Creare ecosistemi autosufficienti: cosa è uno swale?

Avere uno swale in giardino porta numerosi vantaggi come creare ecosistemi autosufficienti, irrigare a costo zero, attenuare il deflusso dell’acqua. Ma cosa è uno swale?

Cosa sono gli swales?

Lo swale è un’antica forma di fossa livellare in uso in Italia già durante l’epoca etrusco – romana. Gli swales hanno la funzione di accumulo e raccolta dell’acqua sia nel terreno che nella falda freatica e consentono la piantumazione senza irrigazione.

La particolarità – piuttosto rilevante – di uno swale sta nel possedere un terrapieno a valle non compattato, su cui è possibile piantare alberi, arbusti e qualsiasi tipo di vegetazione. Non si tratta di un fosso di drenaggio in cui viene fatta convogliare l’acqua per essere trasportata via dai terreni in modo più celere: lo swale raccoglie e fa infiltrare l’acqua lentamente nel terreno ricaricando la falda freatica.

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Gli swales per creare ecosistemi autosufficienti

Come acclarato, gli swale raccolgono l’acqua e la distribuiscono nel terreno laddove e quando quest’ultimo ne necessita. Gli swale convogliano l’acqua verso una riserva sotterranea, piuttosto che farla defluire.

Grazie alla costruzione di uno swale, quando il terreno necessita di acqua, questa viene rilasciata naturalmente. Non solo. Tale riserva sotterranea attrae numerosi microrganismi che iniziano a mangiare, rilasciare sostanze nutritive nel terreno e riprodursi generando materia organica e fertilizzando quindi il terreno. Con il crescere della riserva d’acqua e con l’aumento delle sostanze nutritive nel terreno, si creeranno veri e propri ecosistemi autosufficienti.

Avere uno swale in giardino: tutti i vantaggi

1 – Raccogliere con facilità l’acqua piovana

Il modo forse più utilizzato per raccogliere l’acqua piovana è quello di utilizzare cisterne o barili. Questo metodo di raccolta dell’acqua comporta dei costi nonché dei lavori. Per raccogliere l’acqua nelle cisterne occorre infatti acquistare le stesse, collegare i pluviali delle grondaie al contenitore (o ai contenitori) di raccolta, far convogliare il flusso in eccesso verso gli scarichi fognari o verso altre destinazioni. Bisogna anche pulire il barile con frequenza, aggiungere prodotti antizanzare e un rubinetto per poter riempire l’innaffiatoio oppure collegarvi un tubo per innaffiare. E bisogna anche non sottovalutare il fatto che la pressione dell’acqua nel barile sarà molto bassa.

Molto più facile ed economico è invece realizzare uno swale. Basterà scavare una fossa nel terreno e lasciare che sia la natura a rallentare il deflusso dell’acqua, distribuirla e conservarla per noi.

2 – Irrigare a costo zero

La materia organica nel terreno funziona come una spugna, trattenendo grandi quantità d’acqua. Minimizzando l’evaporazione e il tempo dedicato all’irrigazione delle piante è possibile massimizzare i benefici di uno swale e quindi irrigare a costo zero, aggiungendo del compost o della pacciamatura ai terrapieni dello swale e cercando di ripararli dal sole piantando una fitta vegetazione.

3 – Attenuare il deflusso dell’acqua piovana

Le inondazioni possono talvolta distruggere intere città e paesaggi naturali. Uno swale può fungere da bacino di ritenzione e raccogliere l’acqua piovana in eccesso accumulata in seguito a forti precipitazioni o allo scioglimento della neve.

Come si realizza uno swale?

Il primo passo per realizzare uno swale è segnare sul terreno con dei picchetti il punto delle isoipse.

Occorre poi stabilire di che grandezza lo si vuole: per un piccolo giardino con poca pendenza bastano 30 cm di profondità, ma almeno 1 m di larghezza, in modo da raccogliere la maggior quantità di acqua piovana. La lunghezza dipende dalla grandezza del terreno, minimo 1 m.

La terra di scavo viene messa a valle del fosso, senza compattarla: fungerà da aiuola per le nostre coltivazioni.

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Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu? 

  • Dai dati dell’Osservatorio sulla Casa, è emerso che il 59% delle abitazioni in Italia hanno almeno un balcone e il 47% ha uno spazio dedicato al giardino. Solo il 3% invece, ha una serra.
  • Il 58% delle abitazioni è caratterizzato da un giardino privato non condominiale, il 28% da uno spazio aperto, in parte giardino e in parte orto, l’11% da un orto privato e il 2% da un campo coltivabile o frutteto.

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Dottoressa in Lingue Moderne per il Web e specializzata in Giornalismo dell’Architettura e dell’Interior Design presso l’Accademia Telematica Europea