Nel 2024 la filiera italiana legno-arredo ha chiuso a 51,7 miliardi di euro di fatturato (in lieve calo sul 2023, ma ancora +19,6% rispetto al 2019): un dato che dice una cosa semplice, spesso sottovalutata quando parliamo di “arredamento” come se fosse solo estetica. È un pezzo enorme dell’economia della casa, e influenza direttamente come abitiamo, cosa compriamo e come progettiamo gli spazi.
Se allarghiamo lo sguardo, l’Europa vale circa 165 miliardi di euro nella vendita al dettaglio di mobili (stima CSIL, report 2024), mentre a livello globale il mercato del furniture è stimato in 745,65 miliardi di dollari nel 2024 (Grand View Research).
E dentro questo scenario il divano non è un “prodotto tra gli altri”: è il punto in cui si incontrano vita quotidiana, comfort, tecnologia dei materiali e progetto. È l’oggetto che decide la postura dell’abitare (come ci sediamo, come ci rilassiamo, come socializziamo), ma anche la grammatica dell’interior design: proporzioni, flussi, distanze, luce, persino acustica. In altre parole: scegliere un buon divano oggi significa scegliere come vuoi vivere domani.
Di seguito una selezione dei migliori modelli di divani di design e cosa li rende davvero “giusti” nel 2026, e per quale tipo di casa.
I migliori modelli di divani di design per la casa ideale di domani
La “casa ideale di domani” è più fluida: open space che cambiano ritmo durante la giornata, living che diventano studio, angoli lettura, zone relax. Per questo i migliori divani di design oggi sono quelli che uniscono proporzioni intelligenti, modularità reale e materiali pensati per durare, senza rinunciare a un’estetica riconoscibile.
BertO – Divano Modello David, tra i migliori divani di design

Il Divano componibile David di BertO è un modello che funziona quando il divano non deve solo “stare bene in foto”, ma reggere la vita vera: conversazioni, relax lungo, uso quotidiano. La sua forza è l’idea di un design contemporaneo ma “caldo”, dove il progetto si vede nei dettagli e nella capacità di adattarsi a spazi diversi.
Perché è da casa di domani: si presta bene a living ibridi (social + lavoro + decompressione), perché privilegia una seduta importante e un’idea di comfort non rigida.
Che tipo di atmosfera crea: elegante senza essere freddo; importante ma non invadente, soprattutto se lo inserisci con materiali tattili (tessuti pieni, bouclé, lane, pelli morbide) e palette neutre calde.
Consiglio interior: valorizzalo con un tappeto grande (che “abbraccia” il gruppo seduta), una luce morbida laterale e un tavolino leggero: David rende al meglio quando lo spazio intorno respira, non quando è troppo carico.
Ditre Italia – Krisby

Krisby è un sistema che punta su un dettaglio di carattere (il piedino in lega metallica dalle linee fluide) e su una scelta progettuale molto contemporanea: due braccioli diversi, uno più morbido in piuma e uno più “rigoroso” a scatoletta. È un divano che ti lascia decidere che tono vuoi dare al living, senza cambiare linguaggio.
Perché è da casa di domani: perché interpreta bene l’idea di casa “modulabile”: stesso impianto, ma comfort e postura possono cambiare (più lounge o più ordinato) a seconda di come lo configuri e lo accessori.
Che tipo di atmosfera crea: contemporanea e pulita, con un accento “design” visibile ma non aggressivo. In tessuti pieni diventa accogliente; in pelle acquista un taglio più urbano.
Consiglio interior: se lo scegli in versione più informale (bracciolo in piuma), bilancialo con elementi più netti: un coffee table geometrico, una lampada con stelo sottile, un quadro grande. Se lo scegli più “ingessato”, fai il contrario: morbidezze e texture (tappeto materico, tende corpose, cuscini meno perfetti).
Nicoline – Kuba Plain

Kuba Plain è un divano modulare dal design essenziale: linee pulite, proporzioni armoniose e una libertà compositiva che lo rende adatto sia a case minimal “calde” sia a living più pieni, dove serve un elemento che tenga insieme tutto senza alzare la voce.
Perché è da casa di domani: perché è un “costruibile” vero: modulare, adattabile, e quindi più sostenibile nel tempo (se cambiano casa, esigenze, disposizione… non sei costretta a ricomprare da zero).
Che tipo di atmosfera crea: raffinata, silenziosa, molto contemporanea. È il tipo di divano che lascia spazio all’architettura (luce, materiali, quinte) e non compete con il resto.
Consiglio interior: se temi l’effetto “troppo pulito”, scaldalo con materia e luce: tappeto con texture, legni caldi, un plaid importante, e soprattutto una luce laterale morbida (non solo plafoniere). Il suo design essenziale vive di ombre e di dettagli.
Doimo Salotti – Klint

