Feng Shui: la scienza orientale dell’abitare

The home should be the treasure chest of living. La casa dovrebbe essere lo scrigno del tesoro del vivere (Le Corbusier)

Il Feng Shui è una antica disciplina cinese e tibetana che significa letteralmente “vento e acqua”. Una raccolta di pratiche millenarie che interpretano forme e spazi interni degli edifici, allo scopo di evitare gli influssi negativi a tutto vantaggio del benessere psicofisico dell’individuo.

Parliamo di una disciplina di oltre cinquemila anni che ha nel Ka-so il corrispettivo giapponese. Prima che scienza e logica elaborassero metodi analitici per rispondere alle domande fondamentali sulla natura, gli esseri umani si affidavano al buon senso,  all’osservazione e all’intuizione.

Vento e acqua sono, in effetti, gli elementi  che determinano la presenza o meno della vita su tutta la superficie terrestre. Le più grandi civiltà, come quelle dell’antico Egitto o della Mesopotania,  si sono sviluppate proprio vicino ai corsi d’acqua e in presenza di clima con venti calmi e tranquilli.

La scientificità del Feng Shui

È stato accertato che un uso appropriato di colori, illuminazione, forme degli elementi di arredo può migliorare la socializzazione e la produttività, rendere più gradevole la permanenza in un’aula studio o in un luogo di lavoro e migliorare  anche l’apprendimento.

I diversi metodi applicativi che il Feng Shui e la sostenibilità Ambientale offrono diventano strumenti fondamentali per la creazione di un corretto equilibrio tra ambiente/natura e ambiente/uomo. Architettura intesa non come supremazia dell’essere umano sulla natura, ma piuttosto come forma visibile di una perfetta armonia fra loro, che ne esalti le sinergie.

 

In  Italia il Primo Congresso Internazionale di Feng Shui Scientifico e Sostenibilità Ambientale è stato organizzato con il patrocinio del Politecnico di  Torino.

 

Allo stesso modo, tutti  gli esseri umani  percepiscono i cinque elementi: fuoco, terra, metallo, acqua e legno. Sono integrati nella nostra esperienza tanto che diventano gli ingredienti principali per descrivere un ambiente nel  suo equilibrio o disequilibrio.

La conoscenza dei principi del Feng Shui consente di risolvere qualsiasi problema abitativo ricavando da ogni situazione il massimo risultato con il minimo sforzo, a tutto vantaggio del benessere psicofisico dell’individuo.

Il Feng Shui riconosce una serie di situazioni ambientali e di elementi abitativi ritenuti favorevoli e situazioni più o meno sfavorevoli. Queste attribuzioni non sono arbitrarie ma, secondo determinate regole, seguono la logica dell’armonico equilibrio tra uomo e ambiente circostante, determinandolo in positivo e risolvendone gli aspetti negativi. L’abitazione deve essere degno tramite fra noi e ciò che ci circonda e questa relazione non può che trarre beneficio applicando i principi del Feng Shui.

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Due esempi facili: le porte 

La porta di ingresso è l’elemento attraverso cui il Ch’i (“soffio cosmico” o “energia vitale”) entra nella casa. Per tale motivo è necessario studiarne attentamente la posizione. Scopo del Feng Shui è armonizzare il flusso del Ch’i, cioè ristabilire equilibrio  tra Yin e Yang nell’ambiente, nell’individuo e nella sua dimora.

1. Porte che “sfuggono” al controllo

Per percepire l’ambiente in cui abitiamo come sicuro e accogliente dobbiamo poterci rilassare completamente.
Non vedere la porta della camera da letto mentre riposiamo, leggiamo o dormiamo genera una situazione di stress, di scarso controllo sull’ambiente. Sentire, ad esempio, i  passi di una persona  che entra senza poterla vedere o dovendo saltare sul letto o ruotare per più di 30° per capire chi sia colui che genera il rumore,  ci mette ansia. In disposizioni come quella della seguente  foto l’unica soluzione potrebbe essere spostare il letto per ottenere una visuale netta della porta. O al limite collocare uno specchio  di fronte alla porta che permetta di inquadrarla dal punto in cui siamo sdraiati.

