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Intervista a Gianpiero Brunelli

Intervista a Gianpiero Brunelli: la perfetta armonia tra uomo e spazio costruito

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La redazione di Habitante.it ha avuto il piacere di intervistare Gianpiero Brunelli. Il pittore e designer ci racconta come combinare sapientemente tra loro estetica e funzionalità, creatività e razionalità per creare spazi a misura di chi li vivrà.

Intervista a Gianpiero Brunelli, pittore e designer

Intervista a Gianpiero Brunelli
Gianpiero Brunelli

Salve, Gianpiero. Grazie anzitutto per aver accettato di concedere questa intervista alla redazione di Habitante.it. Ci racconti brevemente il suo percorso formativo e professionale. Come nasce lo Studio ADi?

Studio ADi – Arte, Design e Interior Design di Gianpiero Brunelli è la fase attuale del mio lungo percorso professionale iniziato negli Anni Novanta. L’acronimo sintetizza i tre ambiti  che identificano in poche lettere quello che è il mio mondo creativo in cui la progettazione di interni è l’attività principale, che trova però estensione anche al design e alla pittura, che rappresentano da sempre una parte importante e significativa del mio agire, in una contaminazione positiva tra le diverse espressioni che per me ha importanza vitale.

Qual è, a suo parere, il ruolo principale dell’Interior Designer?

Un progetto di interni ha come finalità principale realizzare ambienti in cui estetica e funzione possano donare alle persone che vi abiteranno un benessere totale per ritrovarsi in un luogo tutto loro che offra spazi rigeneranti, per affrontare il vivere quotidiano fuori casa.

È questo, in breve sintesi, il ruolo principale del Designer d’Interni, che ha il dovere di ascoltare, capire e interpretare al meglio le richieste del committente, elaborarle con la propria creatività e gusto e proporle ma senza mai imporle. Un’analisi che deve essere estesa anche alle caratteristiche degli ambienti in cui intervenire, cogliendone  i “sapori” per ottenere un progetto pensato a misura di chi lo vivrà, nel rispetto del luogo per conseguire una perfetta armonia tra uomo e spazio costruito.

Il tutto deve tradursi in una motivazione progettuale mirata a gestire ogni progetto al meglio, proponendo soluzioni in cui si evinca il pensiero caratterizzante che determina la personalità dell’ambiente.

Cosa vuol dire per lei progettare uno spazio abitativo, un luogo di lavoro, un locale commerciale o di intrattenimento?

Lo spazio architettonico di un ambiente influenza  le persone che lo abiteranno o lo frequenteranno più di quanto si possa immaginare e di questo il Designer d’Interni deve esserne sempre consapevole.

Questo vale per un’abitazione ma anche per un luogo di lavoro, di un locale commerciale o di intrattenimento, anche se ovviamente questi  altri ambiti hanno un’impostazione diversa  rispetto ad un progetto residenziale, ma, allo stesso modo,  richiedono adeguata preparazione e attenzione.

Ogni scelta  deve essere orientata alla realizzazione di ambienti interni di qualità, tenendo sempre ben presente l’insieme dei fattori che influiscono sulla percezione degli spazi e a ciò che questi offrono al fruitore, che sia un ristorante, una boutique, un albergo, o altro, mantenendo quindi al centro la valorizzazione delle loro peculiarità in modo che il locale sia attrattivo e se vogliamo anche “seduttivo”.

Il suo studio non si occupa esclusivamente di Interior Design. In quali altri ambiti è attivo?

Accanto alla mia professione di Designer d’Interni mi occupo da decenni di progettazione e cura di eventi artistici e culturali, improntati al dialogo tra le arti, quali pittura, scultura e installazioni, non mancando di estendere questo “dialogo”, quando ne sussistono i presupposti e quindi in modo coerente, anche al design artistico o iconico. Ho inoltre promosso e tenuto direttamente anche numerose conferenze sempre inerenti all’arte e al design e sono autore di numerosi articoli e recensioni di arte.

Estetica e funzionalità, creatività e razionalità: come riesce a coniugare il tutto, trovando una perfetta armonia, nei suoi progetti?

Questi quattro fattori sono il cardine a cui faccio riferimento in ogni progetto per cercare di mantenere sempre un equilibrio tra di loro, sia per un progetto di interni che per il design di un oggetto. Un ambiente in cui tutte le funzioni sono ben progettate con corretta distribuzione degli spazi e loro connessioni interne ma da un punto di vista estetico non trasmette emozione, risulta senza anima e può creare anche un disagio psicologico nei suoi fruitori.