Klint è pensato per chi cerca forme morbide e un comfort dichiarato: la scheda tecnica parla di seduta imbottita in piuma con inserto in poliuretano e schienali in misto piume.
Perché è da casa di domani: perché mette al centro una cosa molto concreta: la casa come luogo di recupero, non solo di rappresentazione. E lo fa con una costruzione “seria”, non solo con un look morbido.
Che tipo di atmosfera crea: nordica-calma, molto “home”. In tessuti chiari è luminoso e leggero; in tonalità più scure diventa più intimo.
Consiglio interior: Klint sta benissimo con legni chiari, lampade con paralume (luce più morbida), e un tappeto a pelo basso che “spenga” il rumore visivo. Evita troppi contrasti duri: qui vince la continuità.
Calia Italia – Hip Hop

Hip Hop è un divano che parla la lingua della casa “fluida”: moduli che si combinano, volumi pieni ma non pesanti, comfort pensato per l’uso quotidiano. È uno di quei pezzi che non ti chiede di essere impeccabile: ti chiede di essere vissuto.
Perché è da casa di domani: perché la modularità (quella vera) è una risposta concreta a come cambiano i living: sedute che diventano chaise, angoli che si aprono, composizioni che si adattano a traslochi e nuove esigenze.
Che tipo di atmosfera crea: morbida, “familiare”, con un’eleganza non rigida. Funziona bene in case dove vuoi un effetto accogliente senza scivolare nel casual.
Consiglio interior: se scegli un divano così “morbido”, evita di circondarlo di arredi massicci. Meglio un tavolino leggero e un tappeto grande che definisca l’area senza appesantirla: l’idea è far respirare la composizione, non incastrarla.
Bontempi – Dakota

Dakota è un sistema divano che unisce modularità e accessori dedicati, ma soprattutto spinge forte su una cosa precisa: comfort alto e sensazione di accoglienza, anche visiva, grazie all’uso generoso di piuma d’oca nelle cuscinature.
Perché è da casa di domani: perché interpreta il living come spazio “multi-uso” (relax lungo, conversazioni, streaming, ospiti) e lo fa con un’idea di comodità che non è rigida né minimalista.
Che tipo di atmosfera crea: calda, piena, morbida. È un divano che dà subito la sensazione di casa, anche in ambienti contemporanei molto puliti.
Consiglio interior: valorizzalo con una luce laterale morbida e materiali tattili (tappeto materico, tende piene). Se vuoi evitare l’effetto “troppo soffice”, bilancia con uno o due elementi più grafici: una lampada scultorea o un tavolino con linee nette.
Désirée Divani – Lacoon

Lacoon è uno di quei divani che diventano subito “scena” senza fare il divo: la sua cifra è la forma avvolgente, quasi da nido, pensata per un comfort pieno e rilassato. È il classico modello che piace perché è immediatamente leggibile: guardi e capisci che è fatto per restare, conversare, mollare la giornata.
Perché è da casa di domani: perché risponde al bisogno crescente di un living più emotivo e accogliente, dove il divano non è solo “seduta”, ma un vero luogo. E lo fa con un design morbido, riconoscibile, adatto a case che vogliono comfort senza perdere identità.
Che tipo di atmosfera crea: soft, intima, sensoriale. In tessuti materici (bouclé, ciniglie, lane) diventa caldo e contemporaneo; in pelle acquista un taglio più deciso, ma resta sempre “avvolgente”.
Consiglio interior: trattalo come un protagonista morbido: poche cose intorno, ma giuste. Tappeto grande, luce laterale calda, tavolino leggero. Se vuoi un risultato molto 2026, abbinalo a materiali naturali (legni caldi, pietra chiara, metalli opachi) e lascia aria attorno: Lacoon rende meglio quando non è “schiacciato” da troppi volumi.
Saba Italia – Up

Up è un divano che “dichiara” subito la sua intenzione: comfort morbido e personalizzabile. Il progetto gioca su un meccanismo semplice (quasi da incastro) che ti permette di scegliere l’altezza dello schienale e quindi l’ergonomia; in più, l’uso della piuma d’oca in tutte le cuscinature ne enfatizza l’anima soffice e accogliente.
Perché è da casa di domani: perché risponde a un bisogno concreto: un living che cambia funzione durante la giornata. Up ti lascia “regolare” la postura (più sostenuta o più lounge) senza cambiare divano.
Che tipo di atmosfera crea: morbida, rilassata, quasi “cocoon”. È un divano che abbassa la rigidità dell’ambiente e lo rende più abitabile, soprattutto in case molto minimal.
Consiglio interior: se vuoi un effetto davvero attuale, costruisci intorno una palette calmante e materica (tessuti pieni, tappeto grande, luci calde laterali). Evita contrasti troppo duri: Up rende al massimo quando l’insieme è coerente e soffice.
Gurian – Reverso

