Turismo, vendita, sociale e IT: i settori dove si trova lavoro

Usare bene i social, fare rete, essere disponibili a spostarsi, conoscere le lingue ed essere propositivi. Sono queste alcune “dritte” per trovare lavoro, dagli esperti  che hanno partecipato all’incontro “Economia sotto l’Ombrellone” di Lignano Pineta.   

L’aumento della distanza fra domanda e offerta di lavoro in Italia continua ad alimentare la precarietà, nel Nord-Est forse più che altrove. Tra le cause c’è prima di tutto la scuola, dove la formazione è spesso distante da quanto richiesto dalle aziende. Incide poi moltissimo la scarsa predisposizione a spostarsi per trovare lavoro. E perché no, anche la scarsa attitudine all’uso degli strumenti digitali. In Italia e in Triveneto infatti le opportunità di lavoro non mancano, ma chi è senza lavoro, disoccupato, spesso non sa come trovarlo.

Questi sono solo alcuni dei messaggi lanciati da Giorgio Ardito presidente della Società Lignano Pineta, uno tra gli operatori turistici più attivi della località balneare friulana, da Daniele Arman, responsabile risorse umane di Bofrost Italia Spa e da Denis Magro, amministratore unico di Run4Job Srl. Hanno partecipato al quarto e ultimo incontro della nona edizione di Economia sotto l’ombrellone organizzato lunedì 26 agosto al Beach Aurora di Lignano Pineta sul tema “Il lavoro c’è. Come trovarlo?” e moderato dal giornalista e responsabile editoriale Nord-Est di Eo Ipso, Carlo Tomaso Parmegiani.

I dati Istat sul lavoro confermano che in Italia esistono circa 3 milioni di disoccupati, cioè circa il 12% della popolazione attiva non lavora, con picchi che arrivano al 57% tra i giovani del Sud Italia.

Giorgio Ardito ha spiegato come il settore del turismo possa offrire carriere di grande soddisfazione e con interessanti opportunità di crescita e guadagno che possono durare una vita intera. Per lavorare in questo settore il consiglio è di  fare esperienza, in settori diversi, anche all’estero finché si è giovani. Sfruttando, poi, opportunità come il quarto anno di superiori in un altro Paese o i programmi Erasmus. Inoltre è necessario imparare bene le lingue (ovviamente l’inglese, ma a Nord Est soprattutto il tedesco), di conoscere i diversi programmi gestionali e di cercare di essere persone aperte e propositive.

Ampie sono le opportunità nel settore della vendita, in particolare quella diretta, in crescita continua. Daniele Arman ha spiegato come Bofrost, come altre aziende del settore, sia alla continua ricerca di  profili con formazione diversi tra loro. Ma che riguardano l’economia, gli studi a indirizzo ingegneristico, l’area informatica. Dall’incontro si è compreso come l’Italia sia ancora indietro rispetto agli altri paesi nella vendita online, e che questo strumento non ha penalizzato – come alcuni pensano –  la vendita diretta. Perché il rapporto umano fa ancora la differenza. Bisogna però essere preparati alle sfide che ci riserva il futuro: dove ormai è tutto digitalizzato. A partire dalla custumer experience.

Attenzione al curriculum.

“I curriculum cartacei non servono più a nulla” – spiega Daniele Arman, che insiste sulla importanza di saper gestire attività online trasversali. Vale molto inoltre presentarsi come persone educate, determinate ma disponibili. Importante saper tessere relazioni, sia in rete che sul territorio. Perché in Italia la conoscenza, il rapporto con le persone è sempre ritenuto il migliore veicolo per trovare un lavoro.

“Anche se fece scandalo – continua  Daniele Arman – forse l’ex ministro Poletti non sbagliò quando disse che più che i curriculum servono le partite di calcetto” – In fondo è quanto affermò in tempi non sospetti nel 1973 il sociologo Mark Granovetter in un saggio intitolato “La forza dei legami deboli” che dimostrava come soggetti inseriti in legami deboli appunto, fatti cioè di conoscenze amicali non troppo strette, hanno più possibilità di accesso ad informazioni e quindi di potenziali posizioni lavorative. Con tecnologie come Linkedin possiamo poi aumentare la probabilità di stringere questi legami.  

Ovviamente è importante anche presentarsi con un buon curriculum. Ma soprattutto occorre saper dimostrare determinazione, disponibili, e capacità di relazione e attenzione agli obiettivi aziendali. Sapreste ad esempio spiegare perché si sta cercando lavoro proprio nell’azienda in cui ci si trova? Sono cose per cui bisogna essere preparati al primo colloquio.

Dove c’è maggiore richiesta occupazionale?

Secondo Denis Magro i settori che offrono maggiori possibilità  sono, oltre a quello turistico, la logistica a tutti i livelli, l’assistenza, il benessere e la salute (umana e animale), il farmaceutico, la information tecnology e la vendita.

Pensiamo poi che i selezionatori del personale esaminano centinaia e centinaia di candidati ogni settimana. Cerchiamo dunque di presentarci in maniera interessante, curando il nostro modo di fare branding di noi stessi. Le esperienze più  apprezzate sono proprio quelle che dimostrano di  aver saputo agire e relazionarci in contesti di lavoro più diversi, soprattutto all’estero. E la conoscenza di una o più lingue.

Ultimo consiglio: cerchiamo di guardarci attorno, usciamo dal nostro giardinetto di conoscenze,  mantenendo sempre un atteggiamento propositivo, non contestatore, perché le aziende cercano persone che risolvono problemi, non che ne creino di nuovi.

 

Foto di copertina di  Marvent su Shutterstock

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