Alla scoperta della Valle d’Aosta, tradizioni e numeri della regione più piccola d’Italia

L’Appuntamento con l’Abitante Viaggiatore oggi vi accompagna in un viaggio alla scoperta della Valle d’Aosta: scopriamo insieme i numeri sugli abitanti, le città e le tradizioni più affascinanti di questa piccola regione ricca di paesaggi mozzafiato tra vette innevate, boschi e prati fioriti.

 

Gli abitanti e le imprese della Valle d’Aosta

La Valle d’Aosta è la più piccola tra le regioni italiane per superficie, la sua densità abitativa è di 39 abitanti per km² ed è composta da 74 comuni ed un’unica provincia.

Una piccola regione con un numero proporzionale di imprese registrate, tra queste la distilleria Alpe che opera da più di 60 anni nella produzione di liquori tipici e grappe della Valle d’Aosta, Alpenzu, che produce specialità alimentari locali seguendo ricette antiche ricette. Ed anche il Salumificio Maison Bertolin, che produce salumi con ricette tradizionali, Feletti specializzata nel settore della produzione e vendita di prodotti dolciari e nella produzione di cioccolato ed Emporio Artari specializzata nella produzione di caffè. E poi la Grivel Srl che produce attrezzature ed equipaggiamenti per alpinismo, arrampicata ed outdoor, e la E-CO Electric & Hybrid Drive Company un’azienda partecipata dal Politecnico di Milano, attiva nello sviluppo di sistemi innovativi di elettromobilità a ricarica veloce, con particolare riguardo ai sistemi di trasporto pubblico locale.

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Aosta

La città non è solo bella per i paesaggi montani che la circondano, ma è anche un’interessante città d’arte. Antica colonia dell’impero romano conserva un ricco patrimonio di monumenti di quest’epoca, ma anche lasciti medievale come chiese, conventi, forti e castelli che costellano i suoi dintorni. Il cuore della città è Piazza Chanoux, circondata da palazzi storici e dalle Alpi, qui si trova l’Alpino, monumento al soldato valdostano realizzato nel 1924. Da ammirare la facciata del Municipio, con ricche decorazioni sul frontone e due fontane che rappresentano la Dora Baltea e il torrente Buthier, lo storico Caffè nazionale, nato intorno al 1815 sui resti del Convento di San Francesco, e l’ Hôtel des États, che risale al 1730, famoso perché era la sede del parlamento locale. Tra le opere lasciate da i romani l’Arco di Augusto, costruito nel 25 a.C. per festeggiare la vittoria contro i Salassi, la Porta Praetoria e  il maestoso Teatro Romano, con una facciata alta 22 metri. Ma anche il Ponte Romano e l’area funeraria di Porta Decumana, dove sono visibili tre mausolei costruiti nel IV secolo, oltre ai resti di una basilica paleocristiana. Altro monumento rappresentativo della città è il Criptoportico forense, un luogo interpretato come una sorta di cerniera tra l’area sacra e i relativi edifici templari ed la pubblica piazza. Per scoprire la storia più antica della regione da visitare il MAR – Museo Archeologico Regionale. Mentre l’edificio religioso più importante e più antico di Aosta è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che custodisce diverse opere di pregio, al suo interno si trova anche il Museo del Tesoro della Cattedrale. Da visitare anche la collegiata e il chiostro di Sant’Orso, un complesso di edifici religiosi del V secolo, e la Basilica Paleocristiana di San Lorenzo.

