Brexit, Londra non fa più parte dell’Unione Europea. Cosa succede adesso

Sono passati tre anni e mezzo dal referendum e la Brexit diventa realtà. Il Regno Unito è il primo  paese ad abbandonare la Ue sua dalla fondazione.

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Chi coinvolgerà la Brexit?

In misura diversa ci riguarda tutti da vicino: aziende, liberi professionisti, studenti, semplici cittadini. Tra non molto, dopo  un  periodo  di  passaggio, nel Regno Unito non sarà più  possibile la libera circolazione delle persone. Questo significa che chi è cittadino  europeo non potrà più andare a vivere e lavorare liberamente nel Regno Unito come era possibile fino a ieri.Probabilmente ci sarà bisogno di un visto sia turisitico che di lavoro. Inoltre si ritornerà al passato:  gli abitanti europei potranno viaggiare verso il Regno Unito solo con il passaporto. La regola vale anche all’inverso: anche i britannici avranno bisogno del passaporto per entrare nell’Unione Euripea  e non avranno più quei vantaggi di essere cittafini comunitari.

Cosa cambia con la Brexit per il passaporto

Dalla giornata odierna il Regno Unito non è poù –  teoricamente nell’area di libera circolazione di persone e merci- Ricordiamo che il paese Uk non ha mai fatto parte della Convenzione di Schengen e dunque era sempre necessario il controllo di documenti di identità in partenza e in arrivo. Fino a oggi anche la Carta di Identità era accettata. Per il 2020, periodo di transizione, la Carta di Identità varrà ancora. Dal 2021, invece, per entrare in UK, a qualsiasi titolo, occorrerà avere un passaporto.

Per entrare nel Regno Unito, dovremo avere il Visto

Sono milioni gli abitanti italiani che si recano in Inghilterra o in varie regioni come la Scozia, l’Irlanda del nord o il Galles o a Londra per un fine settimana. Dal 2021 sarà necessario anche il visto turistico. Anche se saranno visti più facili da ottenere, semplicemente on line, come è possibile già fare oggi per molti paesi stranieri.

Euro o sterline?

Grandi magazzini e nogozi di marchi internazionali consentivano di pagare in euro anche nel Regno Unito sia con contanti che con bancomat/carte di credito. Nei luoghi  turistici erano ammesse entrambe le valute. Dal 1 febbraio 2020 questo non è più possibile. Vengono accettate solo le sterline.

Cosa succede se sei uno studente Erasmus?

Se sei uno studente ti basterà il visto universitario, mentre se vorrai accedere al  programma di scambio universitario chiamato Erasmus potrebbero esserci delle modifiche, e addirittura  potrebbe essere abilito, anche se il Governo inglese ha garantito che ci sarà qualche modalità di scambio tra le università.

E per lavorare in UK dopo la Brexit?

Il cittafino europeo che vorrà lavorare nel Regno Unito dovrà dimostrare di avere un lavoro pagato di almeno 30mila sterline l’anno. Questo vorrebbe essere un freno alla manodopera non specializzata e favorire l’ingresso di lavoratori stranieri qualificati.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo e tu?

  • Il termine BrExit è l’acronimo di Britain Exit ed è utilizzato dai media per indicare la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea
  • Uno studio britannico su un campione statistico della popolazione spiega che i sostenitori dell’uscita  del Regno Unito dalla UE non ammettano la responsabilità umana nel riscaldamento globale e simpatizzino per le teorie cospirative e creazioniste. Lo studio di ComRes è stato condotto su 1.618 persone, equamente divise tra favorevoli e contrari alla BrExit. Queste teorie sono condivise anche da eminenti esponenti della politica britannica. Tra questi l’ex cancelliere Nigel Lawson, l’ex segretario per l’ambiente Owen Paterson e il giornalista Matthew Ridley.

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.