Meta “zero emissioni”: cosa cambia con la guerra?

L’aumento del prezzo del petrolio e anche l’impennata di cambiamenti a livello geopolitico, possono creare problemi con ciò che erano gli accordi di Parigi. La guerra tra Russa e Ucraina sta mettendo a dura prova anche gli accordi più recenti, vale a dire quelli della COP26. La domanda da porre è: Meta “zero emissioni”: cosa cambierà con la guerra?

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Meta zero emissioni e guerra: cosa accadrà?

Stando a quando viene riportato da un rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite, si correrà un grosso rischio. Infatti, l’invasione della Russia in Ucraina potrà causare gravi ritardi sui tagli alle emissioni, utili a prevenire tutti gli effetti del riscaldamento globale. Il rapporto dice anche altro, infatti, viene aggiunto che la temperatura globale aumenterà sicuramente di 1,5 gradi Celsius, si parla dei prossimi vent’anni. Quindi, i rischi per l’ambiente saranno molto più alti rispetto a quello che si immaginava in passato. Ma non solo, perché l’invasione dell’Ucraina, ha fatto aumentare anche i prezzi del petrolio. E ciò, potrebbe far diventare i combustibili fossili un investimento molto allettante per tutti gli investitori e quindi ritardare gli enormi sforzi verso la meta “zero emissioni”. Perché ormai è chiaro: il settore dell’energia sarà un obbiettivo per tanti investitori, un vero affare. Quali sono i rischi sotto questo aspetto?

  • L’invasione dell’Ucraina ha fatto sì che salisse il prezzo del petrolio
  • L’energia sarà un vero affare per gli investitori, per almeno i prossimi 6-24 mesi
  • L’attenzione che si era posta sull’obbiettivo “zero emissioni” chiaramente andrà a diminuire
  • L’invasione Russa potrebbe anche far diminuire l’interesse che si era posto sugli investimenti sostenibili
  • L’impatto del conflitto ha preoccupato gli investitori ESG, per i loro acquisti negli investimenti sostenibili

Investitori ESG: rendimento a rischio

Il rendimento è a rischio per gli investitori ESG, è una situazione di fatto, ciò che era avvenuto anche con il mercato quando gli Stati Uniti hanno invaso nel 2001, l’Afghanistan e poi a seguire l’invasione dell’Iraq nel 2003. In quelle date situazioni gli unici titoli che tendono a salire sono proprio quelli correlati ai combustibili fossili e anche al settore della difesa. Solitamente le questioni geopolitiche entrano poche volte in tutti i radar dei fondi ESG, e questa guerra tra Russa e Ucraina, potrebbe dare la prima opportunità per trovare un modo per affrontarle. Un mondo che resiste anche alle pressioni geopolitiche è quelli delle fonti alternative, questo potrebbe essere il momento più adatto per gli investitori ESG proprio per considerare l’inserimento in portafoglio di tutti questi fondi value. Gli investitori ESG dovranno fare pressione su tutte le aziende così che vengano rispettati gli impegni in materia ambientale.

Energie rinnovabili in Italia: quali sono le percentuali e i consumi

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il consumo di energia rinnovabile aumenterà del 78% tra il 2015 e il 2040. La domanda globale sta aumentando rapidamente. Per quanto riguarda il tipo di energia rinnovabile in particolare, l’energia solare è la fonte di energia in più rapida crescita, che dovrebbe crescere dall’11% dell’energia rinnovabile degli Stati Uniti al 48% entro il 2050.
  • Il termine energia rinnovabile si riferisce a qualsiasi fonte di energia che può essere utilizzata più di una volta. Ad esempio, i combustibili fossili come il carbone possono essere bruciati solo una volta per creare energia. Una volta che quel pezzo di carbone è bruciato, non c’è modo di riutilizzarlo rapidamente.
  • L’uso dell’energia rinnovabile è generalmente molto più efficiente dei combustibili fossili perché è, per sua natura, rinnovabile. Ciò significa che con le energie rinnovabili in genere non si deve scavare nel terreno o fare qualcosa di pericoloso per procurarci il carburante, il che è un modo piuttosto efficiente di alimentare il  mondo rispetto ai combustibili fossili.

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