La produzione della seta diventa Hi-tech con il progetto Metamorfosi

Grazie a un progetto sperimentale del CNR di Messina, la produzione della seta e dei suoi derivati diventa ora hi-tech. L’obiettivo è quello di creare un sistema tecnologicamente integrato di coltivazione del gelso e di allevamento intensivo del baco da seta.

Metamorfosi, questo il nome del progetto, è attivo da circa un mese presso l’Istituto di Ricerca e Innovazione Biomedica IRIB del CNR di Messina.

Il progetto Metamorfosi

Creare un sistema tecnologicamente avanzato, innovativo e integrato per la coltivazione del gelso e per l’allevamento intensivo del baco da seta (Bombix Mori). Questo è l’obiettivo del progetto Metamorfosi. Sarà possibile così ottenere la seta e tutti gli altri prodotti derivati con cicli di produzione differenti da quelli tradizionali e applicazioni non solo nel settore del tessile ma anche in campo biomedico, cosmetico e farmacologico.

La fase di studio preliminare e l’installazione dell’impianto dimostrativo saranno localizzati inizialmente a Messina, per poi estendersi nel resto del Paese. Si prevede che l’impatto del progetto sarà tale da consentire un rilevante indotto economico per la Sicilia e il resto d’Italia”. 

Questo è quanto hanno dichiarato durante la presentazione  del progetto Metamorfosi l’ing. Giovanni Pioggia, Responsabile dell’Irib Cnr di Messina e l’ing. Rocco Mazzatura, Presidente della Easy Lock Srl, azienda capofila del progetto ed esperta in sistemi produttivi avanzati in campo tessile ed agronomico.

Una produzione hi-tech della seta

Con il progetto Metamorfosi si vuole individuare un sistema alternativo di produzione della seta, per cercare di superare le problematiche legate ai sistemi di produzione più tradizionali, troppo vincolati alle sempre maggiori criticità atmosferiche. E, grazie a una nuova produzione tecnologicamente avanzata sarà possibile avere seta di migliore qualità e allo stesso tempo ridurre l’impatto ambientale delle tecniche di produzione tradizionale.

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Il baco da seta oltre i tessuti

“Sarà esplorata – afferma l’ing. Pioggia – la possibilità di utilizzo della seta in ambito biomedico, come base per la realizzazione di scaffold cellulari, cioè supporti tridimensionali porosi, biocompatibili e bioriassorbibili, in grado di favorire l’adesione e la proliferazione cellulare fino alla formazione del nuovo tessuto”

Nel progetto Metamorfosi quindi sarà esaminata la capacità di queste nuove strutture di:

  • fornire un supporto per l’adesione, la migrazione, le interazioni cellula-cellula, la proliferazione e la differenziazione cellulare;
  • essere biocompatibile per il sistema immunitario dell’ospite dove il tessuto ingegnerizzato sarà impiantato; 
  • biodegradarsi ad una velocità compatibile con il tasso di crescita del nuovo tessuto e che faciliti l’integrazione dello stesso nel tessuto ospite circostante;
  • fornire un sostegno strutturale per il nuovo tessuto; 
  • possedere versatilità di realizzazione che permetta di alterarne la struttura e la morfologia in relazione alle esigenze specifiche del tessuto. 

La fibroina di seta può formare strutture porose 3D, cioè spugne, schiume o scaffold, – dichiara sempre l’ing. Pioggia – che possono essere usate con grande efficacia in applicazioni biomediche, come l’ingegneria dei tessuti, dispositivi impiantabili e modelli di malattie. I risultati porteranno inoltre ad esplorare e valutare applicazioni biomedicali dei suddetti nuovi scaffold ottenuti, in termini di drug delivery, terapia genica, cura delle ferite e rigenerazione ossea. È prevista anche la formulazione di alcuni prodotti per applicazioni cosmetiche e/o farmacologiche idonei per una successiva produzione in scala industriale e conseguente commercializzazione, valutando, ove possibile, la certificazione quale presidio medico chirurgico. In ambito cosmetico, di particolare rilevanza sono le applicazioni dei sottoprodotti della seta per la realizzazione di creme idratanti ed antirughe innovative, ma da segnalare sono anche le applicazioni farmacologiche nelle quali la seta potrà vedere applicazione nella realizzazione di nuove capsule biocompatibili per veicolare farmaci all’interno del corpo”.

filati di seta

Filati di seta – Foto di xuanduongvan da Pixabay

I partner del progetto

Il progetto è finanziato in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico, con un investimento totale previsto di circa 14,2 milioni di euro. 

I partner principali del progetto sono:

  • Torcitura di Domaso Srl di Colico (LC), detentrice di tecnologie all’avanguardia e di lunga esperienza nella trasformazione della seta;
  • Medilink Srl di Siracusa, specializzata nella creazione ed implementazione di sistemi software e hardware per diversi ambiti produttivi. 

A far da supporto in tutta l’attività di ricerca il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca per l’Agricoltura e Ambiente (CREA-AA) in particolare il Dipartimento di Gelsibachicoltura di Padova coordinato dalla dott.ssa Silvia Cappellozza; l’Università di Bologna, l’Università di Padova e l’Università dell’Insubria. 

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il baco da seta o Bombyx Mori è una specie di falena della famiglia Bombycidae ed è originario dell’Asia centro occidentale.
  • La vita di un baco da seta ha una durata media di circa un mese.
  • La metamorfosi inizia già dal 5°giorno mentre lo sfarfallamento circa 15 giorni dopo la formazione del bossolo.

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Divido il mio tempo tra la professione di comunicatore pubblico e l’arte della danza contemporanea, che mi porta sui palcoscenici italiani come danzatore e coreografo. L'arte, il teatro, la danza, i viaggi e la cucina sono le mie passioni. L’incontro con Habitante è un’avventura di scrittura che mi permette di raccontare, con stimoli nuovi, i mondi che ho conosciuto e imparato ad apprezzare negli anni.