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PCUP rivoluziona gli ambienti sociali con i bicchieri intelligenti e riutilizzabili

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Habitante ha incontrato la start-up PCUP (Public Cup), la quale ha ideato un innovativo bicchiere in silicone, dotato di chip, per contrastare l’usa e getta e pronto a rivoluzionare l’esperienza sociale nei locali e all’aperto. PCUP viene definito il bicchiere intelligente riutilizzabile, un prodotto nuovo e sostenibile, in grado di aiutare concretamente la riduzione dell’impatto ambientale della plastica.

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Innanzitutto, raccontateci dei fondatori di questa start-up, ovvero chi sono i suoi componenti e di cosa si occupavano prima di investire in questo nuovo progetto. 

“Il team che lavora a tempo pieno sul progetto è composto da Lorenzo Pisoni, CEO e Stefano Fraioli, CSO, i fondatori della startup e da me, Jukka Lora, CMO. In più è presente il team di sviluppo composto da altre 5 persone.  

Lorenzo Pisoni aveva da poco finito la Laurea Magistrale in Scienze Cognitive all’Università di Gerusalemme, mentre Stefano Fraioli lavorava per un’azienda nel settore assicurativo.

Io ero impiegato presso un’agenzia di comunicazione e marketing dopo aver conseguito la Laurea triennale nel medesimo indirizzo. 

Stefano e Lorenzo erano ex compagni di classe e si sono rincontrati per caso, mentre aspettavano un treno in stazione. In quell’occasione, Lorenzo ha accennato questa idea di PCUP a Stefano, che si è innamorato subito del progetto e ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarcisi al 100%”.

L’idea di creare dei bicchieri intelligenti riutilizzabili per eliminare l’usa e getta, soprattutto in circostanze conviviali nei luoghi pubblici, è sorta al termine di una gita in kayak, dove, tra una birra e l’altra, avete notato lo spreco della plastica. Ecco, successivamente come si è svolto l’iter materiale di progettazione? Quali sono state le difficoltà lungo il percorso? 

“Le difficoltà sono state sia sul lato di sviluppo del prodotto fisico che di quello digitale. Per il prodotto fisico, abbiamo analizzato e studiato diversi materiali per creare il bicchiere prima di scegliere il silicone. Il materiale infatti, doveva essere resistente ma non contundente, ecologico ma lavabile migliaia di volte. Caratteristiche molto particolari da avere in uno stesso materiale.

Dopo aver studiato soluzioni come l’alluminio e altre, siamo infine giunti al silicone, il quale riesce a riassumere tutte le caratteristiche necessarie per i nostri bicchieri.

Dal punto di vista dello sviluppo software invece, è stata, ed è ancora, anche se in modo minore, una lunga lotta contro i bug del software oltre che uno sviluppo continuo, per rendere l’app quanto più usabile possibile.

Sempre tenendo conto che le occasioni e le location dove si utilizzano i PCUP, sono serate o eventi, durante i quali caos, rumore e distrazioni regnano sovrani. La user experience è un altro scoglio contro il quale ci siamo dovuti scontrare”. 

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PCUP rivoluziona gli ambienti sociali con i bicchieri intelligenti e riutilizzabili – Foto concessa da PCUP S.r.l

Qual è stato il debutto italiano di PCUP e che riscontro ha ottenuto dal pubblico? 

“La prima occasione di utilizzo, è stata durante un incontro con investitori a Milano, durante il quale, non avendo ancora il prodotto finito, abbiamo utilizzato dei bicchieri con un chip incollato sotto di essi.

Durante questo evento è stato proiettato, su un maxischermo, un video del Mar Ligure, sul quale avevamo aggiunto digitalmente dei bicchieri di plastica. Per ogni drink consumato, uno dei bicchieri digitali lampeggiava e poi spariva.

Questo tipo di interazione ha dato la possibilità di comprendere l’impatto positivo del prodotto e delle nostre azioni. Ciò è piaciuto tantissimo alle persone presenti.

Il vero e proprio debutto è avvenuto poi, nell’estate successiva a questo evento di lancio, dove abbiamo effettuato un tour in locali e discoteche liguri, durante il quale abbiamo utilizzato il prodotto e raccolto moltissimi feedback da utenti e gestori”. 

PCUP viene definito il “bicchiere con l’anima”. Questo perché è virtualmente leggibile e si utilizza tramite un’apposita applicazione sullo smartphone. Ciò ha unito la sostenibilità di un oggetto non più ‘usa e getta’ e la tecnologia digitale. Potete spiegarci, nel dettaglio, di cosa è composto e come funziona? 

I bicchieri PCUP sono realizzati in silicone alimentare. Un materiale flessibile e quindi a norma di sicurezza per qualsiasi evento o locale e quasi indistruttibile.

Resiste a temperature da -40 a +200°C, ai detersivi, ai raggi UV e ai batteri. Non si rompe, spacca né scheggia.

I loghi personalizzati possono resistere a decine di migliaia di lavaggi. È proprio questa sua grandissima resistenza che permette di riutilizzare i bicchieri PCUP potenzialmente per decine di anni.

Questa resistenza, unita al modello di gestione a cauzione, permette di eliminare completamente l’utilizzo e quindi il costo di acquisto di bicchieri di plastica, ma anche i costi di pulizia di locali o eventi, oltre quelli di smaltimento. 

Abbiamo inserito al suo interno un chip che può interagire con l’app PCUP e con dei lettori forniti ai barman. Tramite la lettura del bicchiere con lo smartphone, l’utente “entrerà” nel locale virtuale dove potrà visualizzare il menù e si potrà acquistare senza passare dalla cassa.

