Design innovativo: il futuro nei materiali

L’arte del decoratore consiste nel fare nelle case altrui quello che non ci si sognerebbe mai di fare nella propria.
Le Corbusier

C’è chi afferma che nel campo del design sia stato già fatto e detto tutto dai grandi maestri, che nel tempo, hanno pensato e rinnovato il settore. Ma è proprio così? Non ci son più soluzioni innovative e originali da presentare e far conoscere?

Design innovativo: il futuro è nella ricerca di materiali nuovi e alternativi. È da qui che arrivano probabilmente le sperimentazioni più interessanti, capaci anche di aprire nuove applicazioni e sviluppi progettuali. Anche nel settore “Design”, l’ecosostenibilità è un argomento molto sentito. Si cerca di rendere gli oggetti più green, anche appunto attraverso l’utilizzo di nuovi materiali. Magnesio: leggero e 100% riciclabile, plastiche da fonti di origine naturale, tessuti che catturano l’inquinamento.

Anche aziende storiche nel campo del mobilio di design si stanno innovando tramite l’utilizzo di nuovi materiali. La società fondata da Cesare e Umberto Cassina è una di queste. Tra le novità che puntualmente presenta da più di novant’anni, c’è l’impiego di pelle di mela per poltrone e divani. La nuova linea cruelty-free è il frutto della collaborazione di Cassina con il designer francese Philippe Starck. Non una novità per l’azienda di Meda, che ha visto durante la sua storia produzioni iconiche come la sedia Superleggera di Gio Ponti, la libreria Nuvola Rossa di Vico Magistretti, ecc..

scelta

shutterstock Di Oleksandr Berezko

Design innovativo: il futuro nei materiali

Per la collezione Croque La Pome, Philippe Starck ha impiegato un materiale dell’azienda italiana Frumat. Si chiama Apple Ten Lork ed è costituito interamente a base di mele. Un sostituto della pelle animale, da sempre molto utilizzata dal marchio, con un materiale 100% vegetale. La collezione è disponibile per l’acquisto in edizione limitata a 16 pezzi originali.

Design innovativo: il futuro nei materiali

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Cassina non si usa chiodi ma assembla il legno con un incastro certosino eseguito da esperti falegnami.

Per altre curiosità e informazioni continuate a seguirci su www.habitante.it

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA