Alla scoperta di Biella: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare

L’Appuntamento con l’Habitante Viaggiatore oggi vi accompagna a Biella: scopriamo insieme i luoghi e gli appuntamenti da non perdere per conoscere questa città e la sua provincia.

 

Alla scoperta della città di Biella

Siamo in Piemonte, a Biella una città di antichissima origine, qui ritrovamenti archeologici hanno portato alla luce resti di un castelliere gallico risalente alla II età del ferro. Le testimonianze della lunga storia dell’intero territorio, con reperti che lo raccontano dalla preistoria fino al ‘900, sono custodite nel Museo del Territorio Biellese. Biella è una città ricca di luoghi da visitare, il suo cuore medievale si trova nella parte alta, nel quartiere Piazzo, raggiungibile con una funicolare. Qui si può visitare Piazza Cisterna, antica sede del Comune e del mercato. Ed anche la chiesa romanica di San Giacomo e il Duomo dedicato a Santa Maria Maggiore e Santo Stefano, di stile gotico. Il Battistero di San Giovanni Battista, splendido esempio di romanico piemontese, e la Basilica di San Sebastiano. Al suo interno si trovano le tombe del generale Alfonso La Marmora ed Alessandro La Marmora, grande figura del Risorgimento italiano, ispiratore della creazione del Corpo dei Bersaglieri. Da visitare anche Palazzo Ferrero Della Marmora, storica dimora di questa grande famiglia. Una città che ha anche una grande attenzione verso l’arte contemporanea, infatti qui hanno sede il M.A.C.I.S.T. Museum – Museo d’Arte Contemporanea Internazionale Senza Tendenze nato da un’idea del maestro Omar Ronda, dalla sensibilità di alcuni collezionisti e molti artisti di fama internazionale che hanno deciso di donare e di mettere a disposizione le proprie opere con il fine di sostenere le attività di prevenzione, cura e ricerca della Fondazione Edo ed Elvo Tempia impegnata nella lotta contro i tumori. E poi la Cittàdellarte Fondazione Pistoletto dell’artista Michelangelo Pistoletto. Famose sono inoltre le industrie tessili sul territorio biellese, nate grazie alla fiorente attività di allevamento e alla produzione e lavorazione della lana. Qui il Polo Universitario Biellese, con sede nella Città Studi progettata dall’architetto Gae Aulenti, ha un centro di innovazione tessile gestito con oltre 80 imprese e istituti di ricerca e programmi con 16 Paesi stranieri per la formazione tecnica all’estero. Una delle storiche aziende sul territorio è la Fila che in città ha anche la Fondazione FILA Museum, archivio d’impresa dell’azienda laniera che racconta la storia del marchio biellese.

Alla scoperta di Biella: la città, gli abitanti, cosa visitare e mangiare


Gli abitanti di Biella: quanti sono e come si chiamano?

Gli abitanti di Biella si chiamano biellesi e in totale sono 43.987 di cui 20.573 uomini e 23.414 donne.

Tutti i comuni della provincia di Biella

I comuni limitrofi sono 17: (in ordine alfabetico)

Andorno Micca, Campiglia Cervo, Candelo, Fontainemore (AO), Gaglianico, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Pettinengo, Pollone, Ponderano, Pralungo, Ronco Biellese, Sagliano Micca, Sordevolo, Tollegno, Vigliano Biellese, Zumaglia

Le frazioni sono 11: (in ordine alfabetico)

