Classifica dei cibi inquinanti: la top 5 che non ti aspetti

I cibi inquinanti esistono eccome. A ribadire questo incredibile concetto è Coldiretti, la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana.

Facciamo tanto gli ambientalisti e poi ci perdiamo in un bicchier d’acqua. È proprio vero, la vita è strana a volte. Ho comprato l’auto elettrica per non inquinare, la raccolta differenziata è pane per i miei denti. Viaggio esclusivamente secondo le regole del turismo ecologico e spengo sempre le luci uscendo dalle stanze. Riciclo ogni tipo di materiale possibile. E poi eccomi lì, seduto a tavola con la mia famiglia, io in pole position pronto ad azzannare quelle squisite noci provenienti dalla California. Forse alcuni tra i miei familiari lo sapranno di essere degli spietati attentatori nei confronti del pianeta, altri saranno degli ignari assassini.

COME FA IL CIBO AD INQUINARE?

Semplice, mangiando prodotti fuori stagione provenienti da altri Paesi dopo infinite traversate oltreoceano. Il tutto a sfavore dell’ambiente, incrementando l’effetto serra. Per non parlare dell’indifferenza verso i prodotti nostrani, vittime ignorate con l’aggravante di spese eccessive per l’acquisto di prodotti assolutamente no Made in Italy. Ma andiamo per gradi.

ciliegie inquinamento habitante

unsplash

Acquistando prodotti fuori stagione contribuiamo all’inquinamento dell’ambiente e questo è ormai chiaro. Tra i cibi più inquinanti per importazione in Italia ci sono le ciliegie del Cile. Per farle arrivare sulle nostre tavole, facendo esplodere di piacere le nostre papille gustative, percorrono la bellezza di 11.968 km di distanza. Percorrere una tratta del genere significa consumare 6,9 kg di petrolio. Non solo: ad aggravare il tutto ci sarà un’emissione pari a 21,6 kg di CO2 (anidride carbonica).

I nostri palati godono, il pianeta piange.

Ma la storia non finisce qui. Se solo venissero acquistati prodotti a km 0, tutti esclusivamente Made in Italy (sinonimo di alta qualità) una famiglia contribuirebbe al risparmio medio di ben 1000 kg di anidride carbonica. Il tutto a favore dell’ambiente e perché no, del nostro magnifico Paese.

“Fare la spesa con attenzione all’ambiente significa anche impegnarsi per il territorio, la cultura, le tradizioni ed i prodotti che rendono il Made in Italy unico e competitivo nel mondo e quindi sostenere l’economia e il lavoro in Italia in un difficile momento di crisi”. Questo lo afferma l’ormai ex Presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo.

Inoltre fare attenzione all’etichetta ci permette di essere consapevoli di cosa stiamo mangiando. Il mercato dei tarocchi è molto più ampio di quello che si può immaginare, generando un giro di affari di oltre 60 miliardi di euro sui mercati mondiali. Tutto ciò è possibile speculando sul nostro Made in Italy e non badando alle contraffazioni dei nostri prodotti. Prestare più attenzione ridurrebbe questo dato scabroso.

TOP 5 CIBI INQUINANTI + 1

Andiamo quindi a dare un’occhiata a questi cinque cibi inquinanti senza farci mancare una, aimè, spiacevole sorpresa.

1. LE CILIEGIE DEL CILE

Come già discusso hanno una distanza di 11.968 km, consumo di petrolio pari a 6,9 kg e un’emissione di CO2 di 21 kg.

2. I MIRTILLI DELL’ARGENTINA

Questi deliziosi frutti di bosco distano 11.178 km per un consumo di 6,47 di petrolio e un’emissione di 20 kg di CO2.

3. GLI ASPARAGI DEL PERÙ

Questa pianta dalla storia millenaria può non piacere a tutti. Questo non ne arresta il processo d’importazione rendendola il terzo cibo più inquinante al mondo. Per arrivare nelle nostre cucine percorre 10.852 km, consumando 6,28 kg di petrolio per un’emissione pari a 19,54 kg di CO2.

4. LE NOCI DELLA CALIFORNIA

Ecco le famose noci della California. Distano 10.497 km, consumano 6,08 kg di petrolio ed hanno un’emissione di 18,90 kg di C02.

5. LE MORE DEL MESSICO

Purtroppo anche questo frutto buonissimo è nocivo per l’ambiente. Distante ben 10.162 km, necessita di un consumo di petrolio pari a 5,88 kg e un’emissione di C02 di 18,30 kg.

INCREDIBILE MA VERO, LE ROSE DELL’ECUADOR

 

rose inquinamento habitante

Shutterstock – Ksenia Ragozina

Impiegano 10.205 km per arrivare nelle nostre case, consumano petrolio a profusione (5,91 kg) e hanno un’emissione gravosa di CO2 (si parla del 18, 38 kg).

Stiamo parlando delle rose dell’Ecuador.

La pianta simbolo dell’amore reca dei danni inimmaginabili al nostro pianeta. E non solo. Coldiretti sottolinea come queste rose siano strettamente collegate a situazioni di sfruttamento del lavoro, nonché a condizioni di rischio per la salute (a causa dei numerosi prodotti chimici con i quali vengono trattati i fiori).

Perciò non solo cibo. Per inquinare il pianeta ci vuole meno di quello che crediamo. Prendersi l’impegno e la briga di difenderlo è compito nostro. Anche rinunciando a qualche pasto sfizioso e regalando una margherita al posto di una rosa.

Non sempre basta il pensiero, alcune volte bisogna agire.

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