Il borgo di Montalbano Elicona: un’antica perla storica siciliana

Un viaggio indimenticabile da vivere in pochi giorni nell’isola più estesa d’Italia: andiamo alla scoperta del borgo di Montalbano Elicona.

Un borgo davvero caratteristico che ancora oggi mantiene le stratificazioni storiche che lo hanno plasmato nel tempo.

Il borgo di Montalbano Elicona: un nome davvero originale

Il nome “Montalbano”, secondo alcuni studiosi, deriva dal latino mons albus, riferendosi ai monti imbiancati di neve. Altri, invece, sostengono che derivi dall’arabo al-bana, con il significato di “luogo eccellente”. Studi recenti attribuiscono questa derivazione da Sesto Nonio Albano, latifondista romano, cittadino della vicina Tindari, che sarebbe l’eroe eponimo della città. Il nome “Elicona”, invece, deriva dal fiume ed è di chiara origine greca, “elikon” significa tortuoso, e compare presumibilmente nel IV secolo a.C.

Il borgo di Montalbano Elicona: tra storia e cultura senza tempo

Il borgo di Montalbano Elicona

Shutterstock – Andrei Molchan

Il borgo di Montalbano Elicona (Muntarbanu in siciliano) è caratterizzato dalla presenza, nella parte antica dell’abitato, di un antico castello che fu residenza estiva di re Federico II di Aragona. Durante questo periodo (VII-VIII secolo a.C.), i Dori, pensando al mitico monte delle Muse, chiamarono Helikon un sito, coincidente con l’altura su cui sorge il borgo medievale ed un torrente vicino il cui andamento tortuoso giustifica l’appellativo.

Le prime testimonianze sull’esistenza del borgo risalgono all’XI secolo, quando risultava possesso demaniale. Nel 1232 si rivoltò contro Federico II di Svevia, parteggiando per il papa insieme ad altri centri. Successivamente appartenne a diversi feudatari: a Matteo Palizzi nel 1350, a Vinciguerra d’Aragona nel 1359, ai Lancia nel 1396, ai Romano Colonna, ai Bonanno nel 1587.

Il borgo di Montalbano Elicona: monumenti da scoprire

Il borgo di Montalbano Elicona

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Una piacevole meta da scoprire in un weekend rilassante per godere di un panorama unico e di scorci caratteristici passeggiando nel borgo. Montalbano Elicona presenta diversi monumenti storici da non perdere: il museo fotografico Eugenio Belfiore presso la Fondazione culturale Parlavecchio, a piazza Duomo; i Musei del Castello, monumento unico nel meridione; il Museo delle Armi Bianche, che offre, nell’insieme, la spettacolare visione di una imponente sala d’armi; in ultimo, il Museo degli Strumenti Musicali, con cordofoni, salteri e ghironde, crea un armonioso e dolce contrasto con il grido di guerra dell’altro museo.

Il borgo di Montalbano Elicona: eventi e attrazioni turistiche

Il borgo di Montalbano Elicona

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Montalbano Elicona presenta 2835 abitanti, di cui solo 1000 vivono nel borgo. Un’attività molto sentita è legata alle antiche tradizioni e alla religione:

  • Processione del Venerdì Santo: la rievocazione della passione di Cristo trae origine dalla più autentica tradizione popolare.
  • Corteo storico, che si svolte a metà agosto: 200 personaggi in costume medievale rievocano l’entrata di Re Federico II in “castrum et terram Albani Montis”.
  • Festa di Maria Santissima della Provvidenza, 24 agosto: si rinnova il rito di un festa che ha origine nel ‘600 ed è per metà cattolica e per metà pagana. La vara della Madonna della Provvidenza viene portata a spalla dagli smanicati per le vie del borgo. Al rito sacro, cui partecipano migliaia di fedeli, molti dei quali a piedi scalzi, s’intrecciano nei quattro giorni di festa musica, teatro e folclore.
  • Rappresentazione del Natale: in cui 140 figuranti danno vita ad un presepe vivente che si svolge nelle case e per le antiche vie del borgo. Rivivono gli antichi mestieri nel coinvolgente scenario notturno di un paese che, con le sue case in pietra e la neve di cui s’ammanta d’inverno, è già di per sé un grande presepe.
  • International Summer School si tiene invece solo dal 2008: organizzati dal Comune in collaborazione con l’Università di Messina ed il Consorzio Universitario “Federico II”, si tengono in luglio ed agosto, campus universitari estivi, aperti a studenti italiani e stranieri che vengono ospitati nelle “casette” restaurate, facendo così rivivere l’antico borgo.

 

Il borgo di Montalbano Elicona: prodotti da gustare

Il borgo di Montalbano Elicona

Shutterstock – ZEF

La tradizione gastronomica di Montalbano è tutta legata all’antico mondo contadino e pastorale. Si tratta pertanto di una cucina fatta di ingredienti semplici e nello stesso tempo genuini, ricchi di sapori e profumi, come la pasta e fagioli, le fave a maccu e i maccheroni. Piatti comuni che diventano speciali grazie all’aggiunta di alcuni ingredienti come il finocchio selvatico e a scurcilla, la cotica di maiale, nella pasta e fagioli, oppure u sutta e suvra (lardo e carne) e ricotta al forno grattugiata nei maccheroni al sugo di maiale.

Particolare è la lavorazione dei maccheroni, per la quale si utilizza un sottilissimo ma resistente bastoncino di giunco. Per i secondi piatti si prediligono, in genere, gli arrosti di carni ovine e caprine.

Sono innanzitutto ottimi i prodotti della pastorizia: la ricotta, fresca, salata e “infornata”, i formaggi e le provole, queste ultime – autentico capolavoro dell’arte casearia – presentate anche sotto forma di figure animali (i cavalluzzi di tumma). Gli insaccati sfidano i formaggi in bontà.
E così pure i dolci a base di nocciole, di lavorazione artigianale, che arricchiscono i pranzi e le cene. Unici in tutta l’isola sono i biscotti a ciminu, cioè con i semi di anice, dal gusto forte e particolare, legati alle festività pasquali.

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Pillole di curiosità. Io non lo sapevo e tu?

  • A piedi o a cavallo, lungo suggestivi sentieri, torrenti o laghetti di acque limpide, il territorio di Montalbano offre piacevoli escursioni naturalistiche alla scoperta di paesaggi di grande fascino e di misteriose testimonianze di antiche civiltà. Le rocche di Argimusco con i suoi megaliti, i curiosi capanni pastorali detti cùbburi, i mulini ad acqua, i dolmen, il bosco di Malabotta sono una meta da non perdere.
  • Lungo il torrente Elicona sono ancora visibili i resti di decine di mulini ad acqua, segno di un’antica vitalità economica. Oggi si ipotizza un loro recupero per trasformarli in musei della civiltà contadina e rurale, punti vendita di prodotti artigianali, punti di ristoro per escursionisti.
  • Da scoprire il bosco di Malabotta, divenuto recentemente riserva naturalistica. Alberi secolari, fitti cespugli di agrifoglio e qualche gorgogliante ruscello sono la seducente cornice di un ambiente ancora incontaminato. In mezzo a faggi, querce, pini, castagni vivono indisturbati volpi, ghiri, cinghiali, martore, rapaci e persino, nella parte più alta del bosco, l’aquila reale.

 

 Credits immagine in evidenza: Shutterstock – 1234zoom

 

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Esperta in architettura e comunicazione. Consulente digitale e Instagram Strategist.