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credito agrario

L’importanza del credito agrario per il futuro sostenibile dell’agricoltura italiana

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Grazie alla transizione ambientale torna il credito agrario. Nei prossimi anni gli investimenti saranno fondamentali per la sostenibilità dell’intero sistema agro-alimentare italiano.

Una strategia per il credito agrario del futuro

Serve quindi una strategia che vada oltre i confini finanziari per estendersi verso un ideale ambientale e sociale. Ciò emerge dalle giornate di studio e di proposta Investire nell’agricoltura sostenibile per la transizione ambientale, organizzate da FIDAF, Fondazione Ravà, Istituto Einaudi, CONAF e ConfProfessioni con 24 esperti tra agronomi, docenti universitari, ricercatori e rappresentanti degli istituti di credito che hanno esaminato i vari aspetti del credito agrario.

Ormai l’agricoltura nel quadro delle politiche comunitarie riveste un ruolo importante perciò parlare di credito agrario significa parlare del futuro. Secondo il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella «Siamo infatti di fronte a una sfida cruciale per garantire non solo la qualità dei nostri consumi alimentari, ma anche per assicurare livelli produttivi in grado di soddisfare la crescente domanda della popolazione».

Andrea Sonnino, presidente della FIDAF spiega inoltre che gli investimenti nell’agricoltura sostenibile assumono una rilevanza ancor più strategica nel quadro delle politiche globali ed europee volte a minimizzare l’impatto sull’ambiente della produzione agricola. A tale proposito, indirizzare l’erogazione del credito agrario verso investimenti sostenibili da un punto di vista non più esclusivamente economico, ma anche ambientale e sociale, presuppone lo sviluppo e l’applicazione di metodologie per la valutazione tecnica dei progetti proposti.

Il cambiamento necessario

Il credito erogato all’agricoltura continua a richiedere un approccio ‘speciale’, considerate le peculiarità del sistema agroalimentare. Nel rapporto tra istituzioni finanziarie ed imprese agricole, resta centrale il ruolo dei dottori agronomi e forestali, impegnati ad accrescere le capacità progettuali e ad attenuare l’attuale asimmetria informativa.

In buona sostanza, «oggi gli obiettivi che la nostra agricoltura è chiamata a perseguire nel quadro dei futuri scenari macroeconomici ed ambientali sono chiari – recita il documento conclusivo delle giornate di studio e proposta -, così come stanno prendendo forma e si stanno affermando i nuovi strumenti operativi e metodologici. È quindi urgente e necessario sviluppare un quadro organico di coordinamento e una strategia di lungo periodo per il credito agrario, che permetta di cogliere nuove opportunità di crescita e di affermazione».

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Dagli ultimi dati di Confagricoltura è emerso che le emissioni di gas serra del settore agricolo, che rappresentano solo il 7% del totale, sono diminuite del 17%, mentre le polveri fini, addirittura del 30%.
  • Rispetto al 2008, si è registrato un calo anche nell’utilizzo di fitofarmaci del 21% e di fertilizzanti di origine chimica di oltre la metà (52%).

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