Raccolta differenziata: gli italiani sono scettici

I dati Istat parlano chiaro: una famiglia su tre è scettica sulla raccolta differenziata. E si sprecano ancora tanti rifiuti che potrebbero essere riciclati, riusati.

Solo due famiglie su tre possono utilizzare i servizi di raccolta rifiuti organici. La causa è spesso l’inerzia dei singoli comuni, che non si danno da fare per mettere a disposizione servizi utili per il riciclo. Solo un quarto delle famiglie si dice soddisfatta del servizio, una su tre a nord. Mentre sono i piccoli ad essere più virtuosi nella differenziazione dei rifiuti.

 

 

Il Nord-est è quello che utilizza meglio la raccolta differenziata, pari al 68,3%. A nord ovest ci si assesta al 64% dei rifiuti urbani,  nel centro Italia si scende al 51%, al sud il 47% e nelle isole appena il 31%, metà di quanto preveda la normativa, anche se dobbiamo dire che è la  Sicilia (dove si differenzia il 21% dei rifiuti), quella che fa scendere il numero percentuale, in quanto la Sardegna raggiunge un buon 63%.

Sono i piccoli comuni a differenziare di più.

Nelle grandi città si spreca di più. Mano a mano che cresce il numero di abitanti di un centro abbiamo una diminuizione della raccolta differenziata sul totale dei rifiuti.

Nei piccoli comuni fino a 10 mila abitanti, si differenzia in media il 61,6% dei rifiuti urbani.  Mentre in grandi città come Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Catania e Cagliari si raggiunge a malapena il 40% di rifiuti riciclati.

Inoltre c’è un dato importante: non tutte le famiglie italiane sono convinte dell’utilità della raccolta differenziata. Il sondaggio Istat dichiara che almeno una famiglia su tre è scettica.

Comuni virtuosi e comuni meno virtuosi

In troppi comuni ancora non si applica una vera e propria politica di differenziazione e riciclo. Tanto per fare un esempio solo il 50% dei capoluoghi ha isole ecologiche mobili. E anche nella organizzazione delle sagre c’è una grossa differenza: l’uso di prodotti biodegradabili o lavabili come bicchieri, posate o piatti si trova  solo in 35 capoluoghi su 109 e quasi tutti si trovano al centro-nord.

Infine, su 109 comuni  solo dieci e tutti al nord (Novara, Brescia, Bolzano, Trento, Vicenza, Belluno, Venezia, Reggio Emilia, Ferrara, Rimini), si sono dotati di cestini rifiuti stradali con apparati di identificazione  e solo 24 utilizzano codici o microchip che identificano ogni sacco o contenitore.

Insomma: la strada del riciclo è ancora lunga e faticosa da percorrere. Almeno in Italia.

 

In copertina: Foto di 9dream studio su Shutterstock

 

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • Il Gruppo Iren, impegnato nella produzione di energia e gestione di servizi,  ha pubblicato un utile guida per apprendere cosa sono i rifiuti e soprattutto come si possono riciclare e smaltire: la potete trovare qui.   

 

Raccolta differenziata: gli errori più comuni

 

 

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