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Intervista al designer Stefano Bergami

Intervista all’interior designer Stefano Bergami

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La redazione di Habitante.it ha avuto il piacere di intervistare Stefano Bergami: il designer ci ha raccontato la sua professione e il suo desiderio di costruire spazi vivibili che possano sempre generare il miglior comfort abitativo possibile per il fruitore.

Intervista a Stefano Bergami, Interior Designer

Intervista al designer Stefano Bergami
Intervista al designer Stefano Bergami

Buongiorno, Stefano. Grazie per aver accettato di concedere questa intervista alla redazione di Habitante.it. Ci racconti come nasce la sua passione per l’Interior Design e quando decide di avvicinarsi alla sua professione.

Grazie a voi per questa piacevole opportunità, è sempre un piacere per me potere parlare della mia professione. Gli studi tecnici hanno sicuramente incentivato, ma la forte propensione e passione per il design e la progettazione d’interni hanno amplificato il desiderio di operare nel settore.

Dapprima, per diversi anni collaborando per lo sviluppo di concept con alcuni studi di progettazione di aziende produttrici d’arredamento per negozi, poi all’inizio degli Anni ’90 decidendo di intraprendere il percorso professionale aprendo un piccolo studio nella provincia Bolognese.

Quegli anni erano particolarmente fertili nell’ambito del retail, del bar, della ristorazione e dell’accoglienza e ho avuto modo di sperimentare e progettare tantissime tipologie  di attività commerciali, fieristiche e dell’intrattenimento, ampliando le mie esperienze progettuali.

Poi negli Anni 2000, iniziano gli approcci al settore  residenziale, in quell’ambito la formazione tecnica mi ha aiutato molto per l’attività cantieristica, poi nel tempo corsi formativi e informativi hanno  arricchito il bagaglio professionale e le competenze. Inoltre dalla seconda metà degli Anni 2000 spinto per l’emozionalità scenica, collaboro come consulente e set designer con strutture operative nello spettacolo, nel teatro e nell’intrattenimento.

Intervista al designer Stefano Bergami
Intervista al designer Stefano Bergami

Il suo lavoro l’ha portata anche oltre confine. Ci racconti alcune delle esperienze che le hanno regalato maggior soddisfazione.

Confrontarsi con culture diverse dalla propria è sempre di grande stimolo professionale oltre che culturale. Tra le varie esperienze credo che la terra Marocchina sia stata quella più intensa. Le loro influenze culturali Berbere, Arabe e Europee danno vita a un patrimonio architettonico molto ricco a tratti magico.

Popolo legato molto alle tradizioni, ma anche attratto dal design Occidentale. È stato divertente seppur complesso, in alcuni casi mischiare progettualmente stili di due diverse culture. Devo comunque dire che è stata una contaminazione reciproca, anche io ho attinto tantissimo dai loro stili, dai materiali e dalla loro Architettura.

L’esplosione di Colori  che si può apprezzare all’interno delle medine, i giardini Majorelle, la pace e l’armonia dei Riad o i materiali tradizionali da loro utilizzati come il legno di cedro, i tessuti, i tappeti le ceramiche o gli intonaci in Tadelakt, sono stati per me fonte di ispirazione anche per progetti sviluppati sul territorio Nazionale.

Qual è il suo approccio allo studio e all’organizzazione di una soluzione abitativa?

L’intento è costruire spazi vivibili  che possano generare il miglior comfort abitativo possibile per il fruitore. Quando si dice “spazi” si intende,  residenziali, dell’intrattenimento, pubblici, uffici, stand fieristici e qualsiasi ambiente che possa essere abitato, sia come residenza che come luogo di lavoro o di divertimento.

Diciamo che il percorso progettuale si divide in due macro temi, uno è la funzione, cioè la ricerca di un giusto layout, quindi una organizzazione ottimale degli spazi e dei volumi in relazione anche delle esigenze del fruitore. Il secondo tema riguarda la ricerca di  una estetica emozionale e suggestiva.

