OVS punta sull’ecomoda 100% sostenibile

Dopo l’annuncio di Benetton, anche OVS  annuncia che utilizzerà esclusivamente cotone sostenibile per la produzione delle proprie collezioni.  E se il gruppo tessile di Ponzano Veneto valuta il conseguimento dell’obiettivo per il 2025, OVS pensa ancora più grande rilanciando al 2020.

Un progetto quello della catena di negozi guidati da Stefano Beraldo centrato sull’ecomoda.

L’intenzione è di utilizzare dal 2020 solo cotone da coltivazioni sostenibili, BCI (Better Cotton Initiative) o il cotone riciclato.

OVS punta sull’ecomoda 100% sostenibile

Foto: Shutterstock di Manuel Esteban

Un cotone coltivato eticamente, con la volontà di ridurre fino a eliminare del tutto quelle sostanze chimiche dannose per l’ambiente e per l’uomo.

In questo modo – spiega l’azienda nella sezione #wecare del suo portale – verranno utilizzati minori quantità d’acqua (si parla di 14 miliardi di litri in meno)  con risparmi fino al 90%.

L’azienda già dal 2018 ha fatto ricorso per il 70% a cotone riciclato ed è stata la prima azienda italiana a sostenere le iniziative etiche della lavorazione del prodotto.

Per questo è stata inserita nel “Better Cotton Leader Board“, di cui fanno parte 15 tra le realtà  più virtuose al mondo, oltre alle 100 associate.

Azienda rispettosa per gli animali

L’azienda si impegna a  proporre soluzioni  più etiche e sostenibili, privilegiando dove possibile l’impiego di materiali che non siano di origine animale, come per esempio la raccolta delle piume da animali vivi. Da questo punto di vista, OVS è già ora ormai quasi completamente ‘animal free’, avendo eliminato dal 99% dei propri prodotti elementi di origine animale. E nei pochi casi in cui vengano utilizzati, l’azienda  si assicura che provengano da processi produttivi certificati che evitino qualsiasi sofferenza per gli animali.

Ad esempio ha eliminato completamente la presenza di pellicce animali aderendo allo standard internazionale Fur Free e al sistema di rating italiano animal-Free. Un programma è supportato dalla Fur Free Alliance (FFA), la coalizione internazionale di oltre 40 importanti organizzazioni di protezione degli animali (http://www.furfreeretailer.com/).
Il sistema di rating Animal Free, sviluppato dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), misura le performance delle aziende di moda nel processo di eliminazione dei materiali di origine animale (http://www.animalfree.info/).

Non solo cotone nel futuro sostenibile di OVS. Già dalla collezione Primavera/Estate 2020 il gruppo porterà avanti ulteriori progetti per ridurre il proprio impatto ambientale anche per quanto riguarda materiali come la viscosa, che proverrà da cellulosa certificata FSC. Nylon e poliestere utilizzati per le proprie linee avranno come provenienza materie prime seconde ottenute dal recupero della plastica.

Le operazioni sopracitate vanno a segnare un ulteriore passo avanti per OVS e il suo programma #wecare, avviato nel 2016 e rivolto a tutte le dimensioni aziendali (negozi, prodotti, personale). Grazie a questa serie di iniziative il gruppo punta a una transizione effettiva ed efficace verso l’economia circolare e un business che tuteli il futuro della Terra.

Ma l’impegno di OVS non si ferma al cotone. Il progetto ‘OVS #wecare, avviato nel 2016, prende l’impegno di portarsi più vicino alla cosiddetta economia circolare. Dalla primavera-estate 2020, infatti, si impegna ad utilizzare materiali più sostenibili al posto di quelli finora impiegati. Tra questi la viscosa, un prodotto naturale ricavato da cellulosa certificata FSC,  nylon e  poliestere dal riuso della plastica.

 

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Foto di copertina Shutterstock di Alf Ribeiro

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Si occupa da un ventennio di divulgazione scientifica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.