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Nei dintorni di Aosta si possono fare escursioni e passeggiate seguendo i percorsi di montagna, sciare e dedicarsi agli sport invernali, come ad esempio a Courmayeur, ma anche visitare luoghi come il Forte di Bard, che si trova lungo la Via Francigena. Un luogo di difesa attivo già dal VI secolo d.C., che ospitava sessanta soldati che difendevano i confini dell’Impero Romano. Ricostruito dopo la distruzione di Napoleone nel 1830, oggi è possibile visitarlo e seguire un percorso storico con filmati 3D che raccontano la storia del Forte. Al suo interno si trova anche il Museo delle Alpi, dove sono allestite mostre e laboratori multimediali dedicati ai ragazzi. Mentre a Villa Montana, nei pressi del castello di Fénis, il MAV – Museo dell’Artigianato Valdostano, il museo dedicato all’artigianato locale. Da visitare anche l’Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans con il museo e parco archeologico, il Castello Gamba che ospita un percorso espositivo che si snoda attraverso 13 sale, in cui sono esposte oltre 150 opere tra dipinti, sculture, installazioni, raccolte grafiche e fotografiche, appartenenti ad una collezione regionale che va dalla fine dell’Ottocento fino ai nostri giorni. Ed anche l’Osservatorio Astronomico della Regione e il Planetario a Lignan, l’unico osservatorio astronomico regionale in Italia ad aver stretto un accordo pluriennale per attività di ricerca, didattica e divulgazione con l’INAF, l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

I parchi della Valle d’Aosta

Una regione che sorge tra il Monte Bianco, il Monte Rosa, il Cervino e il Gran Paradiso, quattro cime coperte da nevi perenni. Tra valli e prati che fioriscono durante l’estate, torrenti, cascate e foreste. Qui si trovano il Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove vivono protette molte specie di animali, come stambecchi, camosci, marmotte e aquile reali, il Parco regionale del Mont Avic e nove riserve naturali.

Le eccellenze della Valle d’Aosta

Tra le specialità della Valle d’Aosta quelle che hanno ottenuto il riconoscimento “Denominazione di Origine Protetta”: la Fontina, il Valle d’Aosta Fromadzo, formaggio preparato con latte vaccino di due mungiture, al quale è possibile aggiungere piccole quantità di latte caprino, il Jambon de Bosses, prosciutto crudo speziato con erbe di montagna, prodotto a 1600 metri, e il Vallée d’Aoste Lard d’Arnad, un prodotto che si ottiene dalla lavorazione della schiena del maiale, sgrassata e squadrata, che viene fatta maturare nei “doils”, antichi recipienti in legno di castagno o di rovere.da gustare in abbinamento con i migliori vini DOC della Valle d’Aosta. Una regione che ha anche una grande tradizione artigianale come la lavorazione del legno per realizzare strumenti di lavoro, oggetti per la cucina, per gli animali, calzature e giocattoli, abbelliti da intagli. Ed anche la lavorazione della pietra ollare, una roccia tenera, di colore grigio-verde, diffusa in bassa Valle d’Aosta e nelle valli di Champorcher, Valtournenche, Val d’Ayas. Le pantofole di stoffa, dette sock o pioun, caratteristiche della valle walser di Gressoney e la  grolla, un calice da vino con coperchio, ricavato da un pezzo di legno pregiato, realizzata al tornio e successivamente decorata a mano.

La cucina locale

La cucina valdostana offre diversi piatti gustosi a base di fontina, come la fonduta, la polenta concia, polenta di farina gialla al forno con fette di fontina e burro fuso. Poi la Seupa à la Vapelenentse, un tipico piatto contadino a base di pane bianco raffermo e fontina tagliati a fette, disposte l’una sull’altra e successivamente bagnate con del brodo, coperte di burro fuso con una spolverata di cannella e successivamente messe a cuocere in forno. Le Costolette alla valdostana. Da provare anche il Civet di camoscio, le tegole a base di mandorle e ricoperte di cioccolato, e il Blanc-manger, budino con vaniglia, panna e zucchero, il Génépy, liquore tipico, e il caffè alla valdostana, con zucchero, scorze d’arancio e limone, che si beve dopo aver acceso il fuoco al caffè infuso e grappa.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La Valle D’Aosta è una regione che celebra molte sagre e feste tradizionali. soprattutto legate alle stagioni dell’agricoltura, ai prodotti tipici e alle radici della cultura contadina. Tra queste la Battaglia delle Regine, che vede lotte cruente tra bovine valdostane, alla fine delle quali viene eletta la Regina Assoluta.

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