Case di paglia: abitare in modo sostenibile

L’immagine associata alle case di paglia è quella di un riparo improvvisato, senza comfort e per niente sicuro, come nella nota favola dei “Tre porcellini”. Le case di paglia, invece sono forti edifici realizzati con paglia compressa in balle. Queste garantiscono il massimo comfort abitativo e non verranno spazzate via dal soffio del lupo! Scopri le case di paglia per abitare in modo sostenibile.

La nascita delle case di paglia

Le case di paglia sono state ideate nella seconda metà dell’Ottocento da alcuni pionieri nel Nebraska, dove i tipici materiali da costruzione come pietre e legname erano carenti. Solo negli anni settanta questa tecnica giunse anche in Europa grazie ad alcuni architetti che la adeguarono alle moderne esigenze climatiche e ambientali. Inizialmente negli Stati Uniti il calcestruzzo armato era utilizzato per le fondamenta, l’intonaco cementizio per il rivestimento e i tondini d’acciaio per tenere allineate le balle nei muri. Solo successivamente, quando l’architetto Barbara Jones importò questi metodi in Inghilterra, le case di paglia divennero edifici completamente naturali e sostenibili. Il ferro, infatti venne sostituito con il legno e l’intonaco di cemento con quello a base di calce e terra cruda per eliminare la proliferazione di muffe anche sulle pareti più umide grazie alle migliori proprietà di traspirazione.

case di paglia

Foto di Enrica_Teclablu Photography

Costruire una casa di paglia oggi

Questi edifici sicuri hanno svariati vantaggi grazie alla loro struttura portante in legno, come la velocità di costruzione e l’ottima risposta all’azione sismica di un terremoto. La principale differenza costruttiva, che le distingue dagli edifici tradizionali, è costituita dalle grandi balle di paglia compressa utilizzate come mattoni. Le case di paglia sono caratterizzate da parametri energetici molto alti, con consumi di energia bassi. Inoltre, l’intonaco naturale in calce e in terra cruda, utilizzato sia per gli interni, sia per gli esterni, ha prestazioni e durabilità elevatissime oltre ad un’estetica eccezionale. Tutti gli altri componenti che completano l’edificio come, impianti elettrici e idrici, infissi, porte e pavimenti sono installati come in una casa convenzionale.

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Scegliere di vivere in una casa di paglia: la normativa

Le case di paglia, innovative costruzioni di bioedilizia, dal basso impatto ambientale, necessitano del normale permesso di costruzione come tutti gli altri edifici convenzionali. Infatti, per costruirle bisogna presentare un regolare progetto all’Ufficio Tecnico del Comune. Pertanto, il progetto dovrà essere realizzato e firmato da un professionista per l’ottenimento dell’approvazione per costruire. Le case di paglia sono edifici sani e sicuri. Non rilasciano sostanze nocive nell’aria perché la paglia traspirante garantisce una corretta umidità dell’aria interna e un’areazione costante. La loro struttura in legno e paglia gli conferisce anche un’elevata insonorizzazione, un alto isolamento termico e un’ottima resistenza al fuoco. Scegliere di vivere in una casa di paglia, un edificio ad altissima efficienza energetica con consumi di energia quasi pari a zero (Nzeb), significa produrre un impatto minore sull’ambiente e compiere una scelta etica.

Le case prefabbricate: tutte le novità

Pillole di curiosità. Io non lo sapevo. E tu?

  • In Europa, la casa in paglia più antica è in Francia e fu costruita nel 1912. Invece, in Italia il primo edificio realizzato con questa tecnica si trova in provincia Venezia, ed è stato realizzato grazie a Barbara Jones, Bee Rowan e all’italiano Stefano Soldati.
  • La tecnica più innovativa per costruire le case di paglia è la prefabbricazione che permette di velocizzare i lavori in cantiere grazie ai moduli di pareti pre-assemblate. Inoltre, i pannelli prefabbricati la maggior parte delle volte soni già pre-intonacati, così da garantire velocità di esecuzione e controllo della qualità.

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Fotografa, scrittrice e designer. Laureata in Scienze Politiche Sociali e Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum e specializzata in Marketing e Comunicazione nel settore del fashion e del design a L.UN.A - la Libera Università delle Arti. Ha collaborato con la Caucaso Factory all'opera cinematografica "Lucus a Lucendo. A proposito di Levi" e con ONG come Mani Tese e ActionAid a progetti su temi quali l’Innovazione Sociale, l'Inclusione Sociale e la Sostenibilità. Sperimenta non solo strumenti fotografici e videografici, ma anche diverse tecniche di scrittura, dai reportage ai saggi.