Allo stesso modo, anche se in forme diverse, estetica e funzione devono essere in perfetta armonia tra loro anche in un pezzo di design perché un oggetto in cui le due parti non trovano equilibrio può essere un bel pezzo artistico ma senza funzione oppure, viceversa, un oggetto può essere funzionale ma senza valore estetico.

Intervista a Gianpiero Brunelli
Progetto Gianpiero Brunelli

Ci parli di lei, Gianpiero, come pittore e designer. Come nascono le sue opere?

La mia più recente fase artistica è caratterizzata dalla sintesi, volta alla ricerca della essenzialità espressiva, basata su elementi geometrico-spaziali con il fine di attivare una comunicazione segnica che esalta i rapporti cromatici ottenuti con tecniche miste in cui spesso materiali diversi entrano in gioco secondo un linguaggio formale che con coerenza trasporto anche nei miei oggetti di design, siano questi  realizzati in marmo, legno, ceramica, ferro e acciaio. Ho progettato inoltre anche diverse sculture e strutture per spazi pubblici, in varie località italiane.

Come artista ho esposto in gallerie d’arte e spazi espositivi in diverse città d’Italia ed estere tra cui Milano, Pavia, Brescia, Forte dei Marmi, Bordighera, Padova, Teramo, Pontremoli, Bergamo, Biella, Piacenza, Udine, Bologna, Roma, Londra e Berlino.

Tornando nello specifico al mondo dell’interior design, come intende lei “la casa ideale di domani”? In particolare addentriamoci in concetti come “sostenibilità” e “domotica”.

Sostenibilità e domotica sono due fattori imprescindibili in un buon progetto di interni in quanto concorrono a rendere uno spazio abitativo salubre da un lato e confortevole e sicuro dall’altro. In breve un ambiente ecosostenibile deve garantire la salubrità degli spazi con corretti valori del microclima interno, con assenza di tossicità degli elementi che stanno all’interno dello spazio abitativo quali arredi, rivestimenti, impianti e materiali. Attenzione particolare inoltre deve essere rivolta anche all’inquinamento indoor dovuto a campi elettromagnetici da elettrodomestici e al contenimento dell’inquinamento acustico.

Un impianto di domotica è altrettanto essenziale in una abitazione per gestire al meglio diverse componenti fondamentali come l’ottimale funzione degli impianti tecnici e di sicurezza, il comando delle aperture e della  luce artificiale sia sotto l’aspetto funzionale che scenografico.

Una recente ricerca di mercato ha evidenziato che il settore dell’e-commerce di arredamento ha subito una crescita costante e significativa, con un aumento del 30% delle vendite online nel corso dell’ultimo anno. Il 78% degli acquirenti nel settore dell’architettura di interni ha dichiarato di utilizzare piattaforme digitali come fonte principale per la ricerca e l’acquisto di prodotti. Alla luce di questi dati, come pensa che l’e-commerce influenzi il percorso di progettazione degli spazi del futuro e l’esperienza di acquisto dei clienti? E qual è il suo punto di vista sull’importanza crescente dell’e-commerce nel settore dell’architettura di interni?

L’e-commerce è ormai è un fenomeno che si è esteso a tutti i settori commerciali compreso quello dell’arredamento e quindi un progettista di interni per stare al passo con i tempi deve sapersi rapportare con questo ambito, mantenendo ovviamente sempre la dovuta professionalità, indicando al committente quali oggetti o elementi d’arredo può reperire in coerenza con l’impostazione e lo stile determinato dal designer di interni e corrispondente a requisiti di qualità dei materiali sotto tutti gli aspetti.

Intervista a Gianpiero Brunelli
Progetto Gianpiero Brunelli

Grazie per averci concesso il suo tempo. Prima di concludere, vuole condividere con i nostri lettori ulteriori informazioni che riguardano il suo lavoro? Ci sono particolari progetti per il futuro nel campo professionale e artistico?

Da qualche anno ho trasferito il mio studio in un’ala del castello Morando Bolognini di sant’Angelo Lodigiano in cui ho a disposizione un’ampia sala dove propongo periodicamente incontri tematici e mostre di arte e design. Entro fine anno ho in programma di realizzare all’interno di questo spazio, un’esposizione permanente di arte e di design in cui dipinti e sculture di diversi artisti saranno presenti assieme ad oggetti di design iconico degli Anni 50-80 che verranno messi a disposizione da un collezionista con cui collaboro.

Questo è il mio sogno nel cassetto da tempo cullato e che mi permetterà di dare ulteriore concretezza a quella simbiosi tra le arti che è per me fondamentale.

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