È possibile vivere nel bosco?

In questa società che ci ha abituati a tutti comfort, non è ufficialmente legale vivere nel bosco. Non ci sono leggi che regolano in modo preciso l’abitabilità dei boschi e delle foreste. Ma ci sono alcune opportunità per cambiare vita e scegliere di abitare in zone molto remote e isolate. Quindi, è possibile vivere nel bosco?

Le regole per vivere nel bosco

È possibile vivere nel bosco? – fonte shutterstock foto di kamomeen

Un cambiamento radicale fuori dalla società

Ci sono molte famiglie in Italia che hanno scelto di abbandonare la schiavitù delle zone urbane per trasferirsi in luoghi più isolati e naturali. Ma non è possibile costruire un’abitazione nel bosco, seguendo i regolari permessi. Per prima cosa, dovremmo accertarci che il terreno che vorremmo occupare non sia di proprietà, tenendo però a mente che tutto quello che non è di proprietà privata, è di proprietà statale.

Quindi non esistono le cosiddette “terre di nessuno”, piuttosto esistono molti vecchi ruderi che, chiedendo permessi speciali, potrebbero essere rimessi a norma per l’abitabilità. In questo caso, serve una bonifica del terreno, la cessione (o la vendita) del rudere da parte del proprietario, e la possibilità di mettere a norma le dimensioni delle stanze abitabili.

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Come è possibile vivere nel bosco vivendo di autoproduzione, e organizzare la vita di una famiglia?

Una famiglia che decide di trasferirsi in un bosco è pronta per un cambio radicale della loro vita. Vivranno principalmente isolati e saranno poche le occasioni conviviali alle quali potranno partecipare. Sarebbe un ritorno alle origini che permette un contatto con la natura profondo.

I vantaggi sono molti, partendo dall’autoproduzione di frutta e verdura, che saranno piantumati e raccolti seguendo il flusso naturale delle stagioni. Il bosco offre molto materiale a costo zero sia per la realizzazione dell’orto che per concimazione. Se vicino alla casa c’è una corrente d’acqua potabile, è possibile recuperare da lì la quantità giornaliera necessaria sia per consumo alimentare che per l’igiene personale. Non sarà necessario avere molti cambi d’abito, quindi gli spazi per gli armadi in casa sarà minimo. Per il gas è possibile avere un piccolo impianto a bombole, che però porta con sé qualche rischio.

Quali regali ci può donare un bosco?

Quello che possiamo raccogliere nel bosco sono frutti e funghi, ma attenzione a studiare bene sia quali siano i funghi commestibili, sia come cucinarli.

I frutti di bosco fanno da padrone, ma anche castagne e licheni da cui produrre farina. Per gli appassionati di raccolta, esiste il Foraginguna nuova cultura di raccolta di cibo naturale, gentilmente offerto dal bosco e dagli ambienti naturali.

Per addentrarsi in questo mondo è bene studiare in maniera meticolosa quali sono le piante e i fiori commestibili e in quale modo consumarle. Si tratta di un’attività molto interessante, svolta nel totale rispetto della natura e che ci riconnette ad essa in modo molto profondo.

Le regole per vivere nel bosco

È possibile vivere nel bosco? – shutterstock foto di superelaks

Crescere i bambini nel bosco a contatto con la natura

La genitorialità in questo ambito si spacca a metà: tutti siamo d’accordo che per i bambini la didattica sia fondamentale, ma per chi decide di crescere i propri figli nel bosco ci sono delle alternative.

Se i genitori hanno i requisiti necessari, quindi almeno il diploma di scuola superiore, è possibile impostare un programma didattico a casa fino alla quinta elementare. Per poter proseguire gli studi delle scuole medie inferiori, almeno uno dei due genitori deve avere una laurea, e possono procedere con il programma dopo essersi ben informati sulla formazione parentale. I genitori hanno l’obbligo di dichiarare alla scuola che saranno loro ad occuparsi dell’educazione dei figli, ma i bambini saranno obbligati a sostenere un esame a scuola che li autorizzi al passaggio all’anno successivo.

Cicogna, il paese di 17 abitanti che vivono in mezzo alla natura

Cicogna (Cossogno), è l’unico paesino abitato di tutta la Val Grande, precisamente nella Val Pogallo. In questo minuscolo paese vivono solo 17 persone, che hanno ripopolato questo borgo stufe della vita di città.

La rete internet è presente solo nella piazzetta del paese, e sono presenti solo quattro ragazzi in età scolastica. Per loro la sveglia suona molto presto al mattino e la scuola più vicina si trova a Fondotoce, a circa 16 km. La scelta che hanno fatto queste famiglie provenienti sia dalla provincia di Milano che da quella di Varese, è stata calibrata proprio sulla necessità di far crescere i loro figli in un ambiente sano e trasmettere i forti valori della vita più a contatto con la natura.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il MIUR ha registrato per l’anno scolastico 2019 (quindi prima della pandemia) circa 1000 studenti che non frequentano la scuola ma hanno una didattica a cura familiare.
  • Secondo l’ultimo rapporto delle Nazione Unite, la percentuale di popolazione mondiale che ha scelto di vivere in campagna è più bassa di quelli che scelgono una vita urbana.
  • In Italia, circa il 61% degli abitanti sogna una vita ai confini delle grandi città, e una seconda casa al mare o in campagna dove ricaricarsi.

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Appassionata da sempre di animali, con il sogno di vivere in mezzo a loro, credo negli alberi e nella magia del bosco, credo alle mani forti e gli occhi pieni. Camminare scalza nei prati è una delle mie più grandi passioni. Scopro il mondo della cinofilia nel 2016, e inizio un percorso di formazione che è ancora in atto. Proprio grazie ai cani, incontro Sonia Carrera e le sue adorabili spitz, e così nasce la collaborazione con Habitante, grandissima fonte di ispirazione e spinta a mettermi in gioco.