Le iniziative sostenibili nel mondo: la filiera industriale della canapa

In senato è stata approvata all’unanimità la legge per la filiera industriale della canapa. Tra le iniziative sostenibili nel mondo, in Italia finalmente ci sono delle chiare norme che regolano la produzione di canapa industriale e la relativa filiera.

L’approvazione della produzione di canapa

L’approvazione della legge per la filiera industriale della canapa rappresenta una svolta fondamentale per tutta l’Italia. La coltivazione della canapa industriale non è mai stata espressamente vietata, tuttavia la mala interpretazione delle leggi antidroga, durante gli anni ’70, aveva portato le forze dell’ordine ad arrestare e sequestrare le coltivazioni di chi provava a produrre canapa da fibra o da seme. Questa situazione si è protratta fino al 1997, quando il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali approvò una circolare contente disposizioni relative alla coltivazione della Cannabis sativa. Migliorata e integrata successivamente con la circolare n.1 dell’8 maggio 2002. Solo oggi è stata approvata una precisa legge quadro che consente di regolarizzare in modo chiaro un settore in cui un tempo l’Italia godeva del primato per la qualità del prodotto.

filiera canapa

Unsplash foto di Terre Di Cannabis

Gli ambiti di utilizzo della canapa

Secondo l’articolo 2 di questa nuova legge gli ambiti di utilizzo consentiti per la canapa coltivata sono relativi al settore alimentare e cosmetico, a quello dei semilavorati, come fibra, canapulo, polveri, cippato, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico. Inoltre è prevista la produzione di materiale destinato alla pratica del sovescio ovvero fertilizzante e di materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o ai prodotti per la bioedilizia. In più la canapa può essere utilizzata come materiale efficace per la fitodepurazione e per la bonifica di siti inquinati e non solo. Infatti le coltivazioni della canapa possono essere dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati.

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La regolamentazione per la produzione della canapa

Per quanto riguarda gli obblighi per il coltivatore non sarà più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%. Quindi la comunicazione alle forze dell’ordine tramite un modulo denuncia, non è più necessaria. Tuttavia i coltivatori dovranno conservare i cartellini e le fatture dei semi acquistati per un periodo non inferiore a dodici mesi.

Il futuro è nella neoedilizia: la prima casa al mondo in paglia di canapa è italiana

La produzione della canapa oggi

L’Italia rappresenta una terra con le caratteristiche climatiche ideali per ritornare a produrre una delle migliori canape al mondo. Tuttavia, è necessario costruire una moderna e innovativa filiera agro-industriale della canapa italiana. Questa è una sfida difficile ma è possibile porre le giuste basi per contribuire a costruire un modello economico diverso, in sintonia con l’ambiente naturale. Inoltre il valore aggiunto del made in Italy rappresenta una spinta in più nell’ottica dell’esportazione della canapa nostrana.

L’uso della paglia in bioedilizia

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo. E tu?

  • Per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore della canapa i finanziamenti erogati possono raggiungere 700mila euro l’anno.
  • Per quanto riguarda i controlli e la percentuale di thc contenuta all’interno delle piante di canapa, dallo 0,2% allo 0,6%, nel caso in cui dovessero essere analizzate, non comporta alcun problema per l’agricoltore.
  • A causa del proibizionismo che ha causato allarmismo relativo a questo vegetale, la produzione italiana di canapa è passata dai 100mila ettari coltivati ad inizio del 1900, a circa 3mila coltivati nel 2015.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.