Parte il Cammino Mariano delle Alpi: tra fede e natura

Inaugurato il 29 settembre, parte il Cammino Mariano delle Alpi, un itinerario tra i santuari mariani della Valtellina: un viaggio tra fede e natura.

 

Il Cammino Mariano delle Alpi 2019

il Cammino Mariano delle Alpi

Shutterstock – faber1893

Presentato nel marzo 2019, il Cammino Mariano delle Alpi è un progetto di grande valenza religiosa, culturale e turistica che nasce con l’obiettivo di realizzare un percorso che, attraverso la Valtellina e toccando alcuni santuari mariani della provincia di Sondrioconduca fino al Santuario della Madonna di Tirano. Parliamo del monumento religioso più importante della Valtellina, proclamato nel 1946 da Papa Pio XII “Celeste Patrona della Valtellina”.

L’itinerario prevede due percorrenze verso la Basilica di Tirano (in corso di realizzazione): la prima da Piantedo, detta Via Occidentale (90 km) e la seconda da Bormio, detta Via Orientale (66 km). Chi percorre il Cammino Mariano delle Alpi avrà così la possibilità di incontrare e conoscere le testimonianze del culto mariano in Valtellina ma anche le bellezze del paesaggio e dei numerosi beni storico culturali che caratterizzano il territorio.

Il Cammino Mariano delle Alpi: il programma di ottobre

Parte il Cammino Mariano delle Alpi

Programma degli eventi

Nel programma allestito per promuovere e valorizzare il progetto, tra il 28 settembre e il 13 ottobre, sono previsti tre momenti significativi: l’inaugurazione della mostra “Alla scoperta del Cammino Mariano delle Alpi”, sabato 28 settembre, il concerto dell’Accademia di Musica Sacra, il 5 ottobre, e la conversazione sul tema “Cammini di fede, percorsi di sviluppo”, con lo studioso e divulgatore Marco Carminati, il 13 ottobre. L’organizzazione è curata da un partenariato civile e religioso formato da Comune di Tirano, Rettoria del Santuario della Madonna di Tirano, Diocesi di Como, Provincia di Sondrio, Associazione “CammIKAndo” e Valtellina Turismo.

Come nasce il progetto del Cammino Mariano delle Alpi

il Cammino Mariano delle Alpi

Shutterstock – SimonePolattini

Il progetto “Cammino Mariano delle Alpi”, trae origine da un’idea dell’associazione “CammIKAndo”, sviluppata in collaborazione con il Rettorato del Santuario della Madonna di Tirano e il Comune di Tirano, che ne sono diventati i promotori. Ad accrescerne la più ampia valenza territoriale è stata l’Amministrazione provinciale di Sondrio che lo ha finanziato, consentendo la progettazione del tracciato occidentale, sviluppata sulla base di una prima formulazione offerta da “CammIKAndo”, e la realizzazione della tappa Teglio-Tirano. La Provincia ha inoltre coinvolto Valtellina Turismo per le attività di coordinamento e di promozione.

Un lavoro di squadra, tra più enti e a più mani, con professionalità e sensibilità diverse, ha consentito di definire un progetto più articolato, unico nel suo genere in una provincia che, grazie alla presenza del Santuario tiranese, vanta una lunga storia di pellegrinaggi religiosi.

Il Cammino Mariano delle Alpi è un’occasione per scoprire il territorio

La prima tappa, già realizzata, come le altre ancora in progetto, offre a pellegrini, visitatori e turisti l’opportunità di un cammino alla scoperta del sé e dei luoghi, condividendo, in un contesto paesaggistico di grande pregio, alcuni tratti con la Via dei Terrazzamenti, sulla mezza costa retica. Un cammino necessariamente lento, che si nutre della profondità dei sentimenti e della bellezza dei luoghi tra religione, storia, cultura e natura.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Il progetto si sviluppa attraverso due percorsi, la “via Occidentale” e la “via Orientale”, entrambi orientati verso il Santuario della Madonna di Tirano, patrona della Valtellina, per 160 chilometri. Le due vie, con l’eccezione del tratto Teglio-Tirano, sono in corso di realizzazione e non sono segnalate: l’obiettivo futuro è quello di sistemarle e di dotarle di cartelli e pannelli informativi.
  • Il turismo lento, definito anche turismo slow, è il turismo che “promuove la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo”. Una buona pratica, quindi, per il territorio italiano che ha bisogno di essere valorizzato e riscoperto in modo differente dalla velocità del consumo sfrenato.

Credits immagine in evidenza: Shutterstock – resilva

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Esperta in architettura e comunicazione