Coronavirus: il video di Tgr Leonardo che ha dato il via alle ipotesi strampalate dei complottisti

“Scienziati cinesi creano supervirus polmonare da pipistrelli e topi. Serve solo per motivi di studio ma sono tante le proteste”

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Si tratta del titolo controverso del servizio montato da Tgr Leonardo, mandato in onda nel 2015. Si parla di un esperimento che è stato tentato collaborando con l’Accademia delle scienze cinese e l’università della North Carolina, cui partecipò anche l’università di Wuhan. Nella città epicentro dell’attuale pandemia esiste infatti un laboratorio di massima sicurezza (classificato come P4). Ovviamente, come sempre accade da qualche tempo, sono partite ipotesi complottiste che hanno portato anche un paio di esponenti del parlamento italiano a credere e a diffondere la bufala.

Il fatto che conosciamo i suoi geni in ogni dettaglio, proprio perché lo studio è stato pubblicato, permette a qualsiasi scienziato di dimostrare che non c’è somiglianza con il genoma del coronavirus attuale.

Perché si studiano i virus in laboratorio?

Per lo stesso motivo per cui in questo momento vi starete chiedendo:    “quando arriverà un vaccino per il Covid-19?“.

Per dirla con uno slogan pubblicitario: no sperimentazione, no vaccino!

Se non  ci credete guardate quanti studi sono stati pubblicati (qui visibili su  Google Scholar) su questa ricerca che sta facendo tanto discutere.

Personalmente una idea del perché certi complotti tendano ad affascinare le persone e le portino a diffonderli ce l’ho. La potete leggere  qui.  Ma non sono ne uno psicologo ne un sociologo e dunque lascio a voi le conclusioni.

L’ipotesi fu smentita perfino da Nature

Una delle più importanti riviste scientifiche mondiali, Nature Medicine, ha smentito categoricamente ogni connessione e ha dimostrato che  l’attuale coronavirus ha origine naturale, non di laboratorio. “The proximal origin of SARS-CoV-2” è stato pubblicato da un team di scienziati internazionali in cui non  figura – giusto per smentire le teorie dei  complottisti – nessuno scienziato cinese.

Purtroppo non è stato sufficiente. Il video di Tgr Leonardo è rimbalzato, negli ultimi giorni, su tutti i  social come fosse una verità tenuta nascosta. Che poi tanto nascosta neppure lo è, dato che il  video è disponibile sul sito Rai. L’ipotesi complottista  è finita ad esempio sul canale  twitter di Matteo Salvini.

Chiunque può verificare i dati, basta avere una laurea in materie  scientifiche e conoscere  i  metodi della ricerca. E no: le lauree prese su Facebook o su Google non valgono!

Ecco  perché ci affidiamo a specialisti. Se abbiamo un dolore a una gamba ci affidiamo a un bravo medico ortopedico. Che ha studiano per almeno una decina d’anni e poi condotto continue ricerche che continueranno per tutta la sua vita professionale  Non possiamo pensare facendo una semplice ricerca su Google di diventare esperti su qualsiasi argomento. Provate ad operare una persona di una semplcie appendicite soltanto seguendo  le istruzioni che trovate su Google. Ammesso che la persona vi  dia il permesso di mettere le mani su di lei. E non veniate arrestati per esercizio abusivo della professione medica.

“Un virus naturale e uno creato in laboratorio sono perfettamente distinguibili”, afferma Fausto Baldanti, virologo dell’università di Pavia e del Policlinico San Matteo. “L’esperimento del 2015 è avvenuto sotto gli occhi di tutti. Il genoma di quel microrganismo è stato pubblicato per intero. E non è lo stesso del coronavirus attuale”. Del microrganismo che circola oggi abbiamo ormai sequenziato un migliaio di genomi: a circa trecento sta lavorando lo stesso Baldanti, in collaborazione con il Niguarda.

L’esperimento del 2015, pubblicato su Nature Medicine (primo autore Menachery, ultimo Baric), viene descritto così dal servizio del Tgr Leonardo: “Gli scienziati prendono una proteina dai pipistrelli e la inseriscono sul virus della Sars ricavato dai topi, rendendolo capace di trasmettersi all’uomo”.

La stessa rivista Nature si è affrettata mercoledì ad aggiungere a quell’articolo un commento: “Ci risulta che questa storia viene usata per far circolare teorie infondate che il nuovo coronavirus che causa Covid-19 sia stato ingegnerizzato. Non esiste evidenza che questo sia vero”.

La smentita di Nature: Covid-19 non ha alcuna connessione con  la prima Sars

L’esperimento del 2015, pubblicato su Nature Medicine (primo autore Menachery, ultimo Baric), viene descritto così dal servizio del Tgr Leonardo: “Gli scienziati prendono una proteina dai pipistrelli e la inseriscono sul virus della Sars ricavato dai topi, rendendolo capace di trasmettersi all’uomo”.

Secondo il parere di Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, “il virus attuale non deriva né dalla prima versione della Sars né tantomeno dai topi, per cui non può essere in nessun modo il virus creato nel laboratorio cinese di cui si parla nel servizio”.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo, e tu? 

  • Consigliamo i  lettori di affidarsi sempre a fonti certe per verificare una   notizia. Nonostante tutte le precauzioni, i “messaggi virali” che diffondono Fake News continuano a inquinare la rete. Per verificare se una notizia è autorevole, verificare per esempio se il sito web o la pagina social che la pubblica è rifibile a un ente scientifico o a un ricercatore scienticifico che ha pubblicato su riviste scientifiche studi vicini allo stesso argomento, utilizzando ad esempio https://scholar.google.it/

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Iscritto all’ordine dei giornalisti del Piemonte, inizia la sua attività come Web Specialist nel 1996 presso il Politecnico di Torino, durante il quale svolge le sue prime docenze alla Facoltà di Architettura, all’Università di Torino e all’Università Statale di Milano su materie legate alla comunicazione digitale e alla progettazione CAD architettonica. Si occupa da un ventennio di divulgazione scientifica. È direttore responsabile di habitante.it, content farm digitale che si occupa di marketing e comunicazione, nata da un progetto ideato per supportare l’Osservatorio sulla Casa di Leroy Merlin Italia e sviluppato insieme a Unione Nazionale Consumatori.