 

Foto di Photographee su Shutterstock

Foto di Photographee su Shutterstock

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2. Troppe porte

Se potete permettervi di intervenire nella struttura di un ambiente, assicuratevi che le porte  non siano concentrate in un solo spazio. Troppe porte in una stessa stanza creano una  tensione che  può portare effetti indesiderati. Esiste infatti anche un Ch’i negativo  (Sha Ch’i) dovuto alla mancanza di equilibrio tra  Yin  e Yang. Lo Sha Ch’i produce effetti negativi in un sito o un ambiente interno.

Se però non potete  intervenire sulla struttura, potete usare un  trucco percettivo. Collocate degli  “indizi” che suggeriscano  che cosa si trova al di là di ogni porta. Non cartelli come quelli dei bagni pubblici. Ma qualche simbolo come ad esempio  un vaso con   erbe aromatiche per la  cucina, la foto di  un neonato per la nursery oppure dipingendo le porte di colori diversi che richiamino quelli utilizzati all’interno delle varie stanze.

 

Foto di Marko Poplasen su Shutterstock

Foto di Marko Poplasen su Shutterstock

 

Altri consigli  utili

  • La porta d’ingresso non dovrebbe aprirsi direttamente su una scala, pilastro, spigolo, specchio, finestra.
  • Porte e finestre non devono essere poste una di fronte all’altra.
  • I cinesi ritengono che le porte corrispondano ai capo famiglia, le finestre ai figli. I passaggi interni della casa dovrebbero pertanto essere più ampi rispetto ai serramenti esterni
  • Le porte dovrebbero  aprirsi sempre verso l’interno delle stanze e non verso i corridoi di accesso, per consentire una visione completa dell’ambiente in cui si entra.
  • Se la porta di ingresso dovesse aprirsi su un muro cieco, su un angolo o un corridoio troppo stretto o a imbuto, sarà necessario collocare opportunamente degli specchi che riducano la sensazione  di ristrettezza.

 

Lo scopo del Feng Shui è portare equilibrio, armonia, serenità e prosperità 

 

Studiando  le energie dei vari luoghi e il loro rapporto con le persone che li abitano, il Feng Shui ricerca la più completa armonia. Gli esseri umani fanno parte di un sistema vitale complesso che per prosperare ha bisogno di ogni singolo elemento. Se guardiamo  a fondo, comprendiamo  che la nostra vita migliora solo se riusciamo a sentirci tutt’uno con l’ambiente circostante.  Le soluzioni  più adatte alle condizioni di  vita del singolo individuo  si possono trarre  dalla conoscenza dei metodi per integrare l’esistenza umana con l’ambiente che la ospita. Non siamo nati per stare tutto il giorno incatenati a una sedia,  per utilizzare la vista soltanto  a corto raggio o per essere privati di aria fresca e luce solare.

In fondo – come abbiamo detto all’inizio di questa chiacchierata – le regole del Feng Shui sono dettate dal buon senso e dalla osservazione della natura e dell’ambiente in relazione al nostro corpo. Migliorando queste relazioni miglioreremo anche le nostre vite.

Come  diceva il poeta statunitense Ralph Waldo Emerson, “A house is made with walls and beams; a home is built with love and dreams”. “Un’abitazione è fatta con muri e travi; una casa è costruita con amore e sogni”.  

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Credits immagine in evidenza: Kathriba su Shutterstock  

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Il Feng Shui ha origini cinesi. Ma esiste una variante giapponese del Feng Shui: il Ka-S0. Sembra che il Ka-So sia nato dall’influsso di nozioni importate in Giappone, negli ultimi decenni del VI secolo, da un monaco buddista itinerante.
  • Lo stretto legame tra l’uomo e l’ambiente, sostenuto dal Feng shui, pare fosse già noto ai tempi degli antichi romani. In particolare da Marco Vitruvio Pollione, celeberrimo architetto romano del I secolo a.C., nella sua opera in 10 libri intitolata “De Architectura”.
  • Nei caratteri cinesi tradizionali, Feng Shui si scrive 風水, in quelli semplificati 风水.

 

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