Perché usare un umidificatore per ambienti e quali essenze scegliere

A volte capita di sentire naso e bocca asciutti, di esser colti da un’improvvisa tosse secca, bruciore agli occhi o di avere le labbra particolarmente screpolate. Questo potrebbe essere il segnale di una ridotta percentuale di umidità in casa propria. In questi casi può essere utile un umidificatore per ambienti. Vediamo perché usare un umidificatore per ambienti e quali essenze scegliere.

Perché usare un umidificatore per ambienti e quali essenze scegliere

Diversi studi dimostrano che aumentare l’umidità nell’aria di casa aiuta a migliorare il benessere generale dell’individuo. In particolare migliorerebbe lo stato di idratazione della pelle e la qualità del sonno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità in inverno passiamo circa il 90% del nostro tempo in luoghi chiusi eccessivamente riscaldati, casa propria, ufficio, locali, negozi, ecc.. Questo implica che passiamo davvero molto tempo in luoghi “poco umidi” a scapito del nostro benessere. 

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Ecco perché è importante usare un umidificatore

L’aria secca comporta una serie di effetti negativi sull’uomo, come:

  • Secchezza delle mucose di naso e gola.
  • Secchezza oculare.
  • Pelle secca e labbra screpolate.
  • Allergie.

L’umidificatore aiuta a rendere l’aria dei luoghi chiusi più sana soprattutto nelle case moderne, in cui spesso il riscaldamento non è autonomo e quindi fuori dal personale controllo. Gli effetti benefici dell’avere un umidificatore in casa sono i seguenti: 

  • Migliora l’idratazione della pelle del viso, delle mani e delle labbra.
  • Evita che le vie respiratorie si secchino o si irritino.
  • Evita la proliferazione di batteri e acari, che prediligono gli ambienti secchi.
  • Migliora la qualità del sonno.
  • Migliora, anche, la vita delle piante d’appartamento.

I dispositivi atti ad umidificare l’aria oggi sono dei veri e propri oggetti di design, poco ingombranti, compatti e dalle forme accattivanti. Attraverso gli ultrasuoni questi apparecchi producono una nebulizzazione dell’acqua che si disperde in maniera continua sotto forma di particelle finissime quasi impercettibili. Consumano pochissimo e hanno una lunga autonomia. Sono, inoltre, dotati di una serie di funzioni che possono, in qualche modo, semplificarci la vita:

  • sono dotati di un timer che permette di regolarne il funzionamento;
  • aggiungendo all’acqua delle essenze naturali possono diventare degli strumenti di aromaterapia;
  • sono dotati di luce led con cui è possibile creare un ambiente rilassante, confortevole e piacevole;
  • alcuni fungono anche da ionizzatori, ovvero immettono nell’aria ioni negativi che si attaccano alle particelle di polvere trascinandole verso il basso in modo che non vengano respirate;
  • è possibile dosare l’intensità del vapore;
  • sono dispositivi molto silenziosi
Perchè utilizzare un umidificatore per ambienti e quali essenze scegliere

CREDITS: WWW.PIXABAY.COM

Quali essenze scegliere

L’aromaterapia è da considerarsi un ramo della fitoterapia che usa gli oli essenziali, sostanze volatili e odoranti, a scopo terapeutico. In base all’essenza scelta è possibile rispondere in maniera mirata alle esigenze di un soggetto. Proprio per questo è importante scegliere quella giusta. 

In caso di raffreddore o influenza è bene scegliere un’essenza che abbia proprietà decongestionanti, che aiuti a liberare le vie respiratorie e fluidifichi il catarro. Ne sono un esempio: eucalipto, menta piperita, pino silvestre, mirto rosso e timo.

Se si sta vivendo un periodo particolarmente stressante e si vuole creare un ambiente rilassante è bene optare per: lavanda, cannella, vaniglia e melissa. Mentre in ufficio si consigliano: rosa damascena e sandalo.

Oggi esistono umidificatori piccoli con cavo usb che puoi sempre portare con te e puoi usare sia a casa che a lavoro. Scegli il dispositivo che più ti piace e l’essenza che più risponde alle tue necessità!

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • L’aromaterapia è un rimedio antichissimo, già conosciuto ai tempi degli Egizi, dei Greci e dei Romani che erano assidui consumatori di essenze usate sia per sanificare l’aria che per preparare medicinali.
  • Intorno agli anni venti del XX secolo il chimico francese Renè Maurice Gattefossè scopri, grazie ai suoi studi sulla lavanda, che questa aveva proprietà medicinali e ne testò l’applicazione sui militari feriti della prima guerra mondiale. 
  • Al medico francesce Jean Valnet viene riconosciuta l’opera fondamentale intitolata “Aromathèrapie” pubblicata nel 1964.

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Biologa