L’utente salterà fastidiose code e il gestore eliminerà movimenti di denaro contante e velocizzerà e renderà più sicuri i pagamenti. Al passaggio del bicchiere sul lettore consegnato al barman avverrà il pagamento; il barista visualizzerà su display che bevanda preparare e contemporaneamente si salveranno i dati di consumo e di impatto ecologico”.

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PCUP rivoluziona gli ambienti sociali con i bicchieri intelligenti e riutilizzabili – Foto concessa da PCUP S.r.l

Il vostro prodotto sposa i principi di un’economia circolare. In che modo viene riciclato o riutilizzato, una volta giunto a fine vita?

“PCUP cerca, per quanto possibile, di dare una seconda vita ai suoi bicchieri. Nel caso in cui questi fossero ancora utilizzabili e il gestore volesse sostituirli solo per motivi di branding o di aggiornamento tecnologico, la soluzione giusta è il riutilizzo.

I bicchieri quindi verrebbero donati ad un’organizzazione senza scopo di lucro, una scuola o un ospedale.

La donazione viene certificata dalla ONLUS CETRI-TIRES, l’Ufficio Europeo della Terza Rivoluzione Industriale del Prof. Jeremy Rifkin, con cui PCUP ha una partnership.

La seconda soluzione, invece, è riciclare le tazze. È infatti possibile, anche se difficile, che i bicchieri dopo innumerevoli utilizzi, si danneggino. In questi casi PCUP si offre di ritirare le tazze inutilizzabili o danneggiate per dar loro una seconda vita.

Il ​​silicone, opportunamente trattato e lavorato, può diventare parte integrante delle nuove colate del materiale, oppure, può essere trasformato in olio di silicone da ditte specializzate”.

Oltre a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti di plastica, PCUP velocizza e ottimizza i tempi di attesa nei locali e funge anche da collante sociale. Raccontateci in che modo può diventare ‘social’ un bicchiere ecologico. 

“I bicchieri e l’applicazione creano un social network situazionale, legato alla condivisione di un luogo o un’esperienza, sarò quindi in grado di vedere ed entrare in contatto con le persone che condividono uno stesso luogo e uno stesso oggetto, il bicchiere appunto. Tramite l’applicazione potrò vedere i loro profili, se pubblici, e inviare loro drink e messaggi”.  

PCUP ha vinto il primo premio del MYllennium Award 2019, tenutosi a Boston. Raccontateci di questa esperienza e se ha contribuito a sviluppare nuove idee di mercato. 

“In seguito all’accelerazione in IXL, PCUP ha avuto importanti esperienze commerciali con festival ed eventi sportivi di massa. La pandemia ha bloccato le attività, ma il team ha sfruttato l’occasione per portare il prodotto ad un livello professionale, che ha permesso, nell’estate 2021 con le riaperture, di servire clienti come Unicredit e Arena di Verona. L’inverno si prospetta pieno di attività soprattutto nel settore HoReCa“. 

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PCUP rivoluziona gli ambienti sociali con i bicchieri intelligenti e riutilizzabili – Foto concessa da PCUP S.r.l

Il prototipo di PCUP è sicuramente la base per future invenzioni. Avete già in mente modifiche e migliorie per la prossima versione? 

“Continuiamo a migliorare il prodotto, nonostante le diverse versioni già create.

Una delle ultime modifiche in fase di finalizzazione è quella dell’inserimento del chip successivamente alla stampa del bicchiere. Questo permette di servire anche clienti interessati solamente al prodotto fisico e ai quali, per ora, non serve il digitale.

In questo modo non c’è spreco di materiali e utilizzo inutile di chip. Gli ultimi modelli inoltre, hanno impresso anche un codice QR univoco per ogni bicchiere, in modo da facilitare la lettura e l’abbinamento dal telefono.

Infine, uno dei prossimi step potrebbe essere l’inserimento della tecnologia anche su altri tipi di bicchieri, ad esempio sui calici di vino”. 

Pensate, in futuro, di allargare il vostro mercato anche ad altre stoviglie in silicone o ad altri oggetti, per surrogare il monouso? 

“Non abbiamo, per ora, pensato ad altri oggetti oltre ai bicchieri. Una delle motivazioni è che lo spreco maggiore viene proprio dai bicchieri, oggetti sempre presenti e necessari nell’arco di tempo, durante le serate e gli eventi sociali.  Infine, è il prodotto che più, tra tutti, può aiutare, in queste occasioni, a diventare un mezzo di connessione tra le persone presenti”.

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Prima di lasciarci, ricordiamo che PCUP ha avuto un notevole riscontro positivo e vanta importanti clienti. Vi aspettavate tutto questo successo?  

“Quando abbiamo iniziato avevamo tanti sogni e tante speranze. Vedere nomi importanti interessarsi e supportare il nostro progetto (ricordiamo tra le ultime esperienze quella con UniCredit in Arena di Verona ad esempio), ci riempie di gioia e ci ripaga di tutte le energie e di tutti gli sforzi che abbiamo investito nel progetto. Insieme agli occhi che brillano e alle facce felici dei nostri utenti è il riconoscimento migliore”. 

Ringraziamo per la gentile intervista concessa, Alessio Jukka Lora, CMO di PCUP.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La start-up ha istituito una campagna su CrowdFundMe  nel 2021. Lo scopo era raccogliere 150mila euro in 60 giorni, ma gli ordini di investimento hanno superato i 180mila euro.
  • In attivo di produzione dall’estate 2018, i bicchieri PCUP sono stati venduti oltre le 10.000 unità.

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