Comunicare emozioni: quando il design incontra la scienza

“La bellezza salverà il mondo”
(Fëdor Dostoevskij)

Se così non fosse, non ci soffermeremmo oltre ad osservare la perfezione della disposizione dei petali di un fiore, o delle ali di una farfalla. Né capiremmo il perchè la “Gioconda” di Leonardo da Vinci richiami, ogni anno, milioni di visitatori.

La percezione umana mostra una naturale preferenza per le simmetrie e le proporzioni in accordo con la “sezione aurea”, il numero divino Phi (ϕ), iniziale del nome greco dello scultore e architetto Fidia.

Se comprendere la bellezza è naturale, divulgare la scienza non è facile. Perché è costituita da una complessa rete di relazioni tra concetti non familiari e molto spesso astratti. Agli studenti riesce difficile memorizzare tante informazioni, a volte incomprensibili, ma sicuramente tutte diverse tra loro.

La forza delle immagini al posto di tante parole

Nasce da qui l’importanza dell’uso di strategie dicomunicazione che, attraverso schemi, rappresentazioni grafiche, immagini e video, aiutino l’insegnante e lo studente. L’insegnante sarà facilitato e supportato nella sua spiegazione dalla rappresentazione visiva, e gli studenti saranno aiutati nella comprensione dell’argomento da immagini, modelli tridimensionali, animazioni, ambienti interattivi.

Direttamente dalle serie tv “Bones” e “Grey’s anatomy”, il tavolo operatorio virtuale Anatomage, per lo studio dell’anatomia, è già utilizzato da molte tra le più importanti scuole e università al mondo. Vuoi mettere, imparare l’anatomia sui libri, piuttosto che, esplorare e apprendere le parti del corpo umano navigando al suo interno, attraverso uno schermo interattivo? Insegnare attraverso la visualizzazione, per attirare e catturare l’attenzione di chi ascolta e guarda. Diventa tanto più importante quanto più numerosa è la platea di pubblico a cui ci rivolgiamo.

I coniugi Eames: il loro design al servizio dell’immaginazione

La Eames Lounge Chair è la più nota delle loro creazioni:  furono gli anticipatori di un tipo di comunicazione scientifica, che definiremmo “visiva” e adatta a tutti.

Nel lontano 1977, per esempio, quando ancora non esisteva “Google Earth”, gli Eames realizzarono un video a dir poco avveniristico per quei tempi. Potenze di dieci (Powers of ten) è il titolo del cortometraggio da loro  diretto da un adattamento del libro Cosmic View del 1957, scritto da Kees Boek (qui la versione originale in lingua inglese).

Il video è la rappresentazione di un viaggio fantastico nell’universo conosciuto, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo. Il punto di partenza è l’inquadratura della scena di un picnic sul lago Michigan, Chicago. La macchina da presa si allontana, aumentando la distanza dall’inquadratura iniziale, di una potenza di 10 ogni 10 secondi, fino a raggiungere i confini dell’universo, il punto di arrivo. Da qui riparte il viaggio di ritorno, con la macchina da presa che ripercorre a ritroso il cammino già effettuato, e continua le riprese fino all’interno di un atomo di carbonio.

I coniugi Eames, oltre a questo video realizzarono i primi exibit di divulgazione scientifica interattiva, sempre seguendo il principio di rendere i contenuti comprensibili visivamente con l’aiuto del design.

Con l’avvento di internet e dei social media, l’approccio pioneristico dei coniugi Eames ha assunto sempre più le sembianze della comunicazione digitale.

Il “digital storytelling”

Ossia l’arte di comunicare contenuti, con scopo didattico o informativo, servendosi di strumenti digitali, come video, immagini, mappe, organizzate secondo le regole del racconto.
Il nuovo modo di raccontare suscitando emozioni:

“…Più profumi, sapori ed emozioni associamo ad un evento, più facilmente lo conserveremo nella memoria, e più velocemente ce ne ricorderemo…” Christian Ankowitsch da: “Perché Einstein non portava i calzini”.

La tecnica dello “storytelling” è una forma efficace di comunicazione persuasiva, utilizzata negli spot pubblicitari.

L’importanza della multisensorialità nel comunicare emozioni

Il neuroscienziato Jay Gottfried sostiene che, la pubblicità sfrutta la “memoria associativa”, perché il messaggio stimola i sensi (vista, udito, olfatto) ad agire nel profondo della mente, evocando vecchi ricordi e stimolandone la formazione di nuovi.

L’immagine dello sfondo, l’ambientazione, la colonna sonora, il profumo immaginato, evocano sensazioni nuove o esperienze del passato, di chi ascolta e guarda, che contribuiranno a formare un nuovo ricordo legato all’oggetto del messaggio pubblicitario.

Prendiamo come esempio il nuovo spot del Mulino Bianco. Il tema dello spot è l’invito a ricercare sempre la felicità nei piccoli gesti e nelle solite cose che amiamo fare ogni giorno, come inzuppare un biscotto nel latte, che è una delle cose che piace fare al bambino protagonista dello spot.

Completa il tutto un insieme di persone soddisfatte e felici e una colonna sonora impeccabile: “My Favorite Things”.

Un mix di effetti sorprendenti! Nello spettatore vengono risvegliate tutte le emozioni sopite dell’infanzia e della famiglia, mentre, un ricordo indelebile prende forma nel subconscio.

L’armonia aurea

Curare nei minimi dettagli l’estetica di un’immagine, di un sito web, di una presentazione scientifica, rispettando simmetrie e proporzioni, contribuisce a mantenere viva l’attenzione, dell’utente se lo scopo è promuovere una nuova attività, o dello studente se lo scopo è didattico.
Qual è il segreto per costruire un’immagine dal design perfetto che induca a tenere gli occhi incollati su di essa?
Sia essa un disegno, una foto, un grafico, una pagina di testo sul web, la regola da seguire è: rispettare la sezione aurea, alla base dell’armonia e della perfezione.

La sezione aurea, in matematica e in arte, è una proporzione geometrica basata su di un rapporto specifico. Preso un segmento AB esiste un punto C tale per cui AC è medio proporzionale tra l’intero e ciò che resta. AB:AC=AC:CB

rapporto aureo nel design

La proporzione aurea si incontra ovunque, in natura, come nella scienza e nell’arte. Il punto C conferisce alle composizioni costruite rispettando la sezione aurea, un equilibrio che sa di soprannaturale, infatti la proporzione AB:AC=AC:CB è detta anche proporzione divina e restituisce come risultato un numero divino Phi (ϕ) , pari a 0,618.

Immacolata Vecchio

in copertina Foto di Sashkin su Shutterstock

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Anche la Walt Disney ha trattato il tema delle proporzioni auree nell’architettura. Il filmato “Paperino Nel Mondo Della Matemagica” è del  1959 e contiene molti ricchi riferimenti agli studi dei pitagorici.
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