Covid-19: quali misure restrittive sono più efficaci per limitare i contagi?

Il Lancet stila una classifica delle restrizioni che possono funzionare di più al fine di limitare i contagi e tenere a bada il famoso indice Rt . Ecco quali misure restrittive sono più efficaci per limitare i contagi.

Covid-19: quali misure restrittive sono più efficaci per limitare i contagi?

I governi di tanti Paesi nel mondo sono, oggi, impegnati nella lotta al coronavirus. Il numero di contagi sta salendo in maniera quasi incontrollata. Il rischio è quello di rivivere una situazione pari a quella vissuta qualche mese fa: sistema sanitario al collasso, quarantena, attività chiuse, economia in forte crisi, ecc. Oggi è necessario lavorare al fine di scongiurare tutto questo ma soprattutto allo scopo di limitare il numero di persone contagiate. 

Si è tanto parlato di indice Rt, questo sostanzialmente descrive il tasso di contagiosità del virus. Detto con parole più semplici: l’indice Rt indica il numero di persone che un soggetto affetto da Covid-19 è in grado di infettare. Vien da sé che più basso risulta questo valore, meglio è. Pertanto le misure retrittive che i governi mettono in atto servono proprio ad abbassare questo indice. Monitorare nel tempo il parametro Rt permette di valutare se le restrizioni stanno funzionando o meno. 

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Covid-19: l’indagine del Lancet

Secondo gli studi e i calcoli dei ricercatori dell’Università di Edimburgo, riportati su Lancet Infectious Diseases, per contrastare la diffusione del coronavirus è necessario un mix di interventi restrittivi. I ricercatori hanno stimato che, per esempio, vietando i grandi eventi pubblici si ottiene una riduzione del 24% del tasso di contagiosità (effetti tangibili dopo 28 giorni dall’attuazione della misura restrittiva). Questo è l’intervento di maggiore impatto, non a caso è stato il primo ad essere adottato dai Paesi all’inizio della pandemia.

Ora stiamo vivendo una fase diversa, in un certo senso avanzata, per questo un intervento singolo non è pensabile. Proprio in merito a questo gli studiosi, basandosi sui dati raccolti da più di cento Paesi, forniscono una classifica degli interventi restrittivi più efficaci. La mole di informazioni analizzate è indice dell’affidabilità dei risultati cui si è arrivati. E’ importante sottolineare che non si tratta di opinioni ma di studi effettuati con dati e calcoli alla mano. 

Covid-19: quali misure restrittive sono più efficaci per limitare i contagi

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I risultati dello studio

I ricercatori hanno analizzato in 131 Paesi gli effetti sulla diffusione del virus in base all’introduzione e abolizione delle misure restrittive. Hanno associato le diverse fasi (ricordiamo le fasi 1, 2, 3 vissute nel nostro Paese) all’indice Rt mettendo a confronto il suo valore all’inizio di ogni fase con quello ottenuto alla fine di ogni fase. Mediante modelli matematici sono, quindi, arrivati a calcolare l’impatto che ogni misura restrittiva ha avuto sull’indice Rt. Da qui hanno scoperto che gli interventi combinati sono molto più efficaci di quelli singoli. Ecco quali sono. 

  • Un simil-lockdown, ovvero scuole e uffici chiusi, divieto di eventi pubblici, divieto di riunioni con più di 10 persone, limitazioni agli spostamenti. Questo tipo di restrizione abbasserebbe l’indice Rt del 52%.
  • La seconda combinazione, ovvero uffici chiusi, divieto di eventi pubblici e assembramenti con più di 10 persone e limitazione agli spostamenti interni, limiterebbe l’indice Rt del 42%.
  • Il terzo insieme di interventi che vede la chiusura degli uffici, divieto di eventi pubblici e divieto di riunioni di più di dieci persone, andrebbe ad abbassare l’indice Rt del 38%.
  • Infine l’ultimo mix di restrizioni analizzate, ovvero il solo divieto di eventi pubblici e di riunioni con più di 10 persone, influenzerebbe l’indice Rt del 29%.

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Considerazione sulla situazione in Italia

Nel contesto italiano, oggi, si registra nella maggior parte delle Regioni un indice Rt abbondantemente sopra 1,5 (dovrebbe essere compreso tra 0,2 e 0,7). Per farlo scendere almeno sotto la soglia di 1 (ovvero il valore a cui il numero di casi comincia a ridursi) sarebbe necessario adottare interventi in grado di produrre una riduzione di almeno il 35-40%.

Perciò stando a quanto visto precedentemente non servirebbero misure drastiche bensì un insieme di interventi che tutti in maniera coesa dovremmo attuare. Il rispetto delle regole generali, il distanziamento, l’uso costante delle mascherine e l’igiene delle mani sono sempre e comunque misure fondamentali. 

 

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Biologa