Intervista al designer Stefano Bergami
Intervista al designer Stefano Bergami

Quali sono i principali progetti su cui il suo studio si focalizza? E come riesce a creare una perfetta “armonia estetica” nei suoi lavori?

Tutto quanto progettato deve essere adeguato e armonico con l’ambiente proposto, rispettando e interpretando i desideri e le aspettative del cliente, intuendo inoltre il rapporto tra “contenitore casa” e “contenuto”, ovvero creando rapporto armonico tra spazi, colori, luce  e oggetti in esso contenuti e collocati

Quale deve essere, secondo il suo parere, il fine ultimo di un progetto d’interior?

Il tutto si può tradurre in una corretta interpretazione delle esigente espresse dalla committenza, concretizzate in una estetica generale a lui consona e ad una distribuzione degli arredi e dei percorsi ottimali, per arrivare ad un progetto che si può definire “pensato”.

Per fare questo i temi coinvolti sono molteplici, alcuni si possono definire trainanti come Luce e Colore, ma necessita considerare anche altri aspetti come un corretto comfort acustico, l’olfatto e il verde, tutto ciò permette ad un’ambiente di trovare un giusto equilibrio e di trasmettere un visione piacevole e una corretta vivibilità, quindi una piacevolezza di permanenza o di soggiorno.

Ci parli di ART 4 Design. Come nasce questo progetto?

I network di studi professionali dei quali faccio parte sono due, Art 4 Design e Lab 3 Studio design.

Art 4 Design prevede la collaborazione con un bravissimo collega Toscano, Michele Volpi, mentre Lab 3 Studio design nasce dalla volontà di unire tre professionisti ed rispettivi Studi ubicati in regioni diverse ovvero Stefano Bergami Bologna, Michele Volpi Firenze e Gianpiero Brunelli Lodi.

Sia Michele che Giampiero sono professionisti eccellenti e di grande professionalità. L’unione degli studi nasce dall’esigenza di gestire attività progettuali che prevedano impegni lavorativi volti a più professionisti. Questo ci permette inoltre di essere presenti in un’area geografica ampia, inoltre i due network sono anche preposti  all’organizzazione e gestione di eventi  d’arte e di design.

L’incontro e la sperimentazione lavorativa con Michele e Gianpiero nasce dalla compartecipazione in passato per le cariche in alcuni mandati  come membri del Direttivo Nazionale di  “AIPi Associazione Italiana Progettisti d’interni”  Associazione della quale ancora facciamo parte e per la quale ho ricoperto inoltre le cariche  di corresponsabile eventi Nazionali e referente e delegato della Regione Emilia Romagna.

Ci racconti anche di FavoleLab: di cosa si tratta?

Favole Lab  è stata una bellissima esperienza. Nasce dalla sinergia di un gruppo di professionisti provenienti dal mondo dello spettacolo, della comunicazione, della musica e delle immagini e del design, per dare vita ad una Company specializzata nella produzione di video artistici, occupandosi inoltre dell’ideazione, della sceneggiatura, oltre a regia, realizzazione, colonna sonora e  post produzione. In Questo team e per i suoi ambiti artistici io e Michele Volpi ci siamo occupati  della progettazione degli spazi o della ricerca delle aree di scena oltre che  della cura degli arredi e degli allestimenti

Qual è il suo punto di vista sull’importanza crescente dell’e-commerce nel settore dell’architettura di interni?

Credo sia un percorso inevitabile, oramai ogni settore merceologico ha una piattaforma di vendita dedicata. Negli ultimi anni il Paese ha subito una profonda trasformazione digitale e tanti consumatori preferiscono acquistare online e a volte con notevoli vantaggi economici.

Difficile non farne uso, anche se in alcuni particolari casi, a volte, è preferibile l’acquisto presso un punto vendita dove puoi valutare cromie o toccare con mano il prodotto che acquisti.

