L’Islanda celebra il funerale del ghiacciaio Okjokull, da poco scomparso

Deposta in Islanda una targa per commemorare il ghiacciaio Okjokull, scomparso a causa del riscaldamento globale, un gesto simbolico per ricordare l’urgenza di agire per il clima.

Aveva “appena” 700 anni e ora non potremo mai più ammirarlo. La notizia è solo l’ultima che annuncia ogni giorno nuove vittime del riscaldamento globale. Questa volta è il turno di Okjokull, il ghiacciaio che ricopriva il cono del vulcano islandese Ok, che è stato ricordato in una solenne cerimonia con la deposizione di una targa commemorativa deposta ieri ai piedi della montagna.


L’annuncio della data della cerimonia era stato comunicato lo scorso luglio dai ricercatori della Rice University di Houston, dall’autore Andri Snær Magnason e dal geologo Oddur Sigurðsson (il glaciologo che per primo ha constatato la scomparsa definitiva del ghiacciaio).

Alla cerimonia, oltre ad attivisti dell’ambiente, ha partecipato anche anche la prima ministra islandese, Katrin Jakobsdottir, il ministro per l’ambiente, Gudmundur Ingi Gudbrandsson, oltre all’ex presidente dell’Irlanda, Mary Robinson.

Una placca  di colore scuro riporta una “Lettera al futuro”, scritta dall’autore islandese Andri Snaer Magnason, che ricorda come “Ok sia il primo ghiacciaio a perdere il suo status di ghiacciaio. Nei prossimi 200 anni – vi si legge – è previsto che tutti i nostri principali ghiacciai faranno la stessa fine. Questo monumento testimonia che noi siamo coscienti di ciò che sta accadendo e di ciò che va fatto. Solo tu sai se lo abbiamo fatto” dice il messaggio, rivolto a un ipotetico lettore del futuro. La lettera si chiude con un dato: “415ppm CO2”, cioè 415 parti per milione di anidride carbonica, la quantità critica presente nell’atmosfera terrestre che determina un innalzamento globale della temperatura.

“Con l’annuncio della morte di questo giacciaio – hanno spiegato gli organizzatori – speriamo di attirare l’attenzione su ciò che si sta perdendo con la scomparsa dei ghiacciai della Terra. Questi corpi di ghiaccio sono le più grandi riserve di acqua dolce del pianeta e congelate al loro interno ci sono storie della nostra atmosfera. Spesso sono anche importanti forme culturali piene di significato. “

Anche in Italia

“Prepariamoci anche noi sulle Alpi”.  Spiega su twitter il Gruppo di ricerca del @CNR_IRPI che studia gli effetti dei #cambiamenticlimatici nelle Alpi, lo stato dei ghiacciai e le frane. “Nei prossimi decenni molti ghiacciai (quasi tutti) si estingueranno e forse varrebbe la pena lasciare una targa e una foto in prossimità delle loro attuali fronti: ‘qui c’era un ghiacciaio’!”.

 

Fridays For Future, oggi lo sciopero contro i cambiamenti climatici

 

 

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