Il borgo di Treia: un piccolo gioiello medievale da visitare

Il borgo di Treia, classificato tra i Borghi più belli d’Italia, si trova in provincia di Macerata ed è un vero e proprio gioiello medievale da visitare. Luogo ricco di storia, arte, cultura e paesaggio mozzafiato.

Come nasce il borgo di Treia

Il borgo di Treia

Shutterstock – lauradibi

Treia nel 291 a.C. è già nota come Trea o Trajana quando i Piceni si alleano con i Romani per fronteggiare i Galli (Tito Livio X, 10-11). Sorgeva lungo un diverticolo della via Flaminia, che collegava Dubios (Nocera) fino ad Auximum (Osimo, 25 km da Treia) ed Ancona (55 km da Treia): la Settempedana. Gli abitanti di Trea si trasferiscono sui vicini colli per sfuggire alle invasioni barbariche che funestano l’ultimo periodo dell’Impero. Il nuovo centro, che chiamano Montecchio, cresce rapidamente e si schiera tra i più fidi paladini della chiesa e del suo Stato, di cui segue le sorti fino all’Unità d’Italia. Strenua ed emblematica la sua resistenza agli Svevi: nel 1239 alle truppe di re Enzo, figlio naturale di Federico II, e nel 1263 a quelle di Corrado D’Antiochia che i Montecchiesi arrivano a catturare come ostaggio. Nel 1790 è Papa Pio VI a restituirle l’antico nome, Treia e conferirle il titolo di città.

Il borgo di Treia che vediamo oggi

Il borgo di Treia

Shutterstock – Claudio Giovanni Colombo

Il borgo di Treia è situato sul crinale di un colle ed è abbracciata da uno scenario naturale molto suggestivo con una cinta muraria medievale particolarmente imponente. La veste medievale che oggi mantiene questo piccolo borgo ci regala scorci davvero suggestivi. Natura a colpo d’occhio e architettura storica intorno a noi: Treia è perfetta per un weekend rilassante, lontano dalla frenesia cittadina.

Un borgo che offre molte attrattive turistiche: 7 antiche porte storiche, una gradevole piazza dove passeggiare, l’antica palazzina dell’Accademia Georgica, opera di Valadier, il Museo Civico, la Cattedrale. Se non vi basta c’è anche un museo archeologico dove ammirare reperti egizi di epoca tolemaica.

Il borgo di Treia e le eccellenze culinarie

Dopo esserci dedicati a una giornata in giro alla scoperta delle bellezze della città, non possiamo non assaggiare le prelibatezze che riserva la cucina locale. Tra le bontà tipiche di Treia c’è il calcione, un prodotto unico della tradizione culinaria treiese dal caratteristico sapore dolce-salato. Stiamo parlando di un disco di pasta sfoglia, leggermente dolcificata, con al centro un impasto formato da uova, pecorino, zucchero ed olio.

Perfetto per uno spuntino ma anche come dolce, il calcione si accompagna ai vincisgrassi e al ciauscolo, tipici del territorio maceratese.

Il borgo di Treia e il teatro condominiale

Si chiama teatro “condominiale perché realizzato grazie al contributo di famiglie treiesi che hanno costituito una Società di Condomini per promuovere la costruzione del teatro. Parliamo di un grazioso teatro cittadino, costruito nel 1801 su disegno dell’architetto Lucatelli, che costituisce oggi un bell’esempio di teatro con struttura portante dei palchi completamente in legno. Particolare nel suo genere è la scena dipinta sul sipario, che raffigura la battaglia di Vallesacco, opera del romano Silverio Copparoni, del 1865.

Il borgo di Treia ispirazione di letteratura e poesia

Il borgo di Treia

Shutterstock – Claudio Giovanni Colombo

Treia è stata terra che ha ospitato letterati come Dolores Prato, una delle più grandi penne del 900 italiano, che le ha dedicato un libro “Giù la piazza non c’è nessuno”. Ha vissuto l’aria di questo borgo fino all’età di 18 anni, cresciuta da lontani zii materni dopo esser stata abbandonata dai genitori.

C’è un libro dedicato a Treia, scritto da una delle più grandi penne del 900 italiano, Dolores Prato, vissuta qui fino all’età di 18 anni, cresciuta da lontani zii materni dopo essere stata abbandonata dai suoi genitori. Treia riemerge nei pensieri della scrittrice anche dopo il trasferimento a Roma e finisce per coprire col suo nome tutta la città eterna.

Qui c’è la sua casa con una lapide sulla parete e un centro studi che si occupa della valorizzazione della figura e dell’opera della scrittrice. Consigliata quindi l’immersione nelle parole di questo libro per riviverle fra le vie, i vicoli, i palazzi e la grande piazza.

 

“Se Giacomo Leopardi fosse stato di Treia avrebbe sentito lì il mistero dell’infinito” Per Dolores Prato, poetessa e scrittrice italiana vissuta a Treia non c’erano dubbi. Per capire se avesse regione o meno non vi resta che visitare questo splendido borgo marchigiano.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • Assaggio obbligato per vincisgrassi (pasta al forno con ragù e besciamella), ciauscolo (gustoso salame a pasta morbida) e polenta, rigorosamente a base di granoturco Quarantino di Treia, una varietà autoctona.

Credits immagine in evidenza: Shutterstock – NewNomads

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Esperta in architettura e comunicazione. Consulente digitale e Instagram Strategist.