Reverso è un divano con un’idea tecnica intelligente: cuscini schiena con meccanismo relax e schienali posizionabili a piacere lungo la struttura, per trovare “il tuo” comfort e cambiare assetto quando cambia la giornata.
Perché è da casa di domani: perché mette insieme estetica e micro-funzionalità: la casa non è statica, e un divano che ti permette di modulare il supporto (senza diventare un oggetto tecnico) è una risposta molto contemporanea.
Che tipo di atmosfera crea: accogliente ma con carattere. Ha un design “ricercato” e un comfort che si percepisce anche visivamente grazie ai volumi e alla componibilità.
Consiglio interior: perfetto se vuoi un living che non sembri “da catalogo”: abbinalo a un tappeto materico e a un coffee table basso, e gioca con due livelli di luce (una piantana + una lampada da tavolo). Il relax qui è anche scenografia.
Scegliere un divano di design oggi

Qual è la differenza tra un divano “di design” e un divano normale?
Un divano di design non è solo “più bello”: di solito ha progetto riconoscibile, proporzioni studiate, qualità costruttiva e una cura nei dettagli (struttura, cuciture, piedini, modularità, materiali) che incidono su comfort e durata. Il “design” qui è anche funzionale: come si vive davvero quel divano.
Quali sono i migliori modelli di divani di design per la casa di domani?
Quelli che uniscono modularità reale, comfort duraturo, e una forma che si adatta a living ibridi (social + relax + lavoro). In questa selezione hai esempi “morbidi” e contemporanei come BertO David, Ditre Italia Krisby, Nicoline Kuba Plain, Doimo Salotti Klint, Calia Italia Hip Hop, Bontempi Dakota, Désirée Lacoon, Saba Italia Up, Gurian Reverso.
Come scelgo la misura giusta del divano per il mio soggiorno?
Tre controlli rapidi:
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Passaggi: lascia liberi i percorsi principali (non “strozzare” l’ingresso o l’accesso al balcone).
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Proporzioni: un divano grande richiede “vuoto” intorno per respirare (tappeto grande e pochi elementi).
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Uso reale: se guardi tv o lavori in living, conta la distanza e la postura (seduta profonda ≠ sempre comoda per tutti).
Seduta profonda: è sempre meglio?
No. È perfetta per relax e lounge, ma può essere scomoda se:
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sei spesso “seduta composta” (lavoro, lettura, conversazione formale),
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lo usa una persona bassa,
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hai poco spazio e rischi di togliere metri utili al soggiorno.
La soluzione spesso è scegliere un modello con schienali/assetti modulabili o configurazioni miste.
Tessuto o pelle: cosa conviene davvero nel 2026?
Dipende dallo stile di vita:
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Tessuto: più caldo e contemporaneo, ottimo per texture (bouclé, ciniglia). Valuta la facilità di manutenzione e la resistenza all’uso.
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Pelle: più “grafica” e longeva se di buona qualità, ma richiede attenzione a luce diretta e cura nel tempo.
Se hai animali o bambini, la priorità non è “tessuto vs pelle”, ma resistenza, lavabilità e finiture.
Quali tendenze divani 2026 contano davvero (non solo estetica)?
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Morbidezza progettata: volumi più avvolgenti e comfort sensoriale.
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Modularità intelligente: divani che si adattano a cambi di casa e di vita.
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Palette calde e neutre: avorio, greige, tortora, tonalità morbide che reggono nel tempo.
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Mix materico: tessuti tattili, legni caldi, metalli opachi, luce più soffusa.
Quanto deve durare un buon divano di design?
Dipende dall’uso, ma un buon divano dovrebbe reggere anni senza “seduta sfatta” in pochi mesi. Indizi di qualità: struttura solida, imbottiture sensate (densità differenziate), componenti sostituibili, rivestimenti ben fatti, assistenza e ricambi.
Meglio un divano modulare o lineare?
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Modulare: ideale se vuoi flessibilità (angoli, chaise, composizioni su misura).
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Lineare: più semplice da inserire e spesso più “pulito” visivamente.
Se prevedi traslochi o cambi di layout, modulare tende a essere una scelta più futura.
Che errore fanno quasi tutti quando comprano un divano di design?
Sceglierlo solo per immagine. I tre errori tipici:
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dimensioni non coerenti con lo spazio,
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seduta “troppo profonda” per l’uso reale,
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palette e tessuti scelti senza pensare a luce, manutenzione e vita quotidiana.
Come valorizzare subito un divano di design in soggiorno?
Tre mosse che funzionano quasi sempre:
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Tappeto grande che abbraccia il gruppo seduta,
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luce laterale morbida (piantana o lampada da tavolo),
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tavolino leggero per non appesantire il volume del divano
