Halloween, origini e tradizioni della festa più spaventosa dell’anno

La festa Halloween nasce in Irlanda al tempo dei Celti. Halloween corrisponde a Samhain, il capodanno celtico.

Il nome Halloween deriva dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, in cui Hallow è la parola arcaica inglese che significa Santo. Si tratta quindi della vigilia dei santi.

Halloween, le origini della festa dei morti

I Celti erano prevalentemente un popolo di pastori e i ritmi della loro vita erano scanditi dai tempi che l’allevamento del bestiame imponeva. Perciò, il loro anno nuovo cominciava il 1° novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda e iniziava la stagione più fredda. Il passaggio dall’estate all’inverno e dal vecchio al nuovo anno veniva celebrato con lunghi festeggiamenti, lo Samhain appunto (pronunciato sow-in), che in gaelico significa “summer’s end”, ovvero fine dell’estate.

La comunità poteva a questo punto riposarsi e ringraziare gli Dei per la loro generosità ed esorcizzare l’arrivo dell’inverno e dei suoi pericoli, appellandosi alla divina provvidenza.

I Celti pensavano quindi che ogni 31 ottobre Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, che vivevano in una zona di eterna giovinezza e felicità chiamata Tir nan Oge, e che potessero unirsi al mondo dei viventi per una notte. Samhain permetteva di esorcizzare la paura della morte e degli spiriti con l’allegria dei festeggiamenti per la fine dell’anno tramite raduni nei boschi e vestiti con maschere grottesche. Si diffuse inoltre l’usanza di accendere fiaccole da di lasciare fuori dalla porta e cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero fatto visita ai familiari per non fare scherzi ai viventi.

halloween 31 ottobre

Foto di Alexander Raths su Shutterstock

I luoghi più paurosi da visitare a Halloween

Per una festa di Halloween da paura e alternativa è possibile organizzare una gita in qualche luogo del terrore. Ecco qualche luogo terrificante da visitare in giro per l’Italia:

  • Il ponte del diavolo a Borgo a Mozzano in provincia di Lucca narra la leggenda di un patto tra il diavolo e il suo costruttore. L’uomo era in ritardo sulla consegna dell’opera e il demonio propose così uno scambio tra il completamento immediato della struttura e la prima anima che lo avrebbe attraversato; alla fine l’uomo lo ingannò facendo passare un animale.
  • Il parco dei mostri di Bomarzo, a Viterbo ospita figure in pietra raffiguranti animali mitologici e mostri terrificanti.  C’è anche una “casa inclinata”, così pendente da provocare un vero senso di disagio quando ci si trova all’interno.
  • La Cripta dei Cappuccini a Roma è decorata con le antiche ossa di circa 4.000 frati, disposte per creare un vero e proprio disegno e una scritta che recita: “Quello che voi siete noi eravamo; quello che noi siamo voi sarete”.
    Poveglia è un’isoletta situata nella laguna veneziana e ha la fama di essere maledetta e si dice che sia ancora teatro di fenomeni paranormali.
  • Il villaggio di Consonno a Lecco è conosciuto anche come la Las Vegas di Italia, ed è stato progettato nel 1962 da un industriale. Nel 1976 una frana isolò il paese dal resto della provincia e trasformandolo in un’inquietante città fantasma.
  • Il villaggio di Craco, in Basilicata è stato completamente abbandonato alla fine degli anni Ottanta dopo alcune frane. Il borgo ha un fascino speciale infatti è stato il set di numerosi film, tra cui “007 – Quantum of Solace” di Marc Forster.
  • Nelle stanze del maniero di Montebello a Rimini, si narra si aggiri lo spirito infelice della piccola Azzurrina, lo spettro di Guendalina Malatesta, scomparsa misteriosamente il 21 giugno dell’anno 1375 all’età di otto anni, mentre inseguiva la palla dalle scale del castello. La piccola era albina, segno, per il tempo, del demonio. La madre provava quindi a tingerle i capelli ma il colore non rimaneva, lasciando azzurra la chioma della bambina.
  • La catacomba Puccini di Palermo conserva circa 8000 mummie, in piedi o distese, vestite di tutto punto e divise per sesso. L’ospedale psichiatrico Antoni di Limbiate, invece, noto come manicomio di Mombello, è considerato uno dei luoghi più spaventosi d’Italia. Abbandonato verso la metà degli anni Settanta, è stata vandalizzata più volte, diventando ancora più spaventosa.

I cibi della tradizione di Halloween

Questa festività però è anche ricca di preparazioni tipiche, dolci e salate. Il tutto con un sottofondo sempre spaventoso.

  • Una ricetta tipica celtica è il colcannon, un piatto a base di patate e verze, cotte con le cipolle nel burro e nel latte. È consumato sia come piatto principale che come contorno per piatti di carne.
  • Il Barmbrack è invece preparato con ingredienti curiosi: un pisello, un bastoncino, un pezzo di stoffa, una monetina e un anello. Chi trova il pisello nella sua fetta non si sposerà entro l’anno; chi trova il bastoncino avrà un matrimonio litigioso; chi invece masticherà il pezzetto di stoffa sarà sfortunato economicamente. La monetina è portatrice di buona sorte e soldi, mentre l’anello farà felici quanti vogliono sposarsi entro l’anno.
  • Altro dolce immancabile la sera di Halloween è la mela candita immersa in uno sciroppo a base di acqua, zucchero e sciroppo di mais e, a volte, coperta di arachidi, aromatizzata molto spesso con cannella.
  • La Pumpkin Pie è un must della tradizione statunitense per la serata di Halloween. Si tratta di uno strato di pasta frolla sopra il quale si adagia una crema di zucca aromatizzata con noce moscata, cannella, chiodi di garofano e zenzero che va accompagnata con abbondanti e generose cucchiaiate di panna montata. Nel Nord America è buona usanza anche mangiare semi di zucca tostati e poi salati e speziati.
  • In Italia in questo periodo non può mancare il pane dei morti, un pane dolce a base di biscotti sbriciolati, uvetta, fichi secchi e cannella. Molto simile è la colva, un dolce a base di grano cotto, uva, fichi e frutta secca. Per non parlare dei tanti dolci a forma di spettri, zucche, streghe o dall’aspetto terrificante.

Ortaggi autunnali: proprietà e benefici della zucca

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • La tradizione di intagliare le zucche e adibirle a lanterne deriva dalla storia di Jack O’Lantern. Egli era un fabbro irlandese ubriacone e taccagno, che incontrò e ingannò, la notte di Halloween, il Diavolo in un pub. Quando Jack morì però, a causa della sua vita dissoluta, non fu ammesso al Regno dei Cieli e fu costretto a bussare alle Porte dell’Inferno; il Diavolo quindi lo rispedì indietro tirandogli addosso un tizzone ardente. Jack se ne servì per ritrovare la strada giusta e, affinché non si spegnesse col vento, lo mise sotto una rapa che stava mangiando. Da allora Jack vaga in attesa del giorno del Giudizio ed è diventato il simbolo delle anime dannate ed errabonde. Quando gli Irlandesi, in seguito alla carestia del 1845, abbandonarono il loro paese e si diressero in America, portarono con sé questa leggenda e, poiché in America le rape non sono così diffuse come in Irlanda, le sostituirono con le zucche creando così quello che è ancora oggi il simbolo più famoso di Halloween.

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