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Bonus stufe a pellet: tutti gli incentivi per passare dal riscaldamento a gas alle biomasse

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Passare dal gas alle biomasse è una delle soluzioni che una serie di agevolazioni fiscali vogliono incentivare. Ecco in cosa consiste il bonus stufe a pellet.

Sono ad oggi disponibili agevolazioni fiscali volte a incentivare il passaggio da impianti di riscaldamento a gas a quelli che usano come combustibile le biomasse. Non solo, è possibile anche accedere a bonus stufe a pellet destinato alla sostituzione di vecchie stufe con altre di nuova generazione. Vediamo nel dettaglio.

Il bonus stufe a pellet prevede un contributo del 65%

Sebbene anche il prezzo del pellet sia anch’esso praticamente raddoppiato in un anno, per contrastare la crisi energetica e risparmiare in termini economici è comunque auspicabile preferire le biomasse per riscaldare le abitazioni nella prossima stagione estiva. La crisi del gas, conseguente dalla guerra tra Russia e Ucraina, porta alla conclusione che utilizzare le biomasse costituisce oggi una validissima opzione. Questo non solo perché costa di meno ma anche perché si tratta di una fonte rinnovabile. 

Il bonus stufe a pellet prevede un rimborso del 65% della spesa sostenuta qualora si vada a sostituire  un impianto di riscaldamento a gas con un altro alimentato a pellet appunto. L’agevolazione è richiedibile al GSE (Gestore Servizi Energetici) poiché è questo a gestire il cosiddetto conto termico. Quest’ultimo vuole, appunto, incentivare tutti quegli interventi volti all’incremento dell’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

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Bonus stufe a pellet: tutti gli incentivi per passare dal riscaldamento a gas alle biomasse – UNSPLASH

Come richiedere l’incentivo?

Per usufruire del bonus stufe a pellet bisogna presentarne domanda online, sul site del GSE, alla fine dei lavori svolti. Alla stessa sarà necessario allegare tutta la documentazione relativa all’installazione del nuovo impianto oltre alle fatture di spesa. L’importo spettante sarà poi accreditato in un’unica soluzione per somme inferiori a 5.000 euro, se maggiori sarà suddiviso in due rate annuali. 

Bonus stufe a pellet fino al 100% in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna

Per coloro che, invece, possiedono già un impianto di riscaldamento a pellet ma essendo questo obsoleto volessero sostituirlo con uno di ultima generazione sono disponibili incentivi a livello regionale. Ad oggi le regioni che hanno reso disponibili agevolazioni ad hoc in tale materia sono il Veneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna. I bonus regionali possono arrivare a coprire anche il 100% della spesa. Ecco il dettaglio dei bonus in ogni regione.

In Veneto il contributo viene fatto variare a seconda dell’importo dell’Isee e anche in riferimento al valore delle emissioni di particolato emesse dall’impianto di nuova installazione. Inoltre il bonus regionale spetta solo a coloro che hanno un Isee non superiore a 50.000 euro.

La regione Lombardia riconosce il contribuito ma lo differenzia a seconda dell’altezza del comune. Perciò nei comuni che si trovano sopra i 300 metri sul livello del mare vengono incentivati anche solo i generatori di calore a 4 stelle, purché con valori di polveri sottili non superiori ai 20 mg/Nm3. mentre nei Comuni più bassi il contributo viene riconosciuto solo per gli impianti a 5 stelle con valori di polveri sottili non superiori a 15 mg/Nm3.

In Emilia Romagna i requisiti sono più particolareggiati. Difatti l’incentivo spetterà a tutti coloro che eseguiranno la sostituzione di un camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia legna/pellet di potenza inferiore o uguale a 35 kWt, con classificazione ambientale inferiore o uguale a 4 stelle, con nuovi impianti a biomassa di potenza inferiore o uguale a 35kWt almeno di classe 5 stelle.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • I dati divulgati da WWF Schweiz dimostrano il diverso carico del riscaldamento sul clima. In particolare è stata valutata quanta CO2 viene emessa dalle diverse tipologie di impianti di riscaldamento domestici, differenziandoli per il combustibile che cui sono alimentati. Il riscaldamento a gas produce mediamente 3650 chilogrammi di CO2 all’anno. Quello a nafta ben 4680 chilogrammi. I pannelli solari combinati con gas in media 3190 chilogrammi. La pompa di calore ad aria 490 chilogrammi, mentre la pompa di calore terrestre 380 chilogrammi di anidride carbonica emessa. Infine il riscaldamento a pellet produce una quantità di emissioni pari a 710 chilogrammi di CO2 all’anno.

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