Cucinare con il barbecue: l’acciaio inox come alternativa alle braci tradizionali

Cucinare con il barbecue è una pratica inevitabile in primavera o in estate.

Il problema  di cucinare con il barbecue è che spesso si finisce per fare infuriare i vicini con colonne di fumo nero che sporca e non è per niente piacevole all’olfatto.

Cucinare con il barbecue: gli svantaggi della brace

Se lo si ha già a casa o se si sta pensando di comprare un barbecue tradizionale, con la carbonella e le griglie superiori, è importante sapere alcune cose importanti riguardo a questo metodo di cottura.

Questo modello di barbecue è il più famoso, ma questo non vuol dire che sia il miglior modo di cucinare la carne.

Chi ama la cottura alla brace però non sa che ci possono essere alcuni problemi perché in realtà questo modo di cucinare presenta alcuni svantaggi e problemi.

Il primo riguarda il tempo che si impiega a preparare il barbecue, per il momento della cottura e poi per pulirlo.

Questi apparecchi prima di poterci cucinare sopra richiedono quasi un’ora. Prima bisogna fare un fondo per le braci, preparare il fuoco, buttarci sopra la carbonella o la legna, aspettare che vada in temperatura e distribuire le braci in modo corretto.

Questo è già un problema se si hanno ospiti a casa ai quali si dovranno dedicare poche attenzioni.

A questo si aggiunge anche la cura vera e propria nei confronti del cibo come tagliare la carne, prepararla e marinarla.

Quando poi arriva il momento di mettere la carne a cucinare, gli ospiti non potranno fare tesoro della tua compagnia perché bisognerà continuare a controllare che le braci non si spengano e che siano distribuite in modo giusto e che la carne non si bruci per eventuali fiammate.

Alla fine della giornata ci vorranno almeno quaranta minuti per sgrassare la griglia e i bruciatori, mettere tutto a mollo e pulire il barbecue a fondo.

Cucinare con il barbecue a gas, con la piastra in ghisa o in pietra ollare

Anche in questo caso ci possono essere degli svantaggi che riguardano la manutenzione, il sapore e l’odore dei cibi e l’igienicità.

 La manutenzione

Sia la ghisa che la pietra ollare necessitano di attenta e frequente manutenzione, perché sebbene siano particolarmente resistenti al calore, lo sono poco agli sbalzi termici e molto soggetti all’usura del tempo.

Sapore e odore dei cibi

Cucinando sulla ghisa e sulla pietra ollare, c’è il rischio che le gocce di grasso vengono assorbite e rilasciate su altri cibi alterando i gusti e gli odori.

La ghisa smaltata riduce solo leggermente il problema perché col tempo la smaltatura si spacca e crea delle micro fessure nelle quali si riversano i succhi di ciò che si cucina, assorbendo quindi odori e sapori.

Igienicità

Il problema di trattenere i sapori e gli odori è dovuto dal fatto che si tratta di materiali molto porosi.

Col calore i pori si aprono e assorbono particelle di grasso dei cibi, che vengono rilasciate ogni volta che la si usa.

Questo influisce anche sull’igienicità di queste piastre. Quando si raffreddano, dopo l’utilizzo i micro pori si richiudono, trattenendo quanto è stato assorbito, tra cui particelle di grasso e di cibo.

Una pulizia più a fondo della piastra anche a lungo andare non riuscirà a eliminare queste piccolissime parti di cibo che si attaccano e che vengono assorbite dalla ghisa.

Anzi, piastre in ghisa vecchie possono avere sulla superficie delle piccole particelle di muffa.

cucinare con il barbecue

Foto di SunKids su Shutterstock

Cucinare con l’acciaio inox

Esistono soluzioni alternative come la cottura con la piastra in acciaio inox.

Il fuoco riscalda la piastra in acciaio inox e quindi direttamente il cibo, raggiungendo la temperatura ideale di cottura in modo veloce e perfettamente uniforme.

Inoltre, i bruciatori rettangolari riescono a far distribuire il calore in modo da non creare dei picchi in alcune zone della piastra, cosa che succede invece coi bruciatori tubolari dei barbecue classici.

Altro vantaggio è che l’acciaio inox si riscalda molto più rapidamente e in pochissimi minuti si può cucinare. Un vantaggio anche sul fronte pulizie. Essendo che il grasso non si incrosta, non c’è bisogno di una pulizia profonda, basta uno sgrassatore specifico.

A differenza di altri materiali non ci sono micropori o non c’è il rischio che si spacchi assorbendo cibo, olio e altri grassi.

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Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu?

  • Tradizionalmente si fa risalire la nascita del primo acciaio inossidabile (all’inizio soprannominato rustless steel, ovvero acciaio senza ruggine, e solo dopo stainless steel, vale a dire acciaio inossidabile) al 13 agosto 1913. La sue ricetta consiste in 12,8% cromo e 0,24% di carbonio. Con il tempo si sarebbe capito che le ragioni della resistenza alla corrosione della nuova lega andavano ricercate nella capacità del cromo di legarsi all’ossigeno e costituire così uno strato protettivo, fenomeno noto come passivazione.

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In copertina: foto di Christian Delbert

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