Credo comunque sia solamente una questione di tempo poi la trasformazione del mercato e delle abitudini, invaderà ogni settore, anche per i marchi più blasonati. Come sempre più spesso accade, per mio pensiero facendone un attento e mirato uso, l’e-commerce porta notevoli vantaggi al consumatore.

Secondo una recente ricerca di mercato, il settore dell’e-commerce di arredamento ha registrato una crescita significativa, con un aumento del 30% delle vendite online nel corso dell’ultimo anno. Inoltre, il 78% degli acquirenti nel settore dell’architettura di interni ha dichiarato di utilizzare piattaforme digitali come fonte principale per la ricerca e l’acquisto di prodotti. Alla luce di questi dati, come pensa che l’e-commerce influenzi il percorso di progettazione degli spazi del futuro e l’esperienza di acquisto dei clienti?

Se usato in modo oculato è di certo un vantaggio, sia per il progettista che per la committenza, per il progettista perché ti permette di fare ricerche immediate del prodotto o del complemento che vuoi inserire nel progetto oltre ad avere immediatamente un riferimento economico riguardo al suo costo, capendo se può rientrare nel budget che il cliente si è prefissato. Per il cliente è sicuramente utile perché può acquistare velocemente quanto individuato spesso con estrema facilità.

Concetti come sostenibilità e domotica stanno sempre più diffondendosi nel mondo dell’architettura e dell’arredamento d’interni. Lei, Stefano, riesce ad integrare l’aspetto sostenibile e quello domotico nella progettazione architettonica? Se la risposta è affermativa, ci spieghi in che modo.

Pensare al pianeta e alla natura è un atto dovuto, soprattutto per chi si occupa di progettazione. Quindi parlare di  sostenibilità nell’interior design, significa pensare a materiali che per la loro produzione sia necessario un basso impatto ambientale, che abbiano una lunga vita, che possono essere riutilizzati, biodegradabili, riciclabili o trattati con vernici atossiche.

Ci sono materiali che si adattano perfettamente a diversi stili e che si ispirano agli elementi della terra, sia riguardo l’organico sostenibile che nel tessile, come il legno, il bambù, il lino, il cotone o le pietre e tutti i materiali di estrazione naturale.

Diversi stili percorrono la via della sostenibilità del naturale o del salubre come lo stile Scandinavo. Lo shabby chic è invece basato sul riutilizzo, sul vintage con effetto “usato” per dare nuova vita a oggetti e arredi. Anche questo fa parte di una economia basata sul riciclo

La pandemia, inoltre, ci ha fatto capire quanto sia importante il verde in casa, con il suo potere riequilibrante e quanto le piante possano contribuire al benessere migliorando inoltre la qualità dell’aria domestica. La sostenibilità passa anche da un utilizzo consapevole delle energie migliorando  l’efficienza energetica e riducendo o ottimizzando i consumi.

Su questo tema la casa domotica è sicuramente di grande aiuto, limitando il riscaldamento o il raffrescamento in funzione delle reali esigenze dell’ambiente o modulando gli utilizzi al servizio dell’abitazione, come per esempio la gestione delle tende esterne per favorire l’utilizzo della luce naturale. Le possibilità della domotica sono veramente tantissime e di certo di grande aiuto per una ottimizzazione dei consumi energetici.

Intervista al designer Stefano Bergami
Intervista al designer Stefano Bergami

Grazie per averci concesso il suo tempo. Prima di concludere, vuole condividere con i nostri lettori ulteriori informazioni che riguardano il suo lavoro o i servizi offerti dal suo studio?

Pur esercitando la professione nei settori food e non food, show rooms , uffici, locali dell’intrattenimento, dehors e garden design, il settore Residenziale rimane oggi il prevalente.

Grazie a voi per la piacevole chiacchierata.

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