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protezione delle specie a rischio

Identificato l’1,2% del territorio terrestre che può salvare le specie più a rischio

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Un recente studio pubblicato su Frontiers in Science ha identificato 16.825 siti in tutto il mondo dove la conservazione mirata potrebbe prevenire l’estinzione di migliaia di specie rare. L’importanza di proteggere la biodiversità non protetta è un tema centrale in questo studio, che propone un approccio strategico per salvare un numero significativo di specie animali e vegetali a rischio. Ecco di seguito maggiori dettagli e informazioni sulla protezione delle specie a rischio.

Protezione delle specie a rischio: un’imperativa globale

Mai come ora, la conservazione delle specie rappresenta una priorità globale. Le attività umane, come l’agricoltura, l’estrazione mineraria e l’urbanizzazione, stanno minacciando numerose specie animali e vegetali, molte delle quali non si trovano in nessun altro luogo sulla Terra. Questo studio enfatizza l’importanza di un approccio mirato alla conservazione, suggerendo che la protezione di specifici siti potrebbe avere un impatto significativo sulla prevenzione dell’estinzione delle specie.

I siti identificati nello studio sono principalmente localizzati nelle regioni tropicali, aree note per la loro alta biodiversità e la presenza di molte specie endemiche. I tropici, infatti, ospitano una vasta gamma di habitat unici e specie che non si trovano altrove. Questi siti, nonostante la loro importanza ecologica, non sono ancora completamente protetti e sono sotto pressione costante a causa dello sviluppo umano. La perdita di habitat e il degrado del suolo rappresentano le principali minacce per queste aree cruciali.

protezione delle specie a rischio
Pixabay

Costo e benefici della protezione dei siti: cosa sapere?

Proteggere i 16.825 siti identificati richiederebbe un investimento significativo, stimato tra 169 e 228 miliardi di dollari USA nei prossimi cinque anni. Questo costo, sebbene elevato, è considerato accessibile dagli autori dello studio, che sottolineano l’urgenza e la necessità di tale investimento per la salvaguardia della biodiversità globale.

Gli autori sostengono che i benefici derivanti dalla protezione di questi siti superano di gran lunga i costi. Tra i principali vantaggi figurano la preservazione dei servizi ecosistemici essenziali, come la purificazione dell’acqua, il controllo dell’erosione e la mitigazione dei cambiamenti climatici. La conservazione di queste aree protegge anche il patrimonio genetico unico delle specie endemiche, che potrebbe essere vitale per future scoperte scientifiche e medicali.

Siti prioritari per la conservazione: distribuzione globale dei siti

I 16.825 siti identificati si estendono da regioni remote dell’Argentina fino alle aree incontaminate della Papua Nuova Guinea. Ogni sito rappresenta un habitat cruciale per specie che sono a rischio imminente di estinzione. L’attenzione su questi siti è particolarmente urgente, poiché molte delle specie che vi abitano non si trovano in nessun altro luogo sulla Terra.

Le principali minacce a questi siti includono la conversione dell’habitat per usi agricoli, l’espansione delle attività minerarie e il degrado ambientale dovuto a pratiche insostenibili. La protezione di questi siti richiede un impegno concertato per affrontare e mitigare queste minacce, attraverso misure di conservazione rigorose e una gestione sostenibile delle risorse.

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Iniziative globali per la conservazione: cosa sapere sull’accordo “30 entro il 2030”?

Le Nazioni Unite stanno promuovendo l’accordo “30 entro il 2030”, che prevede la protezione del 30% delle aree terrestri e marine globali entro la fine del decennio. Questo ambizioso piano mira anche al ripristino del 30% degli ecosistemi degradati e include un meccanismo di finanziamento per garantire l’implementazione delle misure di conservazione attraverso il fondo globale per la biodiversità.

La Natura Restoration Law dell’Unione Europea

A livello europeo, l’UE ha recentemente approvato la Nature Restoration Law, che stabilisce l’obiettivo di salvaguardare il 20% delle aree terrestri e marine entro il 2030. Questa legge rappresenta un passo significativo verso la protezione e il ripristino degli ecosistemi degradati in Europa, allineandosi con gli obiettivi globali per la biodiversità.

L’identificazione e la protezione dei siti di biodiversità insostituibili richiede un impegno significativo, sia in termini di risorse finanziarie che di azione politica. Tuttavia, la conservazione di queste aree è essenziale per prevenire l’estinzione di specie uniche e per garantire la resilienza degli ecosistemi globali. Le strategie di conservazione devono essere integrate e sostenute da politiche efficaci e finanziamenti adeguati per avere successo.

Benefici a lungo termine

Proteggere questi siti non solo preserva la biodiversità, ma contribuisce anche alla stabilità climatica e al benessere umano. Gli ecosistemi sani offrono servizi vitali come la regolazione del clima, la fornitura di acqua potabile e il sostegno alla produzione alimentare. Investire nella protezione della biodiversità oggi significa garantire un futuro più sostenibile e resiliente per le generazioni a venire.

La protezione del territorio terrestre, seppur in una piccola percentuale come l’1,2%, può avere un impatto enorme sulla conservazione delle specie più a rischio. L’identificazione dei 16.825 siti chiave offre una roadmap per le azioni di conservazione globale, con l’obiettivo di prevenire l’estinzione di migliaia di specie. È cruciale che la comunità internazionale, supportata da politiche come l’accordo “30 entro il 2030” e la Nature Restoration Law dell’UE, intraprenda azioni decisive per proteggere questi habitat essenziali, garantendo così la conservazione della biodiversità per il futuro.

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