Le alternative alla casa di riposo: ecco quali sono

Molto spesso ci si trova a dover cercare una soluzione per il proprio genitore, nonno o zio anziano non più completamente sufficiente e di cui non ci si può occupare personalmente. Una casa di riposo potrebbe essere la prima cosa che viene in mente, ma non è affatto l’unica soluzione possibile. Esistono, infatti, delle valide alternative alla casa di riposo.

Le alternative alla casa di riposo: ecco quali sono

La casa di riposo sembra, inizialmente, la soluzione più allettante per la maggior parte delle famiglie italiane. I costi in genere sono relativamente bassi, quindi, la scelta sembrerebbe vantaggiosa. In realtà, però, dopo poco i familiari si accorgono che in queste strutture non sempre l’assistenza risulta ottimale, il personale spesso risulta limitato rispetto agli ospiti della struttura da seguire. Per di più, alle volte il personale non possiede competenze socio-sanitarie adeguate e ciò contribuisce allo scontento delle famiglie e degli stessi assistiti. Queste problematiche possono essere risolte a monte optando per alcune alternative alle classiche case di riposo.

Colf o badante, quali sono le differenze?

Badante

Una delle alternative più gettonate è quella di assumere una badante. Questa figura può essere convivente oppure no, a seconda del tipo di assistenza di cui la persona anziana ha bisogno. Nella maggior parte dei casi quando si richiede questo tipo di assistenza lo si richiede giorno e notte, quindi la professionista vivrà al domicilio dell’assistito.

Questa opzione permette all’anziano di continuare a vivere all’interno della propria abitazione, magari vicino amici e parenti, in un luogo a lui caro e in cui si sente al sicuro. La badante, nello specifico, offre assistenza relativa alla cura dell’ambiente domestico; alla cura e all’igiene della persona che in molti casi non è più autonoma; offre supporto a livello emotivo e sociale; assiste la persona nella somministrazione di alcuni farmaci e pratiche sanitarie. 

Alternative alla casa di riposo badante cohousing RSA

Le alternative alla casa di riposo: ecco quali sono – Shutterstock.com

Cohousing

Con il termine cohousing (in italiano coresidenza) si definiscono degli insediamenti abitativi composti da alloggi privati corredati da ampi spazi comuni, coperti e scoperti, destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i cohousers, ovvero i coresidenti.

Vivere in cohousing significa vivere secondo uno stile di vita qualitativo, in equilibrio tra l’autonomia della casa privata e la socialità degli spazi comuni, all’interno di luoghi. Proprio per questo si può pensare al cohousing come ad un’alternativa alla casa di riposo, quindi un luogo in cui l’anziano non è da solo ma è come se vivesse in una affiatata comunità.

Vivere in cohousing per l’anziano significherebbe avere sempre a disposizione specialisti, ottimizzandone l’impiego. Non di meno conto è il risparmio in termini di spese mediche che ne risulterebbe grazie, appunto, alla possibilità di aggregare la domanda di servizi. Infine questa alternativa alla casa di riposo promuove un invecchiamento attivo e l’inclusione sociale degli anziani.

Quanto spendono gli italiani per l’assistenza agli anziani?

Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA)

Le RSA sono strutture socio-sanitarie dedicate ad anziani non autosufficienti, che necessitano di assistenza medica, infermieristica o riabilitativa, generica o specializzata. Una delle sostanziali differenze tra casa di riposo ed RSA risiede proprio nel personale, in queste ultime è prevista la presenza di un medico 24 ore su 24, un terapista ogni 40 ospiti e un infermiere ogni 5.

Proprio per il presupposto che gli ospiti della residenza sanitaria assistenziale non sono autosufficienti, è necessaria la costante presenza medica ed infermieristica, oltre che un aiuto continuativo per garantire lo svolgimento delle attività quotidiane, come per l’igiene personale. Questa alternativa è da preferire, quindi, quando il proprio parente si trova in condizioni di salute non ottimali. La scelta delle RSA permette di essere, in un certo qual senso, più tranquilli in merito alla salute dell’anziano.

 

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?
  • Secondo un recente studio pubblicato dal Censis in Italia ci sono un milione e 655 mila badanti. Il 77,3% di esse sono donne straniere di età compresa tra i 36 e i 50 anni.
  • I dati Istat affermano che sono 13,8 milioni gli anziani in Italia, l’indice di vecchiaia per l’Italia nel 2019 dice che ci sono 173 anziani ogni 100 giovani.

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Written by

Biologa