Pompei: per l’anniversario dell’eruzione del Vesuvio, ingresso libero agli scavi

Ci sono luoghi che riescono a far vivere emozioni indimenticabili. Alcuni, in particolare, ci fanno assaporare il gusto del passato. Tra questi, senza ombra di dubbio, è Pompei: un luogo che conserva intatto ogni passaggio della sua storia.

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Il 24 ottobre, in occasione dell’anniversario dell’Eruzione del Vesuvio, l’ingresso agli Scavi di Pompei sarà completamente gratuito. Un motivo in più per visitarlo. Non vi abbiamo ancora convinto? Allontanatevi da Pompei di alcuni chilometri e vi troverete sulla costiera amalfitana, che regala un panorama mozzafiato.

Costiera Amalfitana

Costiera Amalfitana – Foto di Pfeiffer su Shutterstock

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La catastrofe più famosa della storia antica

Inizialmente, la data che indicava la catastrofe più famosa della storia, era stata datata sulla base di  una lettera di Plinio il Giovane a Tacito. Nella variante universalmente ritenuta più attendibile del manoscritto, si legge nonum kal septembres cioè nove giorni prima delle Calende di settembre, data che corrisponde al 24 agosto. Ma grazie alla recente scoperta di un’iscrizione a carboncino, realizzata da un “operaio buontempone” nel 2018, si è venuti a conoscenza della data esatta, ovvero il 24 ottobre del 79 d.C.

L’iscrizione recita secondo alcuni:

«XVI (ante) K(alendas) Nov(embres) in[d]ulsit / pro masumis esurit[ioni]»

«Il 17 ottobre lui indulse al cibo in modo smodato»

La data è dunque del 17 ottobre, presumibilmente coincidente alla data dell’eruzione, dal momento che le scritte a carboncino si cancellano con facilità e per questo si può stabilire che la scritta sia dello stesso anno del tragico evento.

 

Proprio per questo motivo – in occasione dell’anniversario dell’eruzione del Vesuvio – sarà consentito ai visitatori di ammirare gli affreschi, i mosaici recuperati, i giardini riallestiti e le grandi sculture bronzee moderne, gratuitamente.

Anfiteatro di Pompei

Anfiteatro di Pompei – Foto di Anton Ivanov su Shutterstock

Sono proprio i numerosi ritrovamenti a testimoniare la grandezza di Pompei nell’epoca romana. A renderla particolarmente ricca, è stata la grande produzione ed esportazione di olii e vini. Questo inoltre, ha consentito la nascita di un turismo elevato per i patrizi romani, nel periodo in cui la città  venne assorbita dall’espansione di Roma. È Il 24 ottobre del 79 d.C. a cambiare per sempre il destino di Pompei: una violenta eruzione del Vesuvio rade al suolo la città, costringendola a ricominciare da zero. Ed è proprio qui, tra le macerie, che nasce il fascino di Pompei, attraverso il coraggio di ricostruire il passato partendo dal presente.

Pompei, insieme ad Ercolano, Stabia ed Oplontis, offrono un’esperienza unica e suggestiva. Ancora oggi sorgono scoperte su scoperte. Lo dimostrano gli scavi effettuati nel Regio V del Parco Archeologico di Pompei – l’area in cui si stanno concentrando i lavori – che continuano a far riemergere nuove scoperte.

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Nuove scoperte  

Il ritrovamento di una stanza con dieci vittime dell’eruzione, nella domus conosciuta come Casa del Giardino, è sicuramente una delle scoperte più sorprendenti. Inoltre, all’interno è stata ritrovata anche una cassa in legno che custodisce un piccolo tesoro: si tratta di 140 piccoli oggetti, appartenenti al mondo femminile, che venivano utilizzati per proteggersi dalla cattiva sorte, oppure come ornamento. Tra questi furono ritrovati soprattutto amuleti e monili. Vi sono anche due specchi, frammenti di una spiga, amuleti fallici apotropaici e varie gemme. Tutti questi oggetti preziosi – perlopiù in osso, bronzo e ambra – potrebbero appartenere a una delle dieci vittime ritrovate nella stanza. Presto sarà possibile visitarli, poiché verranno esposti in una mostra presso la Palestra Grande degli Scavi di Pompei.

Tempio di Iside a Pompei – foto di Cortyn su Shutterstock

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Un motivo in più per visitare Pompei è senz’altro la recente riapertura di tre luoghi – Casa dell’Ancora, Tempio di Iside e Casa della Fontana – rimasti chiusi per gli interventi di restauro e manutenzione. Proprio per quest’occasione sono stati riproposti anche allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca.

Le Domus

Riapre al pubblico, dopo molti anni, una delle case più famose dell’area archeologica di Pompei: la Casa dei Vettii, una domus di epoca romana che appartenne ai mercanti Aulo Vettio Restituto e Aulo Vettio Conviva. Viene ammirata soprattutto per gli affreschi, rinnovati nell’età imperiale, che ornano gli ambienti. Anche la grande Domus dell’Efebo riapre al pubblico, insieme alle due Domus di Fabius Amandio e del Sacerdote Amandus, entrambe più piccole ma decorate con raffinatezza. Senza dimenticare la Domus del Criptoportico – probabilmente molto prestigiosa nell’età augustea – che potrà essere visitata. La domus è costruita su due livelli e, in quello inferiore, si trova un portico sotterraneo lussuoso, ovvero un criptoportico da cui la casa prende il nome. Le sue stanze sono decorate con alcune scene dell’Iliade.

Interessante da visitare è anche la Fullonica, uno dei più importanti e completi laboratori per il lavaggio e il trattamento dei tessuti scoperti a Pompei.

Pillole di curiosità –  Io non lo sapevo e tu? 

  • I cittadini di Pompei nell’antichità credevano che il Vesuvio fosse una montagna, poiché l’ultima eruzione era avvenuta più di mille anni prima. Infatti, quando nel 79 d.C. il vulcano riprese ad eruttare, essi rimasero increduli.
  • L’anfiteatro più antico del mondo si trova a Pompei. Si tratta di un monumento, datato 70 a.C., in cui venivano organizzati giochi circensi e lotte tra i gladiatori.

 

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