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Costo case green Italia

Quanto costano le case green ed efficienti?

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Bankitalia ha analizzato i dati italiani in merito ai prezzi delle case. In particolare, è emerso come il costo delle case green sia nettamente maggiore alle tradizionali. Qual è il costo case green in Italia?

Costo case green in Italia: cosa sapere a riguardo?

Secondo quanto emerso dai dati analizzati da Bankitalia, acquistare una casa green ed efficiente dal punto di vista energetico presenta una differenza di prezzo consistente. Nello specifico, si tratta di un aumento del prezzo pari al 25%. In aggiunta, è bene specificare che la disponibilità è molto limitata. Basti pensare che nel 2022 soltanto il 10% degli immobili poteva essere definito appartenente alla categoria da A1 ad A4. In aggiunta, si evince come gli immobili presenti sul suolo italiano siano molto più inquinati rispetto gli altri Paesi UE, si tratta del 12,5% contro il 9%.

Come già evidenziato, tali dati derivano direttamente da una ricerca condotta dalla Banca d’Italia “The capitalization of Energy Labels into House Price. Evidence from Italy”, la quale ha fatto riferimento ai dati e alle informazioni provenienti da Immobiliare.it.

Per quanto riguarda gli immobili che appartengono alle classi energetiche più elevate, questi presentano un costo maggiore rispetto alla classe G. Eppure, è bene specificare che tali differenze di prezzo possono variare moltissimo dalla locazione geografica e tra le varie province.

La situazione italiana si presenta più tragica rispetto gli altri Paesi dell’Unione Europea, in quanto il 75% degli edifici è stato costruito prima del 1980. In particolare, in questo periodo non vi era ancora un’alta qualità nelle costruzioni.

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Shutterstock

Aiuti e supporti da parte del governo per favorire una maggiore efficienze energetica

Con l’obiettivo di fronteggiare il problema della decarbonizzazione dei consumi energetici, il governo ha deciso di attivare diversi supporti e sussidi per le famiglie. Alcuni esempi sono sicuramente l’Ecobonus e il Superbonus 110%. Eppure, è bene specificare come non vi siano riscontri dell’efficienza energetica sui prezzi delle case. Secondo quanto evidenziato dalle valutazioni degli asset, in seguito ad un investimento legato a garantire l’efficienza energetica di un’abitazione, il prezzo della medesima subirà un netto aumento.

D’altro canto, in aggiunta, per favorire la realizzazione di politiche pubbliche che siano ottimali per innovare il mercato immobiliare, è necessario comprendere l’importanza degli investimenti per quanto riguarda l’efficienza energetica. Infine, un ulteriore aspetto da non sottovalutare, è che le abitazioni rappresentano la componente più rilevante per le famiglie, per cui la valutazione della medesima risulta essere fondamentale per la stabilità finanziaria.

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Quali sono le prospettive e stime per il futuro?

Per quanto concerne le prospettive e le stime per il futuro, l’obiettivo principale è quello di andare a raccogliere tutti i dati sull’indice di prestazione energetica così da comprendere l’andamento del mercato immobiliare in relazione all’efficienza energetica. Si tratta di informazioni importanti anche per quanto riguarda la progettazione di programmi che garantiscano una buona riqualificazione delle abitazioni. In aggiunta, l’eterogeneità nell’aumento di prezzo delle case efficienti e smart evidenzia come possano essere molto più efficaci sussidi regionali o provinciali.

Ecco maggiori specificazioni e dettagli per quanto riguarda la situazione italiana in merito alle leggi e alle norme finalizzate a rendere più efficiente e innovativo il mercato immobiliare.

Qual è la situazione in Italia? Ecco cosa sapere su norme e leggi per l’efficienza energetica delle abitazioni

Sul territorio italiano vige una disciplina nazionale sull’efficienza energetica degli edifici stabilita nell’anno 2005. Eppure, fin dal 2000, la legislazione nazionale non ha mai dettato delle norme e regole ben precise, fornendo un quadro generale e donando grande libertà e autonomia alle autorità regionali. Nel corso del 2011, era ormai diventato necessario cominciare l’Attestato di certificazione energetica dal venditore all’acquirente. L’anno successivo, inoltre, tale Ace deve essere allegato con il contratto di compravendita insieme agli annunci immobiliari. Nel 2015, sono stati stabiliti e ufficializzati dei requisiti minimi a livello nazionale per la classificazione all’Attestato di prestazione energetica, nonostante vi siano comunque delle differenze su scala regionale.

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Specificazioni in merito alla situazione italiana: cosa sapere sul quadro normativo

Come specificato dal governo, il quadro normativo attuale dispone che due case con un livello di efficienza differente, potrebbero essere inserite all’interno della medesima categoria. Ciò è legato a due fattori principali. Il primo è che la prestazione energetica di un edificio può essere stimato in modo differente in base alla zona climatica in cui è stabilito l’immobile. Nello specifico, in Italia sono presenti ben sei zone climatiche che variano dalla A, dalle temperature più alte, alla F, dalle temperature più fredde.

Per quanto riguarda il secondo fattore, invece, si fa riferimento per l’eterogeneità delle etichette energetiche alle legislazioni di tipo regionale. Se il decreto va a stabilire e precisare quali siano i requisiti minimi su scala nazionale, è bene evidenziare il ruolo importante delle regioni. Queste ultime, infatti, hanno la possibilità di rendere più stringenti e rigorosi tali requisiti o, in alternativa, lasciarli su un piano strettamente standard.

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