Alla scoperta di Caserta: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare

L’Appuntamento con l’Habitante Viaggiatore oggi vi accompagna a Caserta: scopriamo insieme i luoghi e gli appuntamenti da non perdere per conoscere questa città e la sua provincia.

Alla scoperta della città di Caserta

Siamo in Campania e quando si parla di Caserta è inevitabile pensare alla sua Reggia. Seconda, ma solo in ordine di tempo, a quella di Versailles è un luogo bellissimo sia dal punto di vista storico e architettonico che paesaggistico. Una splendida dimora reale, facile da raggiungere, perché si trova all’ingresso del centro della città, ed è direttamente collegata alla stazione ferroviaria e all’uscita Caserta Nord dell’autostrada del Sole. 1.200 stanze e 1.742 finestre, giardini, fontane scenografiche, boschi.

Imponente e maestosa, la Reggia, merita sicuramente di tornarci in più occasioni per poterla visitare e apprezzare tutta la sua bellezza. Progettata dall’architetto Vanvitelli, che ne disegnò i cortili, il parco e l’Acquedotto Carolino, che alimenta la cosiddetta Via d’Acqua. Il complesso si estende su 45.000 metri quadri e il parco è lungo 3 km, arricchiti da fontane, giochi d’acqua, sculture e cascate. Da visitare anche il suo Giardino inglese, costruito per volere di Maria Carolina, che ospita una miriade di piante indigene ed esotiche.

Ma Caserta non è solo la sua Reggia, da visitare anche l’Eremo di San Vitaliano, il Santuario di Santa Lucia e il Complesso di Sant’Agostino e il centro storico, dove sono presenti musei e chiese di notevole pregio. Da visitare il Complesso conventuale, costruito nel 1441, con il suo chiostro cinquecentesco e il convento, la Chiesa di Sant’Agostino che conserva pitture del seicento, il Museo d’Arte Contemporanea e il Museo delle tradizioni, entrambi dichiarati di interesse regionale. Ed ancora il Planetario,  il primo interamente digitale del centro sud Italia con una cupola di 7 metri e una platea da 41 posti. E l’Oasi del Bosco di San Silvestro, sulle colline di Monte Maiulo e Montebriano da cui scende la Cascata che riempie con le sue acque le fontane del Parco Reale. 


Gli abitanti di Caserta: quanti sono e come si chiamano?

Gli abitanti di Carbonia si chiamano casertani e in totale sono 75.430 di cui 35.409 uomini e 40.021 donne.

Tutti i comuni della provincia di Caserta

I comuni limitrofi sono 11: (in ordine alfabetico)

Casagiove, San Nicola la Strada, Recale, Castel Morrone, San Prisco, San Marco Evangelista, Maddaloni,  Valle di Maddaloni, Limatola (BN), Capua, Sant’Agata de’ Goti (BN) 

Le frazioni sono 2: (in ordine alfabetico)

Garzano, Masseria Palmiero

http://www.comune.caserta.it/

shutterstock_Di Francesco Bonino

Alla scoperta della provincia di Caserta

A circa 10 Km dal centro città di Caserta si trova la frazione di Casertavecchia. Piccolo borgo medievale, dai caratteristici vicoli dai quali ammirare bellissimi scorci che si affacciano sul panorama circostante. Qui si può visitare la cattedrale medievale dedicata a San Michele, un mix tra lo stile siculo-arabo, quello delle chiese romaniche della Puglia e lo stile benedettino di Montecassino. E poi il campanile, costruito qualche decennio più tardi, che domina l’intero borgo, e il castello. Altro punto di interesse è il complesso monumentale del belvedere di San Leucio e il Museo della Seta, vero tesoro di archeologia industriale, dove poter ammirare strumenti per la produzione e lavorazione della seta, la sala con telai in legno perfettamente funzionanti, la mostra dei manufatti, la cuculliera e la filanda. Questo luogo infatti era l’antica seteria reale che produceva sete e tessuti apprezzati in tutto il mondo.

La Reale Colonia di san Leucio presenta ancora le due costruzioni dei quartieri operai, il san Carlo e il san Ferdinando, con trentasette unità abitative, collegati al palazzo del Belvedere da una scalinata a doppia rampa che racchiude le scuderie reali. Sul piazzale del Belvedere di trova l’ingresso della chiesa dedicata a san Ferdinando Re, ricavata dal salone delle feste del Belvedere nel 1776. E all’ingresso del Complesso Monumentale si possono vedere l’edificio della filanda e la cuculliera, dove venivano allevati i bachi da seta. Mentre nell’appartamento reale si possono ammirare gli affreschi del soffitto della stanza da pranzo eseguiti dal Fedele Fischetti e i disegni ad encausto di Philipp Hackert rappresentanti figure allegoriche. 

Gli appuntamenti da non perdere

Tra gli appuntamenti da non perdere, a Casertavecchia, Settembre al Borgo, con concerti gratuiti, evento storico, che nel 2019 ha visto la sua 47a edizione, sotto la direzione artistica di Enzo Avitabile con la partecipazione di grandi artisti italiani e di livello internazionale. Mentre a Macerata Campania si celebra la Festa di Sant’Antuono dedicata a Sant’Antonio Abate, una festa popolare/religiosa popolare in Campania. Durante la festa si tengono le tradizionali battuglie di Pastellessa, musica prodotta dalla percussione di botti, tini e falci, e poi mostre, seminari, giochi tradizionali e gastronomia con la degustazione del tipico piatto della past’e’llessa.

I piatti tipici da assaggiare

Il prodotto tipico per eccellenza del casertano è la mozzarella di bufala DOP e la ricotta di bufala campana, ma non solo, in quest’area c’è anche un’interessante zona di produzione olivicola e vinicola. Tra i piatti tipici della tradizione casertana la pastellessa, pasta con le castagne lesse. In particolare a Macerata Campania la tradizione vuole che si prepari questa ricetta in occasione della festa antoniana.

E poi la minestra maritata, ricetta tipica delle feste di Natale e Pasqua, da accompagnare con gli scagliuozzi, tipiche frittelle di farina di mais dalla forma arrotondata. Un altro primo tipico della cucina casertana sono le pettolelle con fagioli, pasta fatta in casa con farina, uova e sale e condita con i fagioli cannellini, olio vergine di oliva, aglio, origano, prezzemolo tritato, sale e pepe. Ed ancora la cianfotta, uno stufato con peperoni fritti, aglio, cipolla, patate, melanzane, peperoncino, pomodori ed erbette aromatiche, e il maialino nero casertano. Tra i dolci troviamo sfogliatelle, la pastiera, babà e gli struffoli.

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • La Real Colonia di San Leucio, fu costituita nel 1778, quando il re Carlo di Borbone, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali. Questa Colonia era basata su uno statuto apposito del 1789 che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità. Alle maestranze locali si aggiunsero subito anche artigiani francesi, genovesi, piemontesi e messinesi, qui le condizioni di lavoro erano molto vantaggiose e destavano interesse da parte di molti lavoratori. Nella seteria infatti veniva assegnata una casa all’interno della colonia, ed ai familiari veniva offerta formazione gratuita. Agli effetti qui il re istituì la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali, e le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d’Europa erano 14.

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esperta in design e artigianato, curo anche la rubrica Habitante Viaggiatore per raccontare le bellezze dell'Italia, tra regioni e province