Parco d’Abruzzo: nuova carta escursionistica e nuova App

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise offre ai turisti e agli appassionati due nuovi strumenti per muoversi agevolmente attraverso gli oltre 800 km di sentieri dell’area protetta. 

Prima di tutto una carta, che permette anche agli escursionisti più esperti di disporre di un dettaglio maggiore per pianificare le loro uscite in sicurezza attraverso gli oltre  800 km di sentieri del Parco.

Ovviamente si potrà scegliere se utilizzare la  carta escursionistica in scala 1:50.000, adatta a chi preferisce una visione d’insieme dell’Area Protetta, oppure la nuovissima e più tecnica carta in scala 1:25.000, allo stesso costo di 12 euro.

La nuova App da scaricare. 

Entrambe le versioni della mappa, utili per percorrere i 140 sentieri del Parco, sono anche disponibili come App scaricabile sui propri smartphone e tablet. Su queste troverete tutti i percorsi della rete sentieristica della zona protetta. Potrete anche condividere  le informazioni geografiche,  la durata del percorso e verificare il livello di difficoltà.

L’applicazione è un PDF geospaziale, GeoPDF® e GeoTIFF adatto agli smartphone, tablet, Apple iOS, e Android.

Attraverso questa mappa potrete individuare  la vostra posizione, memorizzare tracce GPS, aggiungere segnali e trovare luoghi.

Per il download della App dall’Android Store/Google Play può essere usato il seguente link

Invece per il download della Mappa indipendentemente che si abbia un dispositivo Apple o Android al link

Fonte: ANSA Abruzzo
Foto Shutterstock di Valerio Mei

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • Il Parco nazionale d’Abruzzo ospita animali a rischio di estinzione, come il lupo, l’orso bruno ed il camoscio.
  • La zona del Parco anticamente era la riserva di caccia di casa Savoia. Venne trasformata in Parco Naturale protetto solo di recente, nel 1923.
  • Nel 2017 le faggete del Parco, databili intorno ai 600 anni, sono state riconosciute patrimonio mondiale dell’umanità insieme alle  foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa. Si tratta del primo riconoscimento UNESCO per la regione e prima foresta italiana a raggiungerlo.

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