Il cibo diventa protagonista nelle foto di Steve McCurry esposte a Forlì

Mai, come nella nostra epoca, si è tanto parlato di cibo. La straordinaria mostra del grande fotografo è anche una occasione per esplorare città e popoli.

Vi ricordate il volto di una ragazza afgana che, con i suoi occhi verdi smeraldo, turbò la coscienza di mezzo mondo durante il conflitto in Afganistan? Quella foto  la rese immortale. L’autore di quell’immagine del 1984, Steve McCurry, 4 volte vincitore del World Press Photo, è tornato. Fino al 6 gennaio 2020, ai Musei San Domenico di Forlì,  la mostra “Cibo” parla di  una umanità assorta, responsabile, rapita dalla propria quotidianità nel coltivare, raccogliere, lavorare i prodotti della terra e del mare.

McCurry ragazza afgana

Steve McCurry nel 2013 – Foto di Marko Rupena su Shutterstock

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Ora, anche per richiamare l’attenzione sulla vera identità dell’alimentazione umana e sulle variegate sfaccettature che si intrecciano con le nostre vite, è arrivata la straordinaria mostra di questo fotografo di fama  internazionale.  In una ottantina di fotografie Steve McCurry delinea passato, presente e futuro del ciclo di vita del cibo.

Yemen - Foto di Steve McCurry

Yemen – Foto © Steve McCurry – per concessione dell’Ufficio Stampa mostramccurry.it

 

Un viaggio dalla produzione del cibo alle tavole di tutto il mondo. Alla scoperta di azioni quotidiane che vanno bel al di là del fattore estetico, presente e iolato in numerosi programmi televisivi di successo. Una mostra che ci costringe ad aumentare la  nostra consapevolezza  sulla sua importanza per la sopravvivenza di intere etnie e popoli di questo pianeta.

“Ogni fotografia di Steve McCurry – spiega la curatrice delle Mostre del Buon Vivere, Monica Fantini – cerca l’universale nel particolare. È paradigmatica di una persona o di un’intera comunità: vale per le figure commoventi che consumano un pasto nella solitudine o nel dolore, come per i frammenti di mercati in cui i pesci, la frutta o le spezie si fanno odori, suoni, sapori e partecipazione emotiva a una realtà che, nelle differenze, riporta all’uguaglianza degli esseri umani”.

Ogni foto è uno spaccato di operazioni quotidiane lontane, alcune delle quali si tramandano di generazione in generazione. E questo vale per quanti consumano un pasto frugale nella propria solitudine, come per  la chiassosa presenza nei  mercati di  venditori di pesci, carni e  spezie che si fanno odori, suoni, sapori e ci riportano a una realtà che rende la visita a questa mostra un’esperienza immersiva dal punto di vista sensoriale ed emozionale.

Foto di Steve McCurry

Foto © Steve McCurry – per concessione dell’Ufficio Stampa mostramccurry.it

Si parte da una prima raccolta di immagini che trattano il ciclo di vita del cibo, alla seconda parte in cui  il pane diventa protagonista in qualità di alimento primario, come  fosse un linguaggio universale.

Kashmir - Foto di Steve McCurry

Kashmir – Foto © Steve McCurry – per concessione dell’Ufficio Stampa mostramccurry.it

La terza sezione si rivolge ai produttori del cibo, al lavoro nelle piantagioni e nel mare. La quarta pone l’accento sulla lavorazione e trasformazione del cibo, mentre la quinta  affronta gli aspetti sociali della sua consumazione, dell’evitare lo spreco, del cibo come valore  attorno a cui ruotano i valori della vita.

Steve McCurry è da oltre 30 anni considerato uno degli esponenti più autorevoli della fotografia contemporanea. Nato a Philadelphia nel 1950, ha lavorato per la Magnum Agency viaggiando in tutti i continenti, pubblicando su testate come New York Times, Time e National Geographic. Le fotografie di McCurry fanno parte delle collezioni di musei come l’International Center of Photography di New York, il Tokyo Museum of Modern Art e il Philadelphia Museum of Art

Cibo. Steve McCurry
Forlì, Musei San Domenico
Fino al 6 gennaio 2020
Ingresso: 12 euro, sconto soci Coop 10 euro
info: info@mostramccurry.it, www.mostramccurry.it

 

La foto di  copertina, scattata in Yemen è di © Steve McCurry – per concessione dell’Ufficio Stampa mostramccurry.it

 

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