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Stare a casa

Perché si preferisce stare a casa invece che uscire?

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Perché preferisco stare a casa invece che uscire? Bella domanda. Probabilmente te la sarai posta anche tu qualche volta!

E se amare lo stare in casa fosse segno di una mente brillante e creativa? Uno studio condotto da un team di psicologi della London School of Economics e della Singapore Management University, ha rivelato che le persone inclini all’isolamento potrebbero essere tra le più intelligenti.

Preferire stare a casa invece che uscire: perché?

Un’analisi condotta nel 2016 da psicologi della London School of Economics e della Singapore Management University, ha svelato che le persone inclini all’isolamento potrebbero essere tra le più acute e perspicaci.

Questo collegamento sembra andare oltre la semplice tendenza a stare da soli. Riflette una manifestazione della distinta intelligenza di un individuo.

La storia evolutiva umana è strettamente legata al vivere in gruppo per garantire protezione e soddisfare i bisogni essenziali, tuttavia alcuni individui tendono ad allontanarsi dal gruppo quando percepiscono di poter soddisfare le proprie esigenze senza dipendere dagli altri.

Lo studio di cui si parla ha coinvolto oltre 15.000 persone di età compresa tra 18 e 28 anni e ha rivelato che la maggior parte si sente più felice e soddisfatta in compagnia. Tuttavia, coloro che fanno eccezione a questa regola, mostrando insoddisfazione nel trascorrere del tempo con gli altri, sono spesso individuati come soggetti con un quoziente intellettivo superiore alla media.

Stare a casa può favorire la riflessione, la concentrazione su attività creative e il ragionamento approfondito.

Altri indicatori di intelligenza?

Oltre all’inclinazione verso lo stare a casa, ci sono altri indicatori insospettabili di intelligenza. Ad esempio, alcune persone dotate di un alto QI potrebbero mostrare interessi e passioni al di fuori della norma, essere più inclini alla riflessione critica e avere una maggiore propensione a risolvere problemi complessi.

Stare a casa
Canva

Stile di vita “solitario” e genialità

La predisposizione ad uno stile di vita piuttosto solitario emerge come una caratteristica di personalità complessa, spesso fraintesa dalla società che valorizza l’interazione sociale continua.

Tuttavia, la ricerca scientifica sta iniziando a svelare la ricchezza intrinseca di questo tratto, suggerendo che chi preferisce la solitudine potrebbe nascondere un potenziale genio.

Attraverso una comprensione più approfondita delle caratteristiche dell’asocialità e dei suoi legami con l’intelligenza, possiamo abbracciare la diversità di comportamenti che caratterizza la complessità umana.

E se fosse esattamente il contrario?

Stare a casa mi deprime“: anche questa è una frase che probabilmente avrai sentito qualche volta!

Mentre alcune persone potrebbero trarre soddisfazione dalla tranquillità e dall’intimità della propria casa, altre sono più inclini a stare fuori casa e tendono a provare, per così dire, una certa ansia a stare a casa.

La propensione ad uscire, invece che stare a casa, può dipendere da molteplici fattori, che variano da persona a persona. Per molti, uscire offre l’opportunità di interagire con gli altri, condividere esperienze e stabilire connessioni sociali.

Molte persone trovano gratificante trascorrere del tempo con gli amici o incontrare nuove persone, sperimentare nuovi luoghi, attività e cercare stimoli nuovi e interessanti.

Desiderare di uscire può significare che una persona ha bisogno di un cambiamento di scenario, vuole soddisfare la propria curiosità esplorativa, cerca l’interazione sociale o semplicemente desidera allontanarsi dalla routine quotidiana per un po’. È un aspetto normale del comportamento umano desiderare varietà, stimoli e connessioni sociali.

La scelta di uscire o preferire stare a casa dipende fortemente dalla personalità, dalle esigenze personali e dalle circostanze individuali.

Quanto è importante la casa per gli abitanti italiani?

La casa per gli italiani non è solo un luogo di residenza, ma un rifugio sicuro e un ambiente polifunzionale. Le abitudini stanno cambiando, e la casa è al centro di questa trasformazione.

Dal desiderio di possederne una, alle aspettative per il futuro, fino alle preoccupazioni legate alla sicurezza, gli italiani stanno ridefinendo il significato e il ruolo della propria abitazione.

Stare a casa
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Lo studio dell’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” di Groupama

L’evoluzione del rapporto con la casa, emersa dall’Osservatorio “Change Lab, Italia 2030” di Groupama Assicurazioni, riflette il cambiamento nelle abitudini di vita degli italiani, guidato da nuove esigenze e prospettive.

Secondo la ricerca, il 79% degli italiani dichiara di possedere una casa di proprietà, e un ulteriore 15% prevede di acquistarne una nel prossimo futuro. Questo desiderio si estende anche tra gli under 30, con il 38% che afferma già di possedere una casa propria.

La casa assume sempre più un ruolo polifunzionale, diventando un luogo per condividere momenti felici con familiari e amici (73%) e trascorrere il tempo libero (38%).

Il rapporto con la casa, ora più che mai, è influenzato dal cambiamento delle abitudini quotidiane. La casa è tornata ad essere un ambiente da vivere pienamente, un luogo multifunzionale. Lavorare in smart working, dedicarsi a hobby, incontrare amici, fare shopping online sono solo alcune delle attività che gli italiani svolgono all’interno delle proprie mura.

Smart working
Shutterstock Juliya Shangarey

La Casa del Futuro

Guardando al futuro, la visione degli italiani per la propria casa nei prossimi dieci anni è guidata da diverse aspirazioni.

Il 44% desidera uno spazio esterno come giardino o terrazza, il 27% punta all’indipendenza, il 26% vuole un ampio living, mentre il 20% sognerebbe una cucina di notevoli dimensioni.

La casa del futuro dovrebbe anche essere ad alta efficienza energetica per il 60% degli intervistati, con la fascia tra i 18 e i 34 anni che sogna uno spazio verde per fare l’orto (39%) e il 13% che vorrebbe arredare con mobili ecosostenibili.

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