L’autosufficienza come punto d’arrivo di un percorso di sostenibilità

Con il fenomeno dell’urbanizzazione e la prospettiva di trovare lavoro più facilmente nelle grandi metropoli, oggi la popolazione vive in un mondo caratterizzato da incertezze e insicurezze sul futuro, anche relative alla disponibilità delle risorse. Per questo è necessario innescare meccanismi di economia circolare in cui l’autosufficienza rappresenta il punto d’arrivo di un percorso di sostenibilità.

Perché l’autosufficienza

Le molteplici crisi in corso continuano a provocare non solo disoccupazione e l’innalzamento dei prezzi dei beni di prima necessità, come il cibo e l’energia, ma anche uno stile di vita più frenetico e di conseguenza più stressato. Quindi, rendersi autosufficienti non è altro che un’iniziativa di buonsenso per giungere ad una vita più sostenibile.

L'autosufficienza percorso di sostenibilità

L’autosufficienza come punto d’arrivo di un percorso di sostenibilità – shutterstock foto Di Konstantin Zaykov

Autosufficienti da alimentazione, salute e energia

Intraprendere un percorso di sostenibilità per attuare un cambiamento nello stile di vita oggi rappresenta una necessità per tutti. Infatti, l’autosufficienza è vista come una risorsa verso un’indipendenza personale. Pertanto, questa è in grado di ristabilire un importante equilibrio nella nostra società in cui tutto è stato portato agli eccessi. I modi migliori per farlo sono:

  • Ridurre i consumi, diventando produttori e non solo consumatori. Coltivare un orto, scegliere i prodotti migliori da raccogliere, e cucinarli per la propria famiglia. Questa, infatti, è una pratica capace di attuare un cambiamento positivo.
  • Apprezzare di più la vita, stando a contatto con la natura. Ci aiuta a ritrovare il proprio benessere psicofisico e a godersi il proprio tempo libero.
  • Scegliere le energie rinnovabili, come quella eolica, solare, geotermica o da moto ondoso per ottenere una rete elettrica auto sostenibile perché la nostra società petrolio-dipendente è minacciata dall’esaurimento dei  combustibili fossili.

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Autoproduzione alimentare 

Oggi è quasi diventato indispensabile trasformare il proprio giardino in un orto, con alberi da frutto e galline. Autoprodurre gran parte del cibo è necessario per riequilibrare il sistema. E ciò significa utilizzare il meno possibile combustibili fossili ed evitare l’utilizzo di concimi chimici e pesticidi per alimentarsi con cibi biologici e naturali.

Salute e benessere psicofisico

Respirare aria buona, bere acqua di sorgente, camminare fra i boschi incantati, riposare all’aperto in un luogo sano e naturale, come ai piedi di un grande albero, sono attività per recuperare l’armonia di corpo, mente e spirito. In medicina l’olismo rappresenta un nuovo traguardo, infatti questa disciplina ha come obiettivo finale uno stato di salute globale in cui fattori biologici, psicologici e sociali sono fortemente interconnessi.

Energia ecologica

Rendere sostenibile la casa grazie alle tecniche di costruzione in bioedilizia, e all’autosufficienza energetica è una delle innovazioni ecologiche che più stanno prendendo piede. Ciò per essere indipendenti dalla rete nazionale grazie alla produzione di energia tramite il sole, l’acqua, il vento e la biomassa. E per costruire abitazioni intelligenti sane e confortevoli al fine di ridurre al minimo il consumo energetico e l’impatto ambientale.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • L’impennata dei prezzi del carburante del 2008 e la successiva crisi finanziaria hanno indotto molte persone a prendere le contromisure per rendersi più autosufficienti. Secondo un sondaggio di ManoMano.it, in collaborazione con la piattaforma YouGov in Italia, il 95% del campione intervistato ritiene prioritario investire in una casa eco-friendly, attenta all’ambiente e con spazi verdi per coltivare autonomamente frutta e verdura. Inoltre, tre italiani su quattro ritengono fondamentale che la casa del 2050 sia completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.
  • Secondo Federalimentare puntare all’autosufficienza è un traguardo suggestivo ma si scontra con vincoli difficili da superare. Infatti, l’agricoltura nazionale tra il 1990 e il 2017 ha perso tra i 17 e i 35mila ettari l’anno di terreni coltivabili. Nonostante l’industria alimentare italiana tutt’ora continui a trasformare circa il 72% della produzione agricola made in Italy.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.