Alla scoperta della lenticchia di Castelluccio IGP

La passione per i prodotti genuini e per le tradizioni della nostra terra ci ha portato nel cuore dei Monti Sibillini, in Umbria, più precisamente a Castelluccio, frazione del comune di Norcia, famosa per la fioritura e per le sue gustose lenticchie.

Intervista al giovane imprenditore Antonio Barcaroli

In cerca di scoprire tutti i segreti di questo antico legume abbiamo intervistato Antonio Barcaroli, giovane imprenditore 29enne che a Castelluccio è nato e cresciuto portando con se più di 100 anni di storia e tradizioni: Antonio ha infatti proseguito l’azienda agricola avviata da suo nonno e poi diretta dal padre che fu anche fondatore della “Cooperativa della lenticchia di Castelluccio”.

Antonio Barcaroli

Antonio Barcaroli

Ci piace dire che Antonio ha il merito di non essersi mai arreso di fronte alle grandi difficoltà causate dal terribile terremoto del 2016 ( Castelluccio venne praticamente distrutta)  e lo ringraziamo per aver contribuito a non interrompere una tradizione cosi importante. Oggi è il proprietario dell’azienda agricola LA MONTAGNOLA e porta i suoi prodotti in tutta Italia nelle fiere ma anche on line.

Antonio  ci puoi dire in cosa si differenzia il nostro legume dalle altre lenticchie?

“Bhe la prima differenza è legata all’altitudine della semina, ovvero 1452 mt sopra il livello del mare, dove il Tonchio  – piccolo parassita che si nutre di legumi – non attacca la pianta che quindi non ha necessità di trattamenti chimici. Le lenticchie di Castelluccio sono rotonde e soprattutto sono le più piccole che esistono; hanno anche una buccia sottilissima ma molto resistente che permette una cottura senza ammollo di circa 25 minuti senza che la stessa buccia si stacchi.

Quali benefici per la salute da questo legume?

Tanti; la ricchezza di proteine nobili prima di tutto – non a caso un tempo veniva considerata la carne dei poveri. ( ricordiamo che le proteine nobili sono quelle ricche di aminoacidi essenziali che il nostro organismo non produce da solo ). Poi troviamo ferro, fibre, fosforo e potassio con elevate proprietà antiossidanti.

Sappiamo che la presenza della lenticchia a Castelluccio ha origini antichissime che risalgono agli albori della civiltà agricola umbra; le tecniche di produzione sono cambiate in tutti questi secoli? 

No, Seminiamo la lenticchia alla stessa maniera dei nostri avi, abbiamo solo sostituito buoi e muli con trattori e carri.

Ci puoi spiegare brevemente le fasi della produzione dalla semina alla raccolta?

Appena la neve si scioglie, cominciamo l’aratura dei campi che poi vengono seminati. Fino al momento della raccolta la lenticchia non ha bisogno di niente al di fuori dell’acqua. A fine luglio – metà agosto si falcia con le “motorette”, si ranghina creando dei filoni e  poi si trebbia. Avremo il nuovo raccolto a seguito della pulitura tramite appositi macchinari.

Alcuni testi parlano di riti propiziatori a favore dei raccolti da parte degli anziani, contro tempeste, siccità e cavallette: esistono ancora, sono scomparsi o sono solo leggende?

Beh oggi no, ma un tempo a fine giugno si faceva un pellegrinaggio a Norcia nella Chiesa di Santa Scolastica e si invocava la Santa affinché facesse piovere sulla “lenta”.

Hai qualche aneddoto da raccontarci per portarci dentro la tradizione?

Vi racconto questo che mi ricorda nonna Maria: “ Nel periodo della “carpitura”, che era affidata alle sole donne chiamate “ carpirin”, si usciva presto la mattina per andare nei campi a “carpire la lente”. Si usciva alle 5.00 del mattino e io ero smanioso di andare a  fare tutti i mucchietti con le piantine di lenticchia estirpate.  Successivamente passava il carro sul quale si caricavano questi mucchietti per portarli all’aia: io dovevo assolutamente salirci sopra perché tutti i miei cuginetti più grandi ci salivano ma io avevo solo 5 anni e il carro era alto 3 mt. Sono momenti della tradizione che ricordo con grande gioia.

Abbiamo origliato da qualche parte che tua madre è una delle cuoche di lenticchie più brave; a questo punto ti chiediamo se c’è un  segreto per fare una zuppa perfetta e se ci regali anche una bella ricetta .  Un segreto c’è, ma  se ve lo dico non è più segreto! Tuttavia almeno una ricetta esclusiva per voi, della nostra tradizione, by Ida Lanzi sono riuscito a fargliela tirar fuori.

Noi ringraziamo tantissimo la Sig.ra IDA LANZI e regaliamo ai nostri lettori una ricetta tradizionale che porterà nelle vostre case il sapore e l’aroma di un luogo di grande fascino: Castelluccio di Norcia.

ZUPPA DI LENTICCHIE BY IDA LANZI

Dopo aver sciacquato le lenticchie di Castelluccio IGP, mettiamole  a cuocere in una pentola ricoperte  per  2 dita di acqua fredda, aggiungiamo uno spicchio d’aglio e una costa di sedano, un pugnetto di sale e due cucchiai di passata di pomodoro.

Facciamo cuocere per 25/30 minuti e nel caso l’acqua  si ritiri troppo rimbocchiamo con dell’altra, facendo attenzione che sia calda altrimenti le lenticchie “intercuocciono” (come dice la Si.gra Ida )cioè diventano dure. Facciamole bollire finchè il liquido di cottura non diventa denso e cremoso – nel frattempo prepariamo qualche bruschetta con il pane casareccio, impiattiamo, tuffiamo dentro le bruschette e decoriamo con un filo d’olio. Questo è il piatto originale…per chi ama le salsicce può a metà cottura farcele bollire dentro e ottenere un piatto più saporito.

ABBINAMENTO

Nel caso della sola zuppa di lenticchie, l’abbinamento più adatto è quello con un vino frizzante bianco o rosato ma perché no anche uno spumante o un prosecco. Questo perché la lenticchia è un legume povero di grassi ma come abbiamo visto  ricco di proteine nobili, carboidrati e amido. Questi ultimi conferiscono un sapore tendente al dolce che si sposa benissimo con la freschezza delle bollicine. Se al nostro piatto aggiungiamo le salsicce ( o comunque carne ) allora abbiamo bisogno di più corpo quindi meglio un Lambrusco ( famosissimo l’abbinamento delle lenticchie e cotechino con il Lambrusco di Sorbara ma anche con il Grasparossa di Castelvetro) oppure un rosso fermo ma comunque poco tannico.

Non dimentichiamo però che c’è un altro interessante accostamento che possiamo fare  – quello con la BIRRA: ma non una birra qualsiasi , la Birra Artigianale “ + 1452” con acqua, malto d’orzo, luppolo, lievito, lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP (4%).  – è proprio cosi,  una birra fatta con la lenticchia di Castelluccio.

Perché a Capodanno si mangiano le lenticchie?

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La lenticchia è originaria dell’Asia Minore, pianta nota all’umanità da millenni e ricordata anche nella Bibbia. Sono stati ritrovati semi in tombe neolitiche datate 3000 a.C.
  • La Lenticchia di Castelluccio di Norcia IGP ha una storia tra le più antiche. Le tecniche di produzione sono le stesse utilizzate sin da tempi antichi.

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it

Post Tags
Share Post
Written by

Imprenditrice, laureata in lettere moderne, iscritta all’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria e grande appassionata di enogastronomia, mi piace mettere i miei interessi al servizio degli altri. Il politico e gastronomo francese Jean Savarin diceva “l’animale si nutre, l’uomo mangia e solo l’uomo intelligente sa mangiare”; in questa frase secondo me è racchiuso un po’ il segreto della felicità: se l’uomo intelligente sa mangiare è vero anche che mangiare bene rende l’uomo intelligente e quindi capace di pensare e fare bene. Il cibo è senza dubbio la via maestra per un proprio benessere anche interiore ma bisogna scoprirne le profondità.