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Demenza e inquinamento

Demenza e inquinamento: lo smog aumenta il rischio di declino cognitivo

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Uno studio condotto dall’Università di Copenhagen ha rivelato che l’inquinamento atmosferico ha un impatto significativo sulla salute del cervello, promuovendo stati infiammatori, il declino cognitivo e l’avanzamento della demenza. Questo articolo esamina in dettaglio i risultati di questa ricerca, la metodologia utilizzata e le implicazioni per la salute pubblica. Qual è il legame tra demenza e inquinamento e quali sono gli effetti dello smog?

Demenza e inquinamento: gli effetti dello smog sulla salute del cervello

L’inquinamento atmosferico è noto per i suoi effetti negativi sul sistema cardiovascolare e per una serie di sintomi che molte persone sperimentano quotidianamente. Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che lo smog ha un impatto ancora più grave, influenzando direttamente la salute del cervello. La ricerca dell’Università di Copenhagen ha scoperto che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento dell’aria può aumentare il rischio di demenza.

I risultati si basano su un’indagine durata 27 anni, dal 1993 al 2020, su una coorte di infermieri in Danimarca. Questa ricerca rappresenta il primo studio nel paese scandinavo a dimostrare un legame tra inquinamento atmosferico e demenza. Nonostante i livelli di inquinamento in Danimarca siano in calo e relativamente più bassi rispetto al resto d’Europa e del mondo, le scoperte hanno importanti implicazioni globali.

demenza e inquinamento
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L’Impatto dell’inquinamento sulla demenza

Secondo i ricercatori, lo smog favorisce l’insorgenza di stati infiammatori nel cervello, accelerando così il declino cognitivo delle persone esposte. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Alzheimer’s & Dementia, indicano che l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di demenza. Questo effetto è attribuito all’infiammazione cronica che l’inquinamento causa nel cervello, compromettendo le funzioni cognitive nel tempo.

Zorana Jovanovic Andersen, professoressa della Sezione di Salute Ambientale dell’Università di Copenhagen e principale autrice dello studio, ha sottolineato l’importanza di queste scoperte. “Poiché vivremo più a lungo e a sempre più persone verrà diagnosticata la demenza, questa scoperta è importante in quanto offre l’opportunità di prevenire nuovi casi di demenza e garantire un invecchiamento più sano, ripulendo l’aria che respiriamo”, ha affermato Andersen.

Attività fisica: un alleato contro lo smog

Gli scienziati danesi hanno individuato un alleato nella lotta contro i danni dello smog: l’attività fisica. I dati raccolti mostrano che gli infermieri che svolgevano una maggiore attività fisica avevano un rischio inferiore di demenza rispetto a quelli meno attivi, anche se esposti all’inquinamento atmosferico. Questo suggerisce che l’attività fisica potrebbe mitigare gli effetti negativi dello smog sul declino cognitivo e sul rischio di demenza.

Implicazioni per la salute pubblica

Le scoperte dello studio hanno rilevanti implicazioni per la salute pubblica. La relazione tra inquinamento atmosferico e demenza evidenzia l’urgenza di migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane. Ridurre l’inquinamento non solo migliorerebbe la salute cardiovascolare, ma potrebbe anche proteggere la salute del cervello e prevenire il declino cognitivo nelle popolazioni esposte.

In conclusione, lo studio dell’Università di Copenhagen fornisce prove convincenti sul legame tra inquinamento atmosferico e demenza. Promuovendo stati infiammatori nel cervello, lo smog accelera il declino cognitivo, aumentando il rischio di demenza. Tuttavia, l’attività fisica emerge come un possibile mitigatore di questi effetti negativi. Per garantire un invecchiamento sano e prevenire nuovi casi di demenza, è fondamentale migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Queste scoperte rappresentano un monito globale e un invito all’azione per le politiche ambientali e sanitarie.

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