco d’apertura verso l’ambiente interno; un infisso con movimentazione a scomparsa nelle pareti, quindi ad anta scorrevole; un infisso con ad ante a soffietto (ripieghevoli) e ad anta con movimento roto-traslante. Il materiale dell’infisso deve innanzitutto delle caratteristiche di durabilità elevate (tale da subire dei frequenti colpi con le pedane delle carrozzelle), nonché di sicurezza (con vetri antisfondamento) e percettive (garantendo la consapevolezza dello spazio circostante a prescindere dalle tipologie di disabilità).

Per quanto riguarda i pavimenti si preferiscono materiali antisdrucciolo, tenendo conto anche della caratteristica antiscivolo, presenza e dimensioni di eventuali fughe e strutturazione della superficie.

La doccia, ormai risaputo, è una soluzione assai più accessibile rispetto alla vasca da bagno. Le docce è oggi giorno una soluzione di accessibilità totale se realizzata a filo pavimento, cioè realizzata a livello di pavimento e senza alcun tipo di rialzo o gradino. Oltre alla funzione originariamente pensata, la lastra a filo pavimento è anche spazio in più per la stanza, quando la doccia non è in funzione, utile a manovre con la carrozzina ed altri movimenti che altrimenti sarebbero più complicati. La creazione e la costruzione di questo elemento innovativo comportano solo piccole attenzioni tecniche su impermeabilizzazione del solaio e il sistema di raccolta e smaltimento acque. La scelta di rubinetteria ed erogatore punta verso quelli posizionati su asta verticale per un comodo risciacquo da seduti o stando in piedi, e nell’evenienza, per necessità particolari, anche un erogatore più basso per il lavaggio di gambe e piedi.

Se per esigenze o preferenze personali si preferisce la vasca, sono disponibili delle varianti, più sicure e comode, che consistono in maniglie ausiliari che facilitano l’accesso, sollevatori che garantiscono una immersione completa, e dei seggiolini detti “a ponte” che permettono un lavaggio con l’erogatore distanziato dal resto della rubinetteria.

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Il lavabo, per una questione di accessibilità, deve avere delle caratteristica non sottovalutabili, perciò vanno esclusi a priori i modelli a colonne, a semi-colonne o integrati in mobili d’arredo, per avere la possibilità di essere utilizzato da seduti e quindi posizionare le gambe nella zone sottostante il lavabo. Per via di questa necessità si preferisce un modello incassa a muri e scarico flessibile. Il lato frontale del lavandino si preferisce lineare o concavo, per permettere un facile appoggio del torace nel caso ci si trovi in posizione seduta; altrettanto importante è la presenza di appoggi ai lati del lavabo per i prodotti igienici, nonché di un carrello su ruote che facilita il raggiungimento della superficie d’appoggio. La rubinetteria dovrà essere sicuramente a miscelatore, preferendo il modello “a leva” di lunghezza moderata, o addirittura elettronico a fotocellula, a batteria o alimentato. Lo specchio deve essere declinabile, affinchè possa essere perfettamente verticale e reclinabili a seconda delle esigenze; per esigenze di vista, c’è la possibilità di avere un secondo specchio, installato a parete, con funzione di ingrandimento.
Per quanto riguarda i sanitari sono fondamentali particolari caratteristiche quali dimensione e forma, privilegiando la scelta di quelli sospesi.

Il wc ad esempio deve essere posto ad un’altezza tale da permettere il totale appoggio dei piedi a terra da posizione seduta; altezze superiori ed inferiori sono necessarie solo per disabilità ben specifiche. Importante è ovviamente lo spazio di manovra di fronte al sanitario. In sostanza avviene un trasferimento alla seduta del wc da quella della carrozzina, quindi sarà necessario uno spazio utile alla sosta di quest’ultima: spazio di circa 80 cm più 15-20 cm per le ruote. Anche il pulsante di scarico le acque nere deve essere rappresentato da un ampio pulsante e facilmente azionabile da una posizione seduta, quindi anche ad un’altezza moderata, circa quella del maniglione di sostegno. Logicamente non vanno escluse soluzioni che vedano coinvolta la domotica (scienza che si occupa di integrare le nuove tecnologie all’interno dell’habitat casalingo e non).

Il bidet in tal caso ha una funzione principalmente di completamento; la sua presenza è quasi sempre il risultato di particolari esigenze o preferenze dell’abitante (un po’ come per la vasca), in quanto la sua eliminazione dal complesso del bagno farebbe guadagnare spazio utile, ad esempio la sosta della carrozzina di fianco al wc. Se presente per esigenze varie, comunque, è possibile installare una doccetta-bidet, una variante che permette le fasi di igiene personale senza difficoltosi, o pericolosi, trasferimenti dal wc al bidet.

L’accessibilità è un elemento tanto importante quanto lo è la composizione. Far finta che l’argomento non ci riguardi renderebbe noi stessi le barriere architettoniche che ostacolano il nostro stesso benessere.

Giuseppe Carissimo