Barazzetto, Beltramo, Chiavazza, Colma, Favaro, La Tour, Oremo, Oropa, Piazzo, San Biagio, Vandorno

http://www.comune.biella.it/


shutterstock_By MatteoZinCreativeStudio

Alla scoperta della provincia di Biella

La provincia di Biella accoglie i suoi visitatori con la natura, la montagna, i parchi naturali e le sue acque limpide. Ma anche con la bellezza di antichi borghi e castelli, l’archeologia industriale, i sapori della tipica cucina piemontese, i vini pregiati e i luoghi intrisi di spiritualità. Tra questi il Sacro Monte di Oropa, riconosciuto Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e recentemente istituito Riserva Speciale della Regione Piemonte. Un percorso con dodici cappelle dedicate alla vita della Vergine e popolate di statue in terracotta policroma a grandezza naturale. Per immergersi nella natura si può scegliere l’Oasi Zegna, a Bielmonte. Qui ci può dedicare agli sport come sci e mountain bike, e al trekking, ma anche passeggiare in sella ad un cavallo. Oppure il Parco della Burcina “Felice Piacenza”, fondato nella seconda metà del secolo scorso dall’industriale laniero Giovanni Piacenza, appassionato di giardinaggio, che decise di trasformare la collina  fra i comuni di Pollone e Biella in un giardino informale. A Trivero si può visitare il Lanificio Zegna, in una palazzina anni Trenta, oggi centro culturale ed espositivo e sede dell’archivio storico Ermenegildo Zegna. Da visitare anche il Castello dei Vialardi e il ricetto di Candelo una struttura fortificata di epoca medievale dove si conservavano i beni e provviste e dove ci si rifugiava in caso di attacchi esterni, e il Falseum Museo del falso e dell’inganno al Castello di Verrone, un museo dedicato al mondo delle bugie che racconta di come l’uomo, con il falso, abbia cambiato il corso della storia.

 

Gli appuntamenti da non perdere

Tra gli appuntamenti da non perdere venerdì 8 e sabato 9 novembre, le aziende piemontesi aprono le porte al pubblico per la due giorni di Piemonte Fabbriche Aperte, un appuntamenti che offre la possibilità di visitare i luoghi della produzione industriale, per valorizzare la manifattura di eccellenza. Nel Biellese sarà possibile visitare Lanificio Cerruti, Marchi e Fildi, Menabrea Botalla Museum, Lauretana, Ermenegildo Zegna, Pella Sportswear e Incas. Mentre dal 4 al 21 novembre, nel centro storico di Biella, si può partecipare alla rassegna #fuoriluogo, con un ricco programma di eventi, degustazioni, incontri con l’autore, lettura e commento dei giornali, suddivisi in 6 macro aree, dalla letteratura all’arte, all’enogastronomia allo sport.

 

I piatti tipici da assaggiare

Tra i piatti da assaggiare in questa zona, come in tutto il Piemonte, il più famoso forse è la bagna cauda. Altri prodotti tipici di Biella sono i tanti formaggi come il Murtarat, il Beddu, la Toma biellese a marchio DOP, che si trova in molte varianti a seconda della stagionatura e della valle di provenienza. Il Maccagno, presidio slow food, il cru, il Verd’Alp erborinato e molti altri. Molti anche i salumi come il Salam, a base di carne di maiale e patate bollite, la Paletta, la salsiccia di riso. Tra i piatti tipici anche i dolci come i canestrelli, i croccanti del Ciavarin dall’aroma di caramello, mandorle e fiori d’arancio, le miasce a base di farina di mais, i torcetti e le paste di meliga. Perfetti per accompagnare un buon bicchiere di ratafià, un liquore dolce ricavato dalle ciliegie selvatiche. Ed anche la mostarda di mele, una specialità che si mangia con il bollito, il formaggio o la polenta.

 

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo. E tu?

  • “Il documento scritto più antico nel quale viene menzionata Biella è un diploma dell’826 degli Imperatori del Sacro Romano Impero, Ludovico il Pio e Lotario. Si tratta della donazione della “Corte di Biella”, nel pago dei Vittimuli, fatta dai predetti Imperatori al loro messo il Conte Bosone. Carlo il Grosso, con suo diploma dell’882 dona Biella alla Chiesa di Vercelli.” fonte sito istituzionale Comune di Biella

TI È PIACIUTO L’ARTICOLO?  ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

Per altre curiosità e informazioni sugli abitanti continuate a seguirci su www.habitante.it

Written by

esperta in design e artigianato, curo anche la rubrica Habitante Viaggiatore per raccontare le bellezze dell'Italia